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Antonio G

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Le lettiere per gatti più consigliate

posted by Antonio G 0 comments

Come abbiamo già detto, parlare di lettiere per gatti genera talvolta un po’ di confusione in quanto il termine indica sia il contenuto che il contenitore. In un precedente post vi abbiamo fornito alcuni consigli generali riguardanti la scelta della cassetta igienica vera e propria, indispensabile alla toeletta del vostro amico a quattro zampe, ora vediamo come “riempirla” nel modo migliore.

Vi sono in commercio molti tipi di sabbietta e lettiere per gatti e non è semplice decidere quale sia la più indicata: da quelle al silicio alla lettiera biodegradabile, dalla sabbia assorbi-odore a quella agglomerante fino alle lettiere vegetali e non polverose, di anno in anno l’offerta proposta dai negozi per animali e dagli shop online è sempre più vasta.

Ci sono però alcuni fattori da tenere sempre in considerazione quando si effettua la scelta e i principali per noi di Pet Magazine sono la facilità di pulizia e il potere assorbente.
Questo perché le lettiere per gatti che hanno queste caratteristiche portano a un livello di igiene ben maggiore, elemento di sicuro più importante per i nostri felini rispetto al peso del sacchetto o a un profumo migliore.
Andiamo a scoprire le quattro tipologie base di lettiere per gatti.

Sabbia assorbente

Di solito a base di sepiolite, ha la capacità di assorbire e trattenere notevoli quantità di liquidi e odori ma necessita di una attenzione costante, dovrete cambiarla completamente abbastanza spesso ed eliminare i rifiuti solidi con frequenza, grazie all’apposita paletta.

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Sabbia agglomerante

Composta da bentonite, è un materiale che forma con estrema facilità dei grumi molto compatti e facili da asportare. In pratica con la paletta traforata riuscirete a pulire sia le feci che l’urina e non dovrete cambiare così spesso la sabbia che, fra gli altri aspetti positivi, ha un discreto assorbimento dell’odore.

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Lettiera vegetale

Ne esistono di diversi tipi, sono composte da carta, cartone, paglia, orzo, mais e altri materiali vegetali, hanno buon potere assorbente e sono completamente ecologiche e biodegradabili. Molto leggere da trasportare rispetto alle sabbie, possono essere smaltite, in quantità moderata di volta in volta, anche nel wc di casa, evitandovi viaggi verso la pattumiera.
Un dato negativo è che talvolta il micio può mangiare qualche grano, ma trattandosi di materiale vegetale non è un gran problema.

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Lettiera al silicio

Ha innovato il mercato delle lettiere ma ha i suoi pro e contro. Molto leggera, grande potere assorbente, neutralizza gli odori meglio di tutte le altre ma, se non si presta attenzione, eventuale liquido in eccesso finisce con lo sciogliere i granuli e formare una fastidiosa pappetta sul fondo della cassetta. È anche solitamente più costosa delle altre tipologie.

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Dove buttarle?
C’è, infine, il problema dello smaltimento delle varie lettiere. Anche in questo caso eccovi alcune indicazioni di carattere generale, ricordandovi però che è sempre meglio consultare le indicazioni del vostro Comune di residenza. Le sabbie agglomeranti e assorbenti, come le lettiere per gatti al silicio, vanno buttate nella spazzatura indifferenziata, mentre quelle vegetali possono essere smaltite nell’umido.
Ogni persona avrà ovviamente le sue preferenze, noi di Pet Magazine tendiamo comunque a preferire la sabbia agglomerante.

L’articolo Le lettiere per gatti più consigliate sembra essere il primo su Pet Magazine.

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Cura dei Gatti

Dermatite del gatto da intolleranza alimentare: cosa fare?

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Sebbene la patogenesi delle reazioni alimentari dermatologiche non sia completamente compresa, si ritiene che le reazioni immediate e le reazioni ritardate al cibo siano dovute ad una risposta immunitaria ipersensibile. Le reazioni alimentari dermatologiche sono reazioni non stagionali che si verificano in seguito all’ingestione di una o più sostanze che causano allergie nel cibo di un animale. La reazione fisica è spesso prurito eccessivo, con conseguente eccessivo graffio sulla pelle.

D’altra parte, l’intolleranza alimentare è una reazione idiosincratica non immunologica dovuta agli effetti metabolici, tossici o farmacologici degli ingredienti incriminati. Dal momento che non è facile distinguere tra reazioni immunologiche e idiosincratiche, qualsiasi risposta negativa al cibo viene generalmente indicata come reazione avversa al cibo.

Sintomi e tipi di Dermatite

Prurito non stagionale di qualsiasi posizione del corpo

Una scarsa risposta alle dosi anti-infiammatorie dei glucocorticoidi suggerisce ipersensibilità alimentare

vomito

Diarrea

Suoni eccessivi, passaggio di gas e frequenti movimenti intestinali

Dermatite da Malassezia (infezioni cutanee fungine), piodermite (infezioni cutanee batteriche) e otite esterna (infiammazione dell’orecchio esterno)

Placca – ampie aree piatte in rilievo sulla pelle

Pustola – infiammazione della pelle sollevata con pus

Eritema – arrossamento della pelle

Crosta – siero essiccato o pus sulla superficie di una vescica rotta o di una pustola

Scala – fiocchi o piatti di pelle morta

Calvizie autoindotta dovuta a graffi

Abrasione / piaghe sulla pelle a causa di graffi

Pelle coriacea, spessa, simile ad una corteccia

Iperpigmentazione – oscuramento della pelle

Alveari – urti gonfiati o infiammati sulla pelle

Pugnali giganti (segni allungati) sulla pelle

Dermatite pirotraumatica – infezione batterica delle ferite della pelle a causa di grattarsi eccessivamente

Le cause

Reazioni immuno-mediate – risultato dell’ingestione e successiva presentazione di una o più glicoproteine ​​(allergeni) prima o dopo la digestione; la sensibilizzazione può verificarsi quando il cibo passa nell’intestino, dopo che la sostanza è stata assorbita, o entrambi

Reazioni non immuni (intolleranza alimentare) – derivanti dall’ingestione di alimenti con alti livelli di istamina (un antigene noto per causare l’ipersensibilità immunitaria) o sostanze che inducono istamina direttamente o attraverso i fattori che rilasciano l’istamina

Si ipotizza che negli animali giovani i parassiti intestinali o le infezioni intestinali possano causare danni alla mucosa intestinale, con conseguente assorbimento anormale degli allergeni e successiva sensibilizzazione ad alcuni ingredienti.

Il tuo veterinario eseguirà un esame fisico completo sul tuo gatto, compreso un esame dermatologico. Le cause non alimentari di malattia dermatologica dovrebbero essere escluse. Il veterinario ordinerà un profilo chimico del sangue, un esame emocromocitometrico completo, un’analisi delle urine e un pannello elettrolitico per escludere altre cause di malattia. Dovrai fornire una cronologia approfondita della salute del tuo gatto, dell’insorgenza dei sintomi e di eventuali incidenti che potrebbero aver preceduto questa condizione, specialmente per quanto riguarda eventuali cambiamenti nella dieta e qualsiasi nuovo alimento aggiunto alla dieta del tuo gatto, anche se temporaneo.

Le diete per l’eliminazione degli alimenti sono consigliate per gatti che si ritiene soffrano di reazioni avverse al cibo. Queste diete includono tipicamente una fonte di proteine ​​e una fonte di carboidrati a cui il gatto ha avuto una limitata o nessuna esposizione precedente. Un miglioramento clinico può essere visto non appena quattro settimane nella nuova dieta, e la riduzione massima dei segni clinici può essere vista fino a tredici settimane nella dieta di eliminazione degli alimenti.

Ci sono due cose da tenere a mente quando intraprendi la dieta di eliminazione con il tuo gatto: i gatti richiedono una fonte di taurina nella loro dieta o diventeranno rapidamente ed estremamente malati e moriranno. Il tuo gatto ingerirà una quantità sufficiente di taurina fintanto che viene nutrito con carne; e, i gatti non hanno naturalmente le capacità digestive per gestire una grande quantità di carboidrati, quindi la proteina nella loro dieta dovrebbe superare i carboidrati di circa il 90%. Scegli una fonte proteica ad alto contenuto di taurina, come carne, pollo o pesce. Evitare le carni crude, in quanto possono essere una fonte di altri batteri, come la salmonella. Alcune carni animali suggerite che possono essere alimentate al tuo gatto sono carni di organi come fegato, cuore, ecc.

Se il tuo gatto migliora la dieta di eliminazione, deve essere eseguita una sfida per confermare che la dieta originale è stata la causa della malattia e per determinare quale ingrediente nella dieta originale ha innescato la reazione avversa.

Sfida: nutrire il tuo gatto con la dieta originale. Un ritorno dei segni conferma che qualcosa nella dieta sta causando i segni. Il periodo di prova dovrebbe durare fino al ritorno dei segni, ma non più di dieci giorni.

Gli ingredienti di prova per le prove di provocazione dovrebbero includere una gamma completa di carni (manzo, pollo, pesce, maiale e agnello), una gamma minima ma completa di cereali (mais, grano, soia e riso), uova e latticini . I risultati di queste prove guideranno la tua selezione di alimenti commerciali, sulla base di quegli alimenti preparati che non contengono la sostanza incriminata (s).

Trattamento

Evitare qualsiasi sostanza alimentare che ha causato il ritorno dei segni clinici durante la fase di provocazione della diagnosi. Antibiotici o farmaci antifungini possono essere prescritti dal veterinario in caso di infezione da piodermas secondario o Malassezia.

Vivere e gestire

Tratta, giocattoli masticabili, vitamine e altri farmaci masticabili (ad es. Prevenzione filaria) che possono contenere ingredienti della dieta precedente del tuo gatto devono essere eliminati. Assicurati di leggere attentamente tutte le etichette degli ingredienti. Se il tuo gatto trascorre il tempo all’aperto, dovrai creare un’area ristretta per evitare la caccia e il foraggiamento, oppure potresti dover considerare di tenere il gatto in casa, almeno durante il periodo di prova. Tutti i membri della famiglia dovranno essere informati del protocollo di test e devono aiutare a mantenere la dieta di prova pulita e libera da ogni altra fonte di cibo. La cooperazione è essenziale per il successo del trattamento di questo disturbo.

 

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Cura dei Gatti

Asma felina: tutto quello che dovete sapere

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L’asma felina – molto simile all’asma umano – è un’infiammazione cronica dei piccoli passaggi dei polmoni di un gatto.

Quando si verifica un attacco d’asma, questi passaggi si addensano e si restringono, rendendo molto difficile la respirazione di un gatto.

Questo porta spesso a difficoltà respiratorie, che possono diventare gravi in pochi minuti.

I polmoni possono anche iniziare a scaricare il muco nelle vie respiratorie, provocando attacchi di tosse e respiro affannoso .

Alcuni gatti con casi più lievi sperimentano solo una leggera tosse cronica.

Poiché l’asma può rapidamente diventare un problema di salute pericolosa per la vita, qualsiasi gatto tosse necessita di una valutazione veterinaria.

Quali sono i sintomi generali di asma nei gatti?

  • Tosse e respiro affannoso
  • Tosse persistente
  • Accovacciarsi con le spalle curve, il collo esteso e la respirazione rapida o senza fiato
  • Imbavagliare muco schiumoso
  • Respirazione bocca aperta
  • Labbra e gengive blu
  • Respiro affaticato dopo lo sforzo
  • Debolezza generale e letargia

Quali sono le cause di asma nei gatti?

Mentre ci sono una serie di fattori che contribuiscono all’asma nei gatti, si pensa che si sviluppi a seguito di una bronchite allergica. La bronchite allergica si verifica quando le vie aeree dei polmoni di un gatto si infiammano a causa di un allergene inalatorio o di altre sostanze che stimolano il sistema immunitario.

I fattori comuni che possono contribuire alla gravità di un attacco d’asma includono:

  • Allergeni, compresi pollini, muffe, polvere da lettiere di gatti, fumo di sigarette, profumi e alcuni alimenti
  • Patologie o malattie cardiache preesistenti
  • parassiti
  • Stress estremo
  • Obesità

I sintomi asmatici nei gatti possono anche essere associati ad altre malattie, tra cui filaria, parassiti respiratori, tumori, insufficienza cardiaca e polmonite .

L’asma e le allergie sono correlate?

Sì. La sensibilità agli inquinanti ambientali e al polline può contribuire all’asma in alcuni gatti.

Alcuni gatti sono più inclini all’asma?

L’asma nei gatti di solito si sviluppa tra l’età di due e otto anni, con un’incidenza maggiore nei gatti femmine rispetto ai maschi. Le razze e le miscele di razza Siamese e Himalayana sembrano avere l’asma più frequentemente rispetto alle altre razze.

Cosa devo fare se penso che il mio gatto abbia asma?

Visita immediatamente il tuo veterinario se pensi che il tuo gatto abbia l’asma. Lui o lei eseguirà un esame fisico e molto probabilmente raccomanderà test diagnostici per scoprire cosa sta causando il problema.

Come viene diagnosticata l’asma nei gatti?

Dal momento che i sintomi dell’asma possono essere simili a quelli osservati con altre malattie – tarlo, polmonite e insufficienza cardiaca congestizia, per esempio – è importante che il veterinario determini la causa degli attacchi. Non ci sono test specifici che provano l’asma, ma in genere si eseguono radiografie, analisi del sangue, valutazione delle secrezioni bronchiali e test dei parassiti per escludere altre cause.

Come può essere trattata l’asma del mio gatto?

Mentre non esiste una vera cura per l’asma, ci sono vari metodi per gestirlo con successo. La terapia efficace può includere farmaci che aprono i passaggi respiratori e riducono l’infiammazione delle vie aeree o modificano la risposta immunitaria del corpo. Come nell’asma umano, i farmaci vengono talvolta somministrati attraverso un inalatore appositamente adattato.

Come posso impedire al mio gatto di avere un attacco di asma?

Fai testare regolarmente il tuo gatto per i parassiti interni.

Riduce lo stress nell’ambiente del vostro animale domestico, poiché tende a peggiorare i sintomi di allergia e asma.

Non utilizzare profumi, deodoranti per ambienti, deodoranti per tappeti, lacca per capelli, detergenti spray, ecc., Attorno al gatto.

Evitare l’uso di lettiere per gatti che creano molta polvere, cucciolate profumate o additivi per lettiere.

L’aria secca favorisce gli attacchi d’asma, quindi tieni in funzione un buon umidificatore, specialmente durante i mesi invernali.

Mantieni il peso del tuo gattino e il suo corpo attivo!

E ricorda, nessun gatto dovrebbe essere esposto al fumo di sigaretta, ma se il tuo gatto ha l’asma, il fumo di sigaretta è un assoluto no.

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Curiosità Sui Gatti

Olii essenziali per animali, l’aromaterapia per cani e gatti

posted by Antonio G 0 comments

Fin dai tempi antichi, l’uomo è ricorso al loro utilizzo per apportare beneficio non solo a corpo e a mente ma anche per purificare l’ambiente circostante. Gli olii essenziali sono, dunque, storici alleati della salute psico-fisica delle persone, e da qualche tempo, vengono impiegati anche in ambito veterinario per intervenire in maniera dolce, in caso di disturbi del comportamento e in generale per favorire benessere.

Anche se il loro impiego, dunque, ha origini antichissime, è solo nel XX secolo che il chimico René Maurice Gattefossè conia il termine “aromaterapia” attraverso la pubblicazione dell’omonimo libro. Ma andiamo con ordine.

Già sumeri, babilonesi, assiri ed egiziani si avvalevano degli olii essenziali estratti dalle piante per preparare suffumigi e unguenti per il corpo. Con il passare dei secoli, l’utilizzo dell’“anima” delle piante andò rafforzandosi tanto che gli studiosi greci la ritenevano efficace per il benessere e la guarigione dei loro pazienti. Durante il medioevo, le conoscenze tramandate dai popoli antichi furono custodite nei monasteri dove, i monaci, si dedicarono alla cura di orti botanici e all’estrazione delle essenze per molteplici utilizzi.

Arrivando ad epoche più recenti, è con lo sviluppo della chimica industriale che si cerca di riprodurre sinteticamente le proprietà delle molecole vegetali. Oggi, l’utilizzo degli olii essenziali alla base dell’aromaterapia, è pratica affermata e non è più prerogativa umana ma è estesa anche agli animali domestici come anche cani e gatti.

Aromaterapia per gatti

L’impiego di aromaterapia per i gatti e in generale, il ricorso degli olii essenziali per gli animali, è oggi realtà sempre più consolidata. Non è raro, infatti, trovare queste preziose sostanze all’interno di antiparassitari naturali per cani e gatti ma anche in shampoo e in diffusori ambientali, così come nei giochi per i nostri beniamini a quattro zampe.

Come per ogni cosa, attenzione a non farne un utilizzo inappropriato. Visto che i nostri amici a quattro zampe hanno l’olfatto molto più sviluppato, è bene valutare oculatamente la loro concentrazione affinché non risultino fastidiosi al loro fine naso.

Non si incorre in tale rischio, ovviamente, se si scelgono prodotti per animali già potenziati con queste preziose sostanze naturali. In questo caso, infatti, la concentrazione di olii essenziali e principi attivi naturali è calibrata ad hoc pensando proprio al loro sviluppato olfatto.

Sugli scaffali dei Pet Shop, dunque, è ormai la normalità trovare accessori per cani e gatti aromatizzati con olii essenziali per svolgere un effetto aromaterapico sui quattro zampe. Non solo giochi, che promettono di rilassare Fido, ma anche prodotti per la cura del manto come profumi, shampoo, salviette, ma anche lettiere e persino profumate candele che disperdono nell’ambiente profumate fragranze a beneficio di tutti gli abitanti della casa, a due e a quattro zampe.

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Zecche gatto, ecco cosa fare

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Le zecche si aggrappano, voraci, alla pelle dei nostri animali domestici, mostrando il loro corpo nudo ingrossato a dismisura dal sangue succhiato. A chi non è capitato, di trovare zecche sul gatto, magari mentre lo si sta accarezzando spaparanzati assieme sul letto? È certamente uno dei parassiti che suscita più disgusto nei proprietari di quattro zampe e, talvolta, qualche preoccupazione.

Questi insetti ematofagi, infatti, sono portatori di malattie che possono colpire sia l’uomo che gli animali domestici. Anche se tra i membri a quattro zampe di casa sono, forse, i cani quelli maggiormente esposti – se non altro per le loro passeggiate spesso anche al di fuori del proprio giardino -, è tutt’altro che raro trovarne anche sui felini domestici.

Come togliere, dunque, le zecche al gatto? Cosa fare per proteggerlo da future infestazioni?
Ecco 7 consigli per proteggere il vostro amico dalle lunghe vibrisse e tutelare, in questo modo, anche la vostra salute:
Se avete trovato una o più zecche attaccate al gatto, la prima cosa da fare è certamente liberarlo da questo sgradito ospite.

Per togliere le zecche al gatto nella maniera corretta, è indispensabile afferrarle nel punto più vicino al rostro, ovvero le fauci. Attenzione a non strattonare il parassita nel tentativo di staccarlo: in questo modo, infatti, proprio l’apparato boccale potrebbe rimanere attaccato alla pelle. Le zecche vanno estratte imprimendo un movimento rotatorio, come se le si volesse “svitare” dalla pelle. Vietato esercitare una pressione elevata sul piccolo parassita poiché, così facendo, potrebbe vomitare. Il rigurgito della zecca, infatti, è il rischio maggiore poiché attraverso questa sostanza vengono veicolati eventuali agenti infettivi.

Mai avvalersi di sostanze, quali alcol, oli o rimedi della nonna, per “convincere” la zecca a staccarsi da sola. Il rischio tangibile, infatti, è provocare rigurgito e incorrere nei rischi sopra elencati.
Una volta staccata, come uccidere la zecca? Alcuni scelgono le maniere forti e la bruciano, altri l’avvolgono dentro ad un pezzetto di carta igienica, la gettano nel wc e tirano l’acqua. Qualunque sia il metodo scelto, l’importante è lavarsi le mani una volta compiuto il “parassita-cidio”oppure avvalersi di guanti o pinzette.
Prevenzione, la migliore arma per tenere lontane le zecche dal gatto. Scegliere l’antiparassitario più adeguato è tutt’altro che un dettaglio. Per farlo, è indispensabile chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia che saprà indicare il principio attivo più efficace e adatto alle esigenze di Micio. Rispettare, inoltre, i tempi di trattamento che, generalmente, si aggirano attorno alle 4 settimane.
Mai dare l’antiparassitario del cane al gatto! Bando al fai da te, per non rischiare di commettere errori che abbiano conseguenze anche gravissime per la salute del vostro beniamino a quattro zampe. Alcuni principi attivi, come la permetrina ad esempio, sono comuni negli antiparassitari per cani mentre risultano altamente tossici per i gatti. Mai, dunque, cambiare la specie di destinazione senza indicazioni diverse da parte del medico.
Il gatto esce di casa? Meglio optare per la formulazione liquida, venduta in comode pipette monouso, piuttosto che scegliere il collarino. Il rischio, infatti, è quello che possa rimanere pericolosamente impigliato ai rami – di alberi o siepi – così come nelle reti delle recinzione nel caso si allontanasse dalla proprietà.

Non lavare il gatto, almeno per 4-5 giorni, dopo aver applicato il prodotto spot on per evitare di inficiarne l’efficacia. Il principio attivo, infatti, necessita del grasso cutaneo per la distribuzione del prodotto.

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Casa a prova di gatto: i trucchi per renderlo felice

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Quando ci si assume la responsabilità di accudire un animale domestico, appagare i suoi bisogni e renderlo felice diventano le nostre priorità quotidiane. Nel caso dei gatti, siamo portati a pensare che un appartamento dove ha la possibilità di mangiare e dormire a piacimento sia il contesto ideale per tenerlo soddisfatto. Eppure, nonostante la maggior parte dei felini si adatti senza troppi problemi alla vita tra quattro mura, non dobbiamo dimenticare che in ogni gatto, anche il più pigro, c’è un predatore sopito che almeno una volta ogni tanto sente il bisogno di rendersi più attivo, sia solo per acchiappare una mosca o inseguire un raggio di sole che entra dalla finestra. Inoltre è ormai noto che uno stile di vita troppo sedentario potrebbe far ingrassare eccessivamente il nostro amico peloso e che un appartamento può nascondere dei pericoli, come ad esempio piante e fiori velenosi o cavi elettrici in bella vista.

Per rendere la nostra casa davvero a misura di felino ci sono alcuni accorgimenti da seguire. Prima di tutto dobbiamo pensare alla sua sicurezza. Oltre alle piante nocive per i gatti e i cavi già menzionati, che possono provocare scottature e ustioni, un’area critica dell’appartamento è quella del balcone, dal quale il gatto può facilmente saltare, con tutti i rischi del caso. Occorre quindi chiudere i balconi a cui il nostro animale ha accesso, Per farlo non c’è bisogno di grossi lavori: in genere si utilizzano allo scopo lastre in pvc, pannelli in policarbonato oppure una rete dalle maglie strette a sufficienza. In questo modo non dovrete avere il timore che il gatto si insinui tra le sbarre della ringhiera o che si metta in pericolo camminando sulla grondaia. Lo stesso discorso vale per le finestre, sulle quali si possono installare limitatori di apertura o delle normali zanzariere. Anche all’interno dell’appartamento è bene adottare alcuni accorgimenti. Ad esempio, un gattino piccolo sarà più propenso ad arrampicarsi su tende ed armadi. Assicuriamoci quindi che sia tutto ben fissato al muro, anche mobili più piccoli, in modo tale che il nostro gatto non venga travolto.

Affinché la nostra casa diventi non soltanto un luogo sicuro ma anche piacevole per il nostro gatto, dobbiamo pensare anche a tenerlo occupato, evitando che la noia e la sedentarietà abbiano la meglio su di lui. Un gatto sarà sicuramente più felice con un compagno di giochi, ma non sempre le possibilità economiche lo permettono. Per chi decide di adottare un solo gatto, in nostro aiuto arriva un classico accessorio amato dai felini, il tiragraffi. Questa struttura, disponibile in varie misure e altezze, è più di un semplice gioco, in quanto permette al nostro gatto di saltare, giocare e farsi le unghie, risparmiando divani, tavoli e tende. È dunque la sua oasi di divertimento privata, con la quale potrà intrattenersi e marcare il territorio. Online è possibile vedere e comparare tiragraffi di diverse fasce di prezzo, per esempio su ShopAlike. In aggiunta al tiragraffi possiamo introdurre in casa dei piccoli giochi, da variare spesso per stimolare la mente del nostro felino. Qualche esempio: topolini di pezza, tunnel morbidi nei quali nascondersi e preparare gli agguati, palline… a volte anche una semplice scatola può bastare! Giocando regolarmente col nostro gatto lo terremo sempre sveglio e di buonumore.

Se vogliamo rendere il nostro felino da compagnia davvero felice, manca solo un’ultima cosa: un vaso di erba gatta. La nepeta cataria è una pianta semplice da accudire ed è amata dai gatti in quanto ha su di loro effetti sedativi o eccitanti, a seconda dei casi, aiutandoli nel contempo a digerire ed espellere il bolo di pelo. L’erba gatta in balcone o in terrazzo sarà dunque un’ottima fonte di svago per i nostri felini, per stimolarli in modo sano e senza effetti collaterali.

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Avete mai provato il furminator per gatto?

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Una piccola confessione personale: il furminator per gatto ha migliorato la qualità della vita di chi vi scrive. Ho tre gatti a casa, due femmine e un maschio, li adoro alla follia ma per anni ho lottato, inutilmente, contro un grande e potente nemico: i peli morti.

Batuffoli di pelo che rotolavano nel corridoio, come i cespugli spinosi nei film western; vestiti che involontariamente sembravano pellicce, in particolare quelli scuri (che vuol dire l’80% del mio armadio); il divano sul quale si aveva paura a sedersi perché era totalmente ricoperto di pelame; l’impossibilità di invitare amici allergici, anche solo per un’oretta…

Avevo intravisto alcune volte, nei negozi per animali e sugli shop online, il furminator per gatto ma, una volta perché avevo fretta, l’altra perché non ero molto convinto, ne avevo sempre rinviato l’acquisto, affidandomi a una vecchia spazzola che mi sembrava comunque funzionare abbastanza bene.

È stato solo dopo aver visto un amico usarlo sul suo cane a pelo lungo e aver quindi scritto il post sul furminator per cani che, intrigato da quanto avevo visto e imparato su questo accessorio, mi son deciso a comprare un furminator per gatto e…
E non c’è confronto: dovessi pesare il pelo morto che riesce a togliere il furminator per gatti rispetto a quello che levava l’altra spazzola penso che sarebbe almeno il triplo.

Ti suggeriamo:

Furminator per gatti

Normalmente quando in redazione ci vengono sottoposti i vari prodotti per recensione cerchiamo comunque di mantenere un tono neutro, illustrandovi i vari aspetti e caratteristiche ma senza fare i fan o esagerare con le lodi, ma in questo caso mi concedo volentieri una eccezione perché si tratta di un accessorio fenomenale che cambierà la vita anche a voi.

Per quanto riguarda l’azione del furminator, la distinzione fra pelo e sottopelo e le differenze fra spazzolatura, pettinatura e deshedding vi rimando a quanto scritto nel post sul furminator per cani, qui mi limiterò a esporvi alcune caratteristiche di questo strumento e i principali modelli in vendita.

Il furminator per gatto è disponibile in quattro modelli, a seconda della taglia e del pelo: avremo quindi il modello per gatti di taglia piccola a pelo corto (Siamesi, Abissini, Scottish Fold…), quello per gatti di taglia più grande sempre a pelo corto (British Shorthair, Bengala, Gatto Europeo a pelo corto…), quello per gatti piccoli a pelo lungo (German Longhaired Cat, Angora Turco, Birmano…) e infine il modello per gatti grandi a pelo lungo (Gatto delle Foreste Norvegesi, Main Coon, Persiano, Ragdoll…), in modo da soddisfare le esigenze dei vari proprietari.

Visto che siamo in pieno periodo di festività e acquisti natalizi, non posso far altro che consigliarvi questo strumento: il vostro gatto, grazie all’azione della ridistribuzione del grasso cutaneo avrà un pelo più lucido e ne inghiottirà molto di meno e anche voi vivrete meglio in una casa decisamente più pulita!

Recensioni a Furminator per gatto

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Casetta per il gatto: come sceglierla

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I gatti sono animali adorabili, che adorano la libertà ma che al contempo dormono moltissimo, anche 14 ore al giorno. Le casette per gatti possono quindi diventare il loro rifugio, una base da interno o esterno dedicata alle loro esigenze e al loro benessere. Per loro natura i gatti amano dormire in posti riparati, anche dentro alle scatole, quindi le casette per gatti creano un ambiente confortevole e da loro percepito come sicuro. Non stupisce comprendere che questi elementi siano molto ricercati da chi adora i gatti, perché si tratta di piccole casette che possono essere inserite in casa o anche all’esterno, a seconda della loro composizione e dei materiali impiegati per realizzarli.

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Casetta per gatti da giardino

Casetta per gatti mini

Keope taglia XL, casetta indoor in legno

Happypet Tiragraffi Albero 130 x 65 x 45 cm Grigio

Casette per gatti: caratteristiche

Le casette per gatti sono delle vere e proprie casette in miniatura, che possono essere realizzate in legno, in metallo, in materiali plastico o in commistioni di basi materiche. Tutto dipende dall’uso, perché se la casetta viene alloggiata all’interno può essere realizzata con materiali che non temono gli agenti atmosferici come il gelo, la pioggia o il sole. Se le casette per gatti vengono posizionate nel terrazzo o nel giardino è invece ideale scegliere delle versioni resistenti alle intemperie, magari realizzate in plastiche robuste perché sono impermeabili, non si ossidano e resistono per bene al gelo.
Le casette per gatti possono essere impiegate anche per i cani di piccola taglia, perché vantano delle dimensioni piccine. L’interno e l’esterno possono essere solitamente lavati e igienizzati con specifici prodotti e questi sistemi possono essere montati facilmente, spesso senza impiegare trapani o cacciaviti, ma con sole soluzioni di incastro dei singoli elementi.
Dal punto di vita estetico, le casette per gatti possono assumere diverse forme, ricordare delle vere e proprie casette oppure rimandare a forme spiritose divertenti. In fase di scelta è importante affidarsi ad elementi di elevata qualità, che sappiano proteggere per bene gli animali dalla pioggia e dal freddo, ma anche dal sole cocente. Le plastiche devono essere atossiche e riciclate, mentre lo spazio interno deve essere facilmente accessibile dagli animali e dalle persone per procedere con le operazioni di pulizia.

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Casette per gatti e tiragraffi

Le casette per gatti possono essere posizionate all’interno di strutture tiragraffi. Si tratta di veri e propri ‘parchi giochi’ per i gattini, che grazie alle strutture ad albero possono arrampicarsi, giocare con amache e scalette, quindi ritirarsi nelle casette che compongono la struttura. Questa tipologia di casette per gatti è adatta a chi non dispone di spazio esterno per gli animali e a chi ha cuccioli in casa, che grazie ai tiragraffi possono farsi le unghiette in santa pace, sena rovinare i divani o le gambe dei tavoli e delle sedie. Vediamo alcuni esempi di casette per gatti classiche e con tiragraffi, per comprendere al meglio le loro caratteristiche e scoprire il range di prezzi proposti dal mercato.

Casetta per gatti da giardino

Una collezione di cucce per gatti adatta all’esterno, perché realizzata in plastiche robuste e riciclate. Le casette per gatti della linea hanno una base color nocciola e un tetto color marrone cioccolato. Si tratta di una casetta carina e accogliente con il fondo drenante e realizzato in plastica resistente agli oli e ai solventi, molto facile e pratica da pulire. La plastica è di ottima qualità e risponde alla normativa REACH, non assorbe odori ne trattiene l’umidità, per garantire il top del benessere ai gatti.
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Casetta per gatti mini

Una casetta per gatti piccola e simpatica, disponibile nei colori crema e arancione. Si tratta di un elemento dalle misure congrue, perché quelle esterne con tetto frontale sono di “L” 60 x “P” 50 x “H” 41 cm e l’ingresso misura “H” 24 cm x “L” centrale 16 cm. I ‘muri’ della casetta sono spessi 1 cm e il sistema è realizzato in plastica completamente atossica, resistente agli urti e ai raggi UV, quindi adatta a un impiego in posizione esterna.
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Keope taglia XL, casetta indoor in legno

Una struttura adatta per l’interno, una collezione di casette per gatti davvero adorabile e ricca di innato design. Si tratta di un sistema realizzato in legno artigianalmente, che mostra un’altezza di cm 38, una larghezza di cm. 57 e uno di spessore cm. 38. interessante la porticina applicata, che regala design e stile alla casetta e che è fissa e alta 24 cm e larga 20 cm. La casetta è montata e le pareti possono essere impiegate come tiragraffi naturali. Il sistema si presenta facile da pulire, amico dell’ambiente e solido, adatto al riposo dei gatti in ogni angolo della casa. La collezione di casette per gatti in legno è proposta al costo di 109.90 euro.
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Happypet Tiragraffi Albero 130 x 65 x 45 cm Grigio

Le casette per gatti possono fare parte dei tiragraffi, elementi adorati dai gatti che possono impiegarli per giocare e per farsi le unghie in santa pace. Si tratta di elementi molto intelligenti, come questa proposta che si compone di un tiragraffi medio-grande dalla dimensione totale di circa 130 x 65 x 45 cm. Le colonne del tiragraffi sono avvolte da resistente corda realizzata in sisal naturale e vantano un diametro di 8 cm con spessore della corda di 4 mm. Ideale per recepire i graffi degli amici gatti, la struttura si basa su un supporto di circa 55 x 35 cm e annovera un’adorabile cuccetta dal diametro di circa 30 cm. Nella sezione superiore si trova la prima comoda casetta per gatti che misura circa 35 x 35 x 30 cm e in basso si trova una casetta inferiore, anch’essa accogliente, dalle misure circa 36 x 26 x 26 cm. Un vero e proprio luna park per gatti, accessoriato con scaletta, amaca e tanti topolini.
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Percorso formativo professionale in Benessere Etologico del Gatto

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I nostri amati felini sono ormai da secoli diffusi nelle case di tutto il mondo, sempre più amati e coccolati, onnipresenti sui social network e protagonisti di video tanto teneri quanto divertenti, al punto che è lecito domandarci se siamo stati noi ad addomesticare loro o loro ad addestrare noi.

Ma, anche se siamo animati dalle migliori intenzioni, spesso non è sufficiente voler fare del bene al nostro gatto. Ci capita spesso di dire che siamo in sintonia con il quattro zampe e che “parliamo” con i gatti, ma quanto c’è di vero in queste affermazioni? Comprendiamo realmente il linguaggio del felino? Sappiamo decifrare cosa vogliono dire i loro diversi tipi di miagolii, le posizioni della coda, lo sguardo e tutto l’insieme di messaggi che trasmettono?

Solo creando un rapporto profondo con il micio e giungendo a capire meglio i motivi dei suoi comportamenti e tutto quello che ci vuole comunicare potremo finalmente pensare correttamente al suo benessere.

Il Percorso formativo professionale in Benessere Etologico del Gatto, così come tutti gli altri corsi che si tengono presso il Centro di Cultura Felina, nasce proprio con l’intenzione di facilitare la comunicazione e comprensione fra uomo e gatto, partendo dalla necessità di portare la cultura felina a una maggiore profondità e diffusione e impiegando un approccio olistico e multidisciplinare per creare dei percorsi di sostegno, educazione e risoluzione delle varie problematiche.

Occorre quindi non solo rispettare la natura del proprio amico a quattro zampe, ma imparare a comprendere e comunicare meglio con canali non verbali, così da conoscere i bisogni del gatto e soddisfarli al meglio.

Questo corso è indicato a un vasto numero di utenti, dal semplice appassionato che vuole comprendere meglio il suo gatto, ai volontari che potranno impiegare quanto appreso per migliorare la qualità di vita dei felini ospitati nei centri e nei rifugi, fino a studiosi e professionisti che potranno aggiungere il diploma finale all’insieme delle loro competenze.

Il Percorso Formativo in Benessere Etologico del Gatto si articola in due fasi e le lezioni partiranno a settembre 2017: il Livello I è teorico e porta a un Diploma che attesta la conoscenza degli argomenti insegnati, mentre il Livello II, al quale si può accedere solo previo superamento del Livello I, ha una natura pratica e si conclude con il Diploma di Consulente del Comportamento del Gatto e l’inserimento nella lista ufficiale dei Consulenti nazionali del Centro.

È possibile iscriversi al Percorso Formativo fino al 20 settembre 2017 e i cicli di lezioni avverranno seguendo la formula weekend, con un fine settimana al mese per sei mesi, esame finale ed eventuale accesso al Livello II.
Le lezioni si terranno presso il Centro di Cultura Felina a Gorizia, facilmente raggiungibile da tutt’Italia e convenzionato con una struttura per fornire alloggio a costo contenuto ai partecipanti.

Fra le tematiche affrontate durante i week end troviamo: Origini e storia del gatto – Le razze – Anatomia – Nutrizione felina – Fasi di vita – La vita sociale del gatto – Il territorio – Comunicazione felina – Bisogni e istinti – Empatia ed emozioni del gatto – Problemi comportamentali – Etologia felina.

Il Centro di Cultura Felina (CCF), con sede a Gorizia, è un centro di studio e formazione sul benessere, l’etologia, la psicologia, il comportamento del gatto e la sua relazione con l’uomo. Creato da Ewa Princi, Consulente olistica del comportamento felino e Presidente e Fondatrice del Rifugio A-micioso di Gorizia, il CCF offre una vasta selezione di corsi e seminari di varia durata e argomento, alcuni dei quali frequentabili online, altri frontali.

Per maggiori informazioni sul Percorso Formativo in Benessere Etologico del Gatto e per i costi e contatti di iscrizione vi rimandiamo alla pagina web dell’evento (https://culturafelina.wordpress.com/), mentre per approfondimenti su altri corsi e seminari potete visitare la pagina ufficiale del Centro di Cultura Felina (http://www.culturafelina.it/) e tenervi aggiornati tramite la pagina Facebook del Centro (https://www.facebook.com/feliscatusmiu).

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Sognare uno o più gatti, cosa significa?

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I sogni, si sa, sono molto strani, e molto spesso coinvolgono anche i nostri amici animali. Vi è mai capitato, ad esempio, di vedere nel vostro subconscio onirico dei gatti? Vi stupirà sapere che quello di sognare i nostri “pelosetti” non è una pratica poi così rara, ed anzi, sono molte le persone che talvolta vedono i propri sogni popolarsi con uno o più gatti. Ma cosa significa? Si cela una qualche ragione oppure è puramente casuale? A darci tutte le risposte del caso – e vi assicuriamo che ce ne sono – è la moderna interpretazione dei sogni. Vediamo quindi cosa dice in merito ai sogni che hanno come oggetto i gatti.

Tanti significati, differenti contesti di sogno

Partiamo dal presupposto che nella concezione occidentale, quella del gatto è una figura di libertà, di assenza di vincoli, di istinto. Spesso e volentieri, all’interno del sogno, la sua figura può essere associata alla propria (di se stessi) o a quella di amici e conoscenti stretti. Se per esempio sognate dei gattini appena nati, significa che state rafforzando il rapporto con delle persone che vi stanno molto vicine, probabilmente familiari stretti: un passo avanti per giungere ad un’armonia più forte e totale con chi vi vuole bene e amate a vostra volta. Se vi dovesse capitare di sognare un gatto che sta partorendo, ci saranno ottimi sviluppi nella vostra quotidianità: riuscirete infatti a liberarvi di alcuni paletti che vi impedivano di essere voi stessi. Finalmente riuscirete a raggiungere quella libertà che vi permetterà pian piano di progredire sotto il piano personale. Il progresso potrebbe essere sia sul piano professionale, sia su quello sentimentale e sociale.

Se sognate un gatto bianco, se lo accarezzate e siete trasportati dal punto di vista emotivo nei suoi confronti, questo è un chiaro segno della vostra potenza sessuale. A dispetto dell’immagine, infatti, indica che amate vivere a pieno la vostra sessualità, fare tutte le esperienze necessarie per sentirvi soddisfatti in compagnia del proprio partner. Se invece il gatto che sognate è nero, beh, in questo caso le cose cambiano: normalmente il gatto nero è infatti associato alla superstizione. Vederlo nei propri sogni significa avere un qualche tipo di remora o di freno nei confronti di qualcosa o qualcuno. Non siete tranquilli, anzi, vi sentite angosciati, magari per un cambio imminente nella vostra vita al quale non eravate preparati. La vostra è una situazione di disagio, fisico e mentale.

E poi c’è il sogno più triste di tutti, per lo meno quando lo si esperisce: si tratta quello che coinvolge uno o più gatti morti. L’immagine crea angoscia, ma qual è il significato che nasconde? La spiegazione è piuttosto semplice ed immediata, e rimane sul lato della negatività: state soffrendo molto, con ogni probabilità per una delusione amorosa (una rottura o un allontanamento dal partner per esempio) o per delle difficoltà nel rapportarvi con le persone che vi stanno più vicine, anche quelle che dovrebbero sostenervi sempre e comunque, come per esempio i vostri familiari.

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Come tagliare le unghie dei gatti

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Vi abbiamo già parlato in precedenza dei disastri che le unghie dei gatti possono provocare a divani e tende ma ci sono anche altri “bersagli” che possono patire sotto i colpi degli artigli del felino: le nostre mani e, talvolta, il nostro viso.

Non so voi, ma uno dei modi sicuri che ho per capire se qualcuno è proprietario di un gatto è guardargli le mani: spesso saranno piene di graffi, specie se il micio in questione è ancora un cucciolo e si tende a giocare con lui molto spesso.

Le unghie dei gatti per alcune persone sono un problema così grave che giungono al punto di far rimuovere chirurgicamente e per sempre le unghie del proprio animale, tramite la barbara pratica del declawing. Non spenderò mai parole sufficienti per far capire quanto sia errata questa soluzione: il declawing è estremamente doloroso per il gatto (gli vengono asportate anche delle porzioni di falangi oltre alle unghie) e porta a gravi problemi comportamentali, in particolare per quanto riguarda il futuro uso delle lettiere, nonché di salute (i gatti cui sono state asportate le unghie tendono a soffrire molto di più di osteomielite).

Per quanto riguarda il mobilio, Pet Magazine vi ha già illustrato il modo migliore per risolvere la questione e vi rimando quindi al post sui tiragraffi, accessorio che però non può certo aiutarci più di tanto per quanto riguarda i graffi su mani e volto.

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Difficile stabilire con esattezza quel che spinge un gatto a graffiare: io, per farvi un esempio, ho tre gatti e solo la più piccola, quando giochiamo insieme, tende talvolta a estrarre gli artigli, mentre conosco persone che hanno le mani continuamente arrossate e infiammate per colpa delle unghiate.

Può dipendere dal carattere, ma spesso è collegato a una da una cattiva gestione delle prime settimane/mesi di vita durante i quali il micio non è stato abbastanza a contatto con madre e nidiata e non ha avuto modo di capire quanto e quanto può far male. È durante quel periodo che assorbe infatti l’inibizione al morso e infatti la mia gatta più piccola non graffia solo me ma provoca anche parecchio dolore agli altri due gatti quando gioca insieme a loro.

Di solito si interviene in maniera ferma, sottraendo (lentamente, per non dare l’impressione che il gioco stia continuando) la mano ferita e esclamando ad alta voce un NO e allontanandosi dal gatto senza punirlo, è anche consigliabile evitare comunque di giocare con le mani e invogliare il micio a usare i suoi giochi, così come può servire saper leggere i segnali classici di nervosismo (orecchie tirate indietro, coda che sbatte, ecc ecc) e sospendere la seduta di gioco.

Chi però ama tornare a casa e passare qualche minuto a farsi allegramente picchiare dal proprio micio (il sottoscritto, ebbene sì, è colpevole e non resiste) può anche provare a usare dei guanti o, meglio ancora, ricordarsi ogni tanto di tagliare le unghie dei gatti.

Si tratta di una pratica molto utile per i gatti di appartamento che non hanno tantissime occasioni per riuscire a consumare le unghie, ed è un compito che richiede pochi minuti alla settimana, non reca danni o dolore ai nostri mici e non richiede l’uso di accessori costosi, basta un taglia unghie dal costo di pochi euro per far più contenti noi, i nostri divani e anche i nostri gatti che potranno continuare a giocare con il loro padroncino.

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Quale alimentazione scegliere per un gatto anziano?

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I gatti sono animali che, se ben curati e nutriti, possono vivere anche molto a lungo. Èquindi necessario provvedere in maniera attentissima alla loro cura, soprattutto quando raggiungono un’età anziana, quando cioè la loro salute attraversa un periodo più delicato nel corso del quale è bene cercare di avere un’attenzione in più per i nostri amici a quattro zampe. Come abbiamo accennato, l’alimentazione è un fattore fondamentale per la cura del gatto anziano. Per mezzo del cibo gli forniamo i nutrienti e la difesa per affrontare in maniera corretta ed equilibrata la terza età, e ci prendiamo cura di lui.
Quali sono le regole per l’alimentazione del gatto anziano? Partiamo dal presupposto che al gatto anziano più che le crocchette non deve mai mancare abbondante acqua fresca e pulita sempre a disposizione in ogni ora del giorno. Inoltre la sua alimentazione deve essere sempre improntata all’equilibrio fra nutrienti, lipidi, carboidrati e minerali e vitamine, specialmente nel corso della terza età.
Distinguiamo innanzitutto quanto anziano sia il nostro gatto. Il gatto può essere anziano (se ha più di sette anni) e molto anziano (se ha superato i dodici anni).
Partiamo dal primo dei due casi, quello del gatto che ha superato i sette anni.
Un gatto con più di sette anni è entrato nella terza età, cominciano a farsi sentire gli acciacchi, e bisogna notare che le esigenze nutrizionali hanno un cambiamento anche profondo.
L’alimentazione del gatto che ha superato i sette anni dovrà contenere, oltre che tutti i nutrienti ben calibrati e senza eccedere, in special modo i seguenti nutrienti: le sostanze antiossidanti (ad esempio vitamina A, E, C, luteina, polifenoli, che aiutano a contrastare l’azione dei radicali liberi grazie alle loro proprietà antiossidanti). Ora più che mai è bene evitare cibi grassi, conditi, e avanzi della cucina.
Non dovete fargli mancare acidi grassi essenziali come per esempio l’EPA-DHA, e fosforo, che permette di mantenere in buono stato le funzioni fisiologiche. Attenzione alla salute dei reni del vostro gatto: nella terza età, rimane una delle loro parti più delicate in assoluto. Cercate di assicurarvi che abbia sempre acqua a disposizione e prediligete alimenti diuretici.
L’apporto calorico, nota molto importante, deve essere ridotto rispetto a prima: il vostro gatto non si muove più come prima, e in ogni caso è meglio evitare il sovrappeso.
Se invece il vostro gatto ha superato i dodici anni, è ora di cercare di integrare ancora meglio la sua alimentazione. Nella scelta di alimenti per gatti, privileggiate sostanze antiossidanti, per mantenere l’azione contro i radicali liberi. Optate per l’integrazione con l’amminoacido L-triptofano, che ha proprietà calmanti e aiuta a mantenere lucido e attivo dal punto di vista mentale il vostro gatto. Mantenete sempre un apporto calorico ben bilanciato rispetto alla sua età, aggiungete fosforo nel cibo, e badate sempre di cercare di stimolare l’appetito del vostro gatto. È possibile che quando il micio è così anziano, il suo appetito cali esponenzialmente. Optate per colori, forme e sapori che possano stimolare il suo appetito.
Abbiamo visto che cosa un gatto anziano dovrebbe mangiare. Adesso vediamo invece come bisogna gestire la sua alimentazione. Mantenete sempre pesato il vostro gatto, e per quanto concerne razioni e numero di razioni al giorno, se pensate che il vostro animale possa avere bisogno di attenzioni speciali consultate il veterinario per farvi consigliare al meglio. È bene mantenere controllato il peso del gatto anziano allo scopo di evitare che possa andare in sovrappeso, e gestire bene la razione giornaliera sulla base della sua condizione corporea. Non dimenticatevi mai di chiedere al veterinario se il vostro gatto ha delle esigenze speciali, e ricordate di lasciare sempre una ciotola di acqua per il vostro micio. A seconda della salute del vostro gatto, potrete lasciare una razione sempre pronta; se invece non sa gestirsi, è bene cercare di predisporre le giuste razioni di cibo.

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Pet Village: igiene, cura e protezione per i tuoi animali

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Qui a Pet Magazine, come d’altronde in ogni sito o rivisita che si occupi di animali, cerchiamo di prestare la massima attenzione alla cura, igiene e salute dei nostri cuccioli.
Accanto però alla loro salute, ci interessa molto anche la “salute” del mondo in cui viviamo e quando consigliamo prodotti per cani e gatti, se c’è possibilità di scelta preferiamo che impiegano sostanze naturali.
Nella nostra continua esplorazione delle aziende presenti in Rete, alla ricerca di nuove soluzioni per i nostri amici a quattro zampe, siamo rimasti ultimamente molto colpiti da Pet Village e, lo ammettiamo, come sempre più spesso ci capita la curiosità iniziale è nata in seguito alla ottima impressione che ci ha fatto il loro sito ufficiale.
Può sembrare un particolare poco significativo, ma a furia di navigare online ci siamo resi conto che capita con gran frequenza che a un sito realizzato con cura, chiaro e leggibile, ricco di informazioni, che non si limita a essere un mero elenco di prodotti, corrisponde quasi immancabilmente un’alta qualità delle soluzioni proposte.
Sul sito ufficiale non solo è molto semplice trovare quel che stai cercando, ma oltre alla vendita c’è attenzione agli aspetti social ed è presente una rubrica di consigli da parte degli esperti oltre a una videogallery utile per capire più a fondo le caratteristiche degli articoli in vendita.
Dopo l’ottima impressione iniziale ci ha colpito l’elenco dei marchi distribuiti: sono presenti esclusivamente brand di grande qualità e si va quindi sul sicuro in ogni campo: dall’igiene ai giochi, passando per pet care, snack o accessori di vario tipo.
L’elenco è impressionante: Inodorina, Cat’s Best, Kong, Beaphar, Allerpet, Pawcare, Boobooloon, Pawz, Ezydog, Orbiloc e Hing, solo per elencarne alcuni, sono nomi che non hanno bisogno di alcuna presentazione e già in passato ci era capitato di impiegare alcune loro gamme rimanendone entusiasti.
Abbiamo quindi voluto mettere alla prova Pet Village e ci siamo ritrovati con due prodotti che non avevamo ancora mai testato in precedenza, ricavandone impressioni largamente positive.
Per quanto riguarda la gamma di Protezione Naturale Beaphar, tempo fa avevamo già impiegato con soddisfazione lo Spot On per cane piccolo ed eravamo quindi curiosi di sperimentare il Collare antiparassitario con olio di Neem.
La versione testata è per cani di taglia piccola o media, ha una lunghezza di 65 centimetri e oltre all’olio di Neem contiene anche olio di eucalipto e di pennyroyal.
Molto delicato per pelle e cute, lo raccomandiamo per situazioni particolari come cani particolarmente sensibili, cuccioli, animali anziani e per tutte quelle situazioni nelle quali il cane entra in contatto con bambini piccoli.
Crea uno scudo efficace contro zecche, pulci e gli odiatissimi flebotomi e raggiunge il top dell’efficacia già dopo 5-7 giorni.
L’esperienza è per ora molto positiva, il cane non è infastidito e, controllando la cute, non abbiamo notato alcuna irritazione. Sulla confezione è garantita una durata di tre mesi ma noi siamo ancora solo al primo mese, crediamo che sia comunque un periodo sufficiente per consentirci di consigliarlo caldamente.

Stessa esperienza positiva per quanto riguarda le salviette Inodorina, un brand che per ora non avevamo ancora avuto modo di provare. In realtà consideriamo questo test ancora più soddisfacente di quello riguardante il collare, perché lo abbiamo condotto su un gatto che ha un caratterino tutto suo e non è sempre facile da trattare.
Abbiamo impiegato le salviette Inodorina Refresh Extra con olio di Argan, sono utilizzate per detergere, lucidare il pelo e idratare la cute, e sul sito Pet Village ne troverete di varie dimensioni, profumazioni e linee (c’è anche quella Bio).
Non solo il gatto non si è ribellato ma, evento straordinario per lui, ci è sembrato addirittura gradire il trattamento.
E il risultato finale… Be’, diciamo solo che non lo avevamo mai visto con il pelo così bello e ci siamo ritrovati con un felino che passava di stanza in stanza emanando un buon profumo di latte e vaniglia.
Ci sarebbero molti, molti altri articoli di cui parlarvi ma vi basterà consultare le varie sezioni dei prodotti Pet Village per capire l’estensione dell’offerta.
Noi per ora vi salutiamo, contentissimi del nostro gatto lucido e profumato e vi invitiamo a visitare il sito Pet Village (http://www.petvillage.it/), troverete facilmente quel che serve al vostro quattro zampe.

E… provate anche voi l’ebrezza di avere un gatto o un cane alla vaniglia!

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Giardia – Parassiti intestinali del gatto

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Giardia
Anche Giardia duodenalis è un protozoo, ma a differenza dei coccidi appartiene al gruppo dei Flagellati.
Il suo ciclo biologico è diretto: il gatto si infesta solitamente ingerendo cisti emesse con le feci da un altro gatto infetto.
Nel lume intestinale le cisti danno origine a due trofozoiti dotati di flagelli e una ventosa ventrale con la quale aderiscono meccanicamente alla mucosa, causando flogosi, diarrea, malassorbimento.
I trofozoiti si moltiplicano e alcuni di essi si distaccano dalla mucosa e tornano nella forma cistica, fuoriuscendo quindi dall’ospite con le feci.
La diagnosi è effettuata con l’esame coprologico oppure con un test ELISA eseguito su campioni fecali di almeno tre giorni consecutivi.
Giardia duodenalis è considerato un microrganismo opportunista e il suo potere patogeno è variabile; spesso infatti dà sintomatologia proprio in quei soggetti a cui è stato somministrato un trattamento antielmintico: Giardia può così moltiplicarsi e sfruttare per sé l’ambiente liberato dai suoi diretti competitori macroscopici.

Attenzione al rischio zoonosico dei protozoi: alcune specie come il coccidio Cryptosporidium spp. e lo stesso Giardia duodenalis possono facilmente infettare l’uomo attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da oocisti o cisti.
Massima attenzione al rispetto delle norme di igiene personale e ambientale deve essere posta soprattutto nei riguardi di bambini, donne in gravidanza e persone in condizioni di immunodepressione, in cui un’infezione protozoaria può causare gravi conseguenze.

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.

M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel. 

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Coccidi – Parassiti intestinali del gatto

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I Coccidi
I Coccidi non sono vermi ma Protozoi, microrganismi unicellulari appartenenti al regno animale (non confondeteli con i batteri!). 
Il potere patogeno di questi piccoli parassiti negli ospiti sensibili è molto maggiore rispetto a specie di maggiori dimensioni, poiché per moltiplicarsi colonizzano e danneggiano più o meno gravemente le cellule intestinali, provocando diarrea profusa, abbattimento, inappetenza.

Sono parassitosi tipiche dei gatti molto giovani: crescendo il cucciolo sviluppa un sistema immunitario in grado di proteggerlo dalle infestazioni e nel soggetto adulto e sano i coccidi sono generalmente poco patogeni.
La diagnosi viene eseguita grazie ad un esame coprologico, con il quale è possibile visualizzare le oocisti prodotte dai parassiti.
Viste le minime dimensioni di queste oocisti (circa 35-40 μm per Isospora felis e appena 4-5μm per quelle di Cryptosporidium spp.) il veterinario può ricorrere a dei coloranti speciali che consentono di rendere più immediato il loro riconoscimento. 

Attenzione al rischio zoonosico dei protozoi: alcune specie come il coccidio Cryptosporidium spp. e lo stesso Giardia duodenalis possono facilmente infettare l’uomo attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da oocisti o cisti. Massima attenzione al rispetto delle norme di igiene personale e ambientale deve essere posta soprattutto nei riguardi di bambini, donne in gravidanza e persone in condizioni di immunodepressione, in cui un’infezione protozoaria può causare gravi conseguenze.

 

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.
M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel. 

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Vermi piatti – Parassiti intestinali del gatto

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Cestodi, o vermi piatti
Ai Cestodi appartengono tutte le specie chiamate comunemente “tenie”. Sono parassiti la cui forma adulta è costituita da una testa o strobila munita di uncini e ventose che le consentono di aderire alla mucosa intestinale, e un corpo nastriforme rappresentato dall’unione di numerosi segmenti, chiamati proglottidi.
Ogni segmento è ermafrodita, cioè dotato degli organi genitali di entrambi i sessi, rendendo così possibile sia l’autofecondazione delle proglottidi sia la fecondazione crociata. E’ sufficiente la presenza di un solo parassita adulto, quindi, per avere l’eliminazione di uova con le feci e la diffusione del parassita nell’ambiente.

Il ciclo biologico dei Cestodi è sempre indiretto: 

Fra le specie di Cestodi di più frequente riscontro nel gatto si distinguono Taenia taenieformis e Dipylidium caninum. Il gatto si infesta ingerendo gli ospiti intermedi: piccoli roditori nel caso di Taenia, pulci e pidocchi per Dipylidium.
Ingerire una pulce leccandosi è molto più facile di quello che può sembrare, e può accadere anche ai gatti che vivono esclusivamente in casa: utilizzare regolarmente un antiparassitario sul proprio micio trova un’ulteriore ottima motivazione!
La diagnosi si effettua anche in questo caso mediante esame coprologico, durante il quale si potranno riscontrare le uova o le proglottidi nelle feci.
E’ bene tuttavia considerare che l’esame di un singolo campione può non dare risultati significativi: la presenza di uova libere nelle feci è piuttosto rara, mentre è molto più suggestivo il r

iscontro di proglottidi, il cui distacco dalle porzioni terminali del parassita non avviene però in maniera continuativa ma a giorni alterni.
In caso di esito negativo il veterinario potrebbe ritenere opportuno ripetere l’esame con un campione di feci di due-tre giorni successivi.

Per quanto riguarda Dipylidium l’emissione delle proglottidi è più evidente: i segmenti distaccati ed eliminati con le feci hanno una forma caratteristica “a chicco di riso” e sono dotati di motilità, non è raro che il gatto mostri irritazione e fastidio nella zona anale dovuti al movimento delle proglottidi e spesso è possibile osservare direttamente i “chicchi” muoversi nelle feci appena deposte.
Anche nel caso dei Cestodi c’è un rischio zoonosico, ma per quanto riguarda le specie che parassitano il gatto anche l’uomo si comporta come un ospite definitivo e il rischio di infestazione, come per il gatto stesso, non deriva dalle proglottidi ma dalle larve presenti nei tessuti degli ospiti intermedi.

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.
M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel. 

 

 

 

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Ascaridi e Ancylostomi – Parassiti intestinali del gatto

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Quando un nuovo gatto entra nella nostra famiglia, sappiamo che uno dei primi trattamenti che il veterinario prescriverà al nuovo arrivato sarà la cosiddetta sverminazione, intendendo con questa parola l’eliminazione di vermi e altre “bestiacce” indesiderate che possono albergare nella pancia del nostro micio (e, in alcuni casi, anche di un gatto adulto).
In realtà, questo termine non è del tutto corretto, poiché non sono soltanto vermi i piccoli animali che trascorrono la totalità o parte del loro ciclo vitale all’interno di un ospite canino o felino, sebbene essi rappresentino la maggioranza delle specie interessate.
Vediamo quali sono i più comuni parassiti intestinali del gatto:

Nematodi, o vermi tondi
A questa categoria appartengono numerosissime specie, di cui molte sono a vita libera e si nutrono di batteri, piccoli invertebrati o funghi; molte altre al contrario vivono come parassiti di animali più grandi: mammiferi, uccelli, rettili. Sono chiamati “vermi tondi” perché presentano un corpo cilindrico e allungato, che li differenzia dai Platelminti o vermi piatti, di cui fanno parte anche i Cestodi.
Nel gatto sono due i gruppi di Nematodi parassiti che si localizzano da adulti nell’intestino tenue: gli Ascaridi e gli Ancylostomi.
In entrambi i casi l’infestazione avviene per l’ingestione da parte del gatto delle uova mature o delle larve presenti nell’ambiente perché un altro gatto infestato le ha emesse con le feci in precedenza oppure perché presenti all’interno dei tessuti di piccole prede come i roditori, che a loro volta si erano infestati ingerendo le uova.
Una volta giunta nell’intestino la larva non si sviluppa subito ad adulto, ma effettua una migrazione attraverso il fegato e i polmoni dell’ospite, dove compie delle mute a stadi larvali più evoluti.
A questo punto il suo destino cambia a seconda dell’età del gatto ospite: in un gatto di età inferiore a circa 3 mesi, la larva torna nell’intestino dove si sviluppa ad adulto e si accoppia con altri adulti producendo numerose uova, che saranno eliminate con le feci.
La presenza degli adulti nell’intestino è la causa della sintomatologia tipica delle infestazioni intestinali dei cuccioli: addome “a botte”, lieve diarrea o abbattimento. Se massiva, l’infestazione può portare anche a ostruzione intestinale o invaginazioni.
Nel gatto di età superiore ai 3 mesi, la larva non completa il ciclo diventando un adulto, ma trova una localizzazione somatica: si incista cioè nei tessuti dell’ospite e resta quiescente, senza quindi dare origine a sintomatologia enterica.
Gli Ascaridi (Toxocara cati, Toxascaris leonina) possono dar luogo ad infestazioni gravi già nei gattini di pochi giorni di vita, poiché la prima fonte di infestazione è proprio il latte materno: le larve quiescenti presenti nei tessuti di mamma gatta si mobilitano nel periodo post-partum e giungono alle mammelle, riuscendo in tal modo ad infestare i gattini per via galattogena. Nel gatto non c’è, come invece avviene per il cane, la trasmissione transplacentare dell’infestazione.
Gli Ancylostomi (Ancylostoma tubaeforme, Uncinaria stenocephala) sono vermi ematofagi, si nutrono cioè del sangue dell’ospite: la sintomatologia in caso di infestazioni gravi può comprendere anche diarrea con sangue e anemia, ad insorgenza acuta o cronica. Le larve di questi particolari nematodi possono inoltre infestare l’ospite anche penetrando attraverso la cute.
La diagnosi negli animali in cui è presente il parassita adulto e in fase riproduttiva (nei gattini, quindi) si effettua mediante un esame coprologico, con il quale sarà possibile mettere in evidenza le uova dei parassiti nelle feci.

Il rischio zoonosico, ovvero “Se il mio gatto è infestato da nematodi intestinali, io rischio di infestarmi?”
Se l’uomo ingerisce la forma infestante dei nematodi intestinali del gatto, può effettivamente andare incontro a quelle che vengono definite Sindromi da larva migrans: le larve non compiono mute ma effettuano migrazioni in organi e tessuti determinando lesioni e sintomi molto variabili in caratteristiche ed entità, a seconda dell’organo colpito.
I bambini, che giocando all’aperto spesso sono a contatto con terra o sabbia potenzialmente contaminata, sono maggiormente esposti al rischio di infestazioni accidentali, ma grande attenzione dovrebbe essere posta anche da parte di donne in gravidanza o soggetti in condizioni di immunodepressione.
Il rispetto delle norme di igiene personale e ambientale e il regolare trattamento antiparassitario degli animali domestici può certamente ridurre in maniera sensibile tale rischio. 

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.
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Perchè i gatti che si leccano

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I gatti sono animali molto puliti e meticolosi, che passano diverse ore della giornata a leccarsi e mantenere pulito il loro mantello.
La loro lingua, dalla particolare conformazione, è dotata di papille molto ruvide. Se siete mai stati leccati da un gatto, saprete sicuramente di cosa stiamo parlando. La sensazione che dà essere leccati da un gatto è simile a quella che potete sperimentare toccando della carta vetrata.
La superficie della loro lingua permette una facile rimozione dello sporco e dei peli morti dalla loro pelliccia. Il frequente leccarsi ha inoltre ragioni strettamente legate alla loro sopravvivenza in natura. Infatti, pulisi il pelo subito dopo aver consumato il pasto, permette al gatto di rimuovere dalla pelliccia possibili tracce di sangue delle loro prede. E’ per questo motivo che, dopo i pasti, potrete osservare il vostro gatto mentre si pulisce. Questa è un’abitudine strettamente legata alla loro natura di predatori che è inalterata anche nei gatti nati e cresciuti in casa.
L’abitudine di leccarsi è volta anche al tranquillizzarsi ed al rilassarsi. Un gatto che eccede nella pulizia del mantello leccandoselo in modo esagerato rendendo questa normale pratica quotidiana quasi un’ossessione, è probabile che sia affetto da un disturbo legato allo stress. Comportamenti di questo tipo possono infatti essere classificati come ossessivi-compulsivi.
Leccarsi il pelo contribuisce al benessere psicofisico del gatto, per cui non c’è da stupirsi se un forte stress può portare ad un cambiamento nelle normali abitudini del gatto in questo ambito.
Un’eccessiva toelettatura da parte del micio può esordire in seguito ad un cambiamento nel suo ambiente, per esempio. Non è infrequente che problemi di questo tipo si presentino in seguito ad un trasloco oppure all’inserimento di un nuovo membro umano o felino nell’ambiente domestico.
Nonostante l’origine dell’insorgenza sia superata, alcuni gatti continuano a presentare segni di compulsività. Il modo in cui il gatto si prende cura di se stesso attraverso la toelettatura è anche un prezioso segnale del suo stato di salute. Infatti, un micio che interrompe la sua naturale abitudine alla toelettatura del suo pelo, dovrebbe mettervi in allarme in quanto si potrebbe rivelare quale sintomo di malessere.
Se notate che il vostro gatto non effettua come di consuetudine le normali operazioni di pulizia del pelo ed ha smesso di leccarsi, è bene che interpelliate il vostro veterinario esponendo i fatti.
Per contro esiste anche la possibilità che il micio inizi a leccarsi con insistenza un particolare punto del corpo ed anche questo è bene segnalarlo quanto prima al veterinario.
Leccarsi e toelettarsi è inoltre un valido aiuto nella regolazione della temperatura corporea nel gatto. Attraverso l’evaporazione della saliva sul pelo, il gatto riesce ad abbassare la sua temperatura corporea.

Gatti che leccano altri gatti
Se avete più di un gatto sicuramente avrete notato le reciproche toelettature. Questo è molto comune ed indica una relazione serena ed equilibrata tra i vostri gatti. E’ il loro modo di comunicare e di legare, creando conforto ed accettazione.
Mamma gatta è solita leccare i suoi cuccioli non solo per tenerli puliti, ma anche per aiutarli ad urinare e defecare. I gattini vengono infatti stimolati nella zona ano genitale dalle leccate di mamma gatta. In natura la madre provvede a rimuovere gli odori dai cuccioli attraverso la toelettatura per proteggere i suoi piccoli dai possibili predatori.

Gatti che leccano le persone
A meno che non abbiate recentemente fatto un bagno nel tonno ed il vostro gatto abbia deciso di assaggiarvi, la ragione più logica del perche il vostro gatto vi lecchi è riconducibile allo stesso motivo del perchè i gatti si lecchino tra di loro.
E’ un modo di dimostrarvi il loro affetto e la loro accettazione nei vostri confonti, dovreste esserne lusingati.
E’ stato inoltre osservato che ad alcuni gatti piace il sapore leggermente salato della nostra pelle.

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Seborga. Quattro bambini rinunciato ai loro regali di compleanno per poter aiutare i gatti

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Seborga. Quattro bambini hanno rinunciato ai loro regali di compleanno per poter aiutare i gatti randagi che vivono nel principato di Seborga. Una storia bellissima, quella di un gesto che viene dal cuore di Lorenzo, Daniele, Marika e Patrick che per festeggiare il loro compleanno hanno chiesto al paese in cui vivono di fare un’offerta per acquistare un’altra casetta per il “villaggio dei gatti” che le “gattare” stanno realizzando in un’area preposta nel caratteristico borgo medievale. Un gesto sincero, che nasce dall’animo buono e altruista tipico dei bambini.

Seborga è una piccola città medioevale della collina ligure a pochi chilometri dal confine francese.
E’ un luogo tranquillissimo, meta turistica, ma mai super affollata e di gatti anche qui se ne trovano parecchi.Gli abitanti sono 320 su per giù e i gatti molti, ma molti di più. Eppure se si chiede a un abitante del posto come mai ci siano cosi tanti gatti in giro, con molta probabilità la risposta che ne conseguirà sarà: ” tanti gatti? non ci siamo mai accorti che ci siano cosi tanti gatti…“, perché per la gente del luogo è tutto normale cosi e che si ricordino non è mai stato diverso da cosi!

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Renes sana in corpore sano, Se i reni sono sani anche il corpo è sano

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L’apparato urinario del gatto è fondamentale per espellere le tossine dell’organismo e per la filtrazione del sangue. Ma è anche un sistema piuttosto delicato. Se da una parte costituisce la chiave per la sua salute e per il suo benessere, dall’altra a causa della sua suscettibilità ha bisogno di molte cure e di una corretta alimentazione.

I fattori scatenanti che determinano l’insorgenza di disturbi comuni come infiammazioni dell’uretra e insufficienza renale sono, oltre all’età, l’ipertensione, la diminuzione dell’afflusso sanguigno ai reni, i calcoli, la durezza dell’acqua, l’esposizione a sostanze tossiche e, infine, l’ereditarietà.

Scegli i prodotti alimentari adatti alla buona salute del tuo amico e fai anche attenzione a tutti i segnali che potrebbero indicare un disagio. In particolare, porta il tuo amico felino dal veterinario quando sembra avere più sete del solito; quando sviluppa un rapporto problematico con la sabbietta rimanendoci dentro a lungo senza urinare; quando espleta i suoi bisogni in luoghi insoliti e inappropriati. E più in generale quando l’appetito si riduce e l’umore cambia.

Per il corretto funzionamento dei reni è anche importante, specie se hai un micio che non è più cucciolo, controllare la durezza dell’acqua. Quella del rubinetto pur essendo buona e potabile ha una durezza che varia grandemente di città in città: se nel comune dove risiedi l’acqua è molto calcarea rischi di appesantire l’apparato urinario e il ricorso a quella in bottiglia (con un basso residuo fisso) può essere un buon metodo di prevenzione.

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Gatti che litigano in casa, è giusto intervenire

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Non cercate di intromettervi in una lite tra gatti e non toccateli per nessuna ragione, vi potreste fare molto male. Per separare due gatti che litigano, dovete battere le mani con decisione, il più vicino possibile a dove si sta consumando la lite, oppure potete gettargli dell’acqua addosso (qualche schizzo ovviamente). In generale dunque dovete fare qualcosa che li distragga. Non usate o lanciate oggetti contro i gatti, potrebbero credere che vogliate partecipare in qualche modo alla lite. Una volta separati, dovrete farli rilassare e consolarli separatamente.

Non contate sul fatto che i vostri gatti risolvano da soli i loro problemi. Purtroppo dovrete essere voi a mediare tra loro, cercando la causa del problema e trovandone anche le soluzioni.

Per calmare gli animi felini bisogna essere calmi. Inoltre, giocate d’astuzia e procurate loro dei giochi sui quali sfogare la loro temporanea aggressività, qualcosa per farsi le unghie, qualche pupazzetto da portare a spasso per casa. Quando non ci siete, però, il consiglio è quello di separare gli ambienti in cui farli scorrazzare. In modo da evitare incidenti più gravi. Vedrete che col tempo la situazione si normalizzerà e che i mici diventeranno a-mici per sempre.

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Scherzi da gatto

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Gatti e guerra psicologica

La guerra psicologica prevede la persecuzione, le imboscate addirittura il gatto aggressore può arrivare a tentare di impedire l’accesso all’altro gatto alla lettiera o in cucina. Anche se erroneamente si pensa che i gatti maschi siano più aggressivi, in realtà le gatte non hanno nulla da invidiare ai maschi in fatto di aggressività territoriale. Nel mettere in atto questa strategia al suo avversario esibisce all’esterno un’aria buona e innocente tanto che ai nostri occhi, queste scaramucce sembrano dei giochi innocenti che ci portano talvolta a sorridere.


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Gatto allontanato alla fermata non avevano fatto i conti con il signor Davut Sabirsiz

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I turchi, si sa, amano i gatti alla follia e sono pronti a fare passare un brutto quarto d’ora ai loro connazionali che non condividono la stessa passione. Ne sanno qualcosa gli abitanti di un quartiere di Smirne, che hanno cercato di fare sloggiare un felino da una panchina alla fermata dell’autobus, rea di rubare posto destinato a loro e di sporcare, e per questo hanno dato vita a una vera e propria rivolta sul web.  Tutto è successo nei giorni scorsi, quando la città sul Mare Egeo è stata interessata da forti piogge.Una micina, dal pelo bianco ingrigito dallo smog e dal randagismo, si è messa a dormire su una panca sotto la pensilina della fermata dell’autobus. Un gruppo di persone ha cercato di allontanarla con le cattive. Per loro disgrazia, passava di lì il signor Davut Sabirsiz. Il suo cognome in turco vuole dire “senza pazienza” e, di sicuro, nei confronti di chi maltratta gli animali tolleranza ne ha veramente poca. Non solo ha difeso la micia, che ha continuato a dormire ignara del pandemonio che stava succedendo sotto a pensilina. Si è recato a casa ed è tornato con un cartello con su scritto “Lei sta qui’” riferito alla gatta, e una paternale che non finiva più nei confronti degli sventurati che non avevano avuto sensibilità nei confronti della gatta e l’ha postata sui social.

L’immagine è subito diventata virale, con migliaia di condivisioni. Alla protesta contro questo gruppo di cittadini insensibili, che hanno subito una vera e propria lavata di testa virtuale. A Irma, invece, come hanno chiamato la gattina, le associazioni di tutela degli animali hanno portato coccole e cibo a volontà. “Sono arrivati molti messaggi anche richieste di adozione – ha raccontato soddisfatto Sabirsiz – ma questo di solito è un quartiere dove ci sono tantissimi gatti e la gente li tratta bene. Contro questi cittadini si sono scagliati anche le autorità locali. Ho portato la gatta dal veterinario comunale per farla visitare. Dobbiamo imparare a vivere insieme, uomini e animali, nell’ambiente che ci circonda”.  Irma, intanto, si gode la sua notorietà, fusando e con il pancino bello pieno.

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Troppo fosforo nel cibo danneggia reni dei gatti

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Troppi minerali

I prodotti alimentari contengono troppi minerali, soprattutto calcio e fosforo. E questo non è un bene per la salute dei gatti: troppo calcio può provocare una mancanza di zinco, ferro e rame, una comune causa di morte nei gatti. Elevati livelli di fosforo, invece, aumentano il rischio di danni renali.

Cosa dice lo studio

Un nuovo studio mostra che l’eccesso di fosforo nel cibo per gatti può danneggiare i nostri amati quattro zampe. Lo studio è stato condotto da una squadra di veterinari della Università Ludwig Maximilian di Monaco. Secondo i ricercatori l’eccesso di fosforo potrebbe risultare deleterio per la funzione renale.

In particolare i danni cominciano ad essere massivi qualora il gatto superi di cinque volte la dose giornaliera richiesta di fosforo anche se le ragioni, come specifica la stessa professoressa Ellen Kienzle che, insieme a Britta Dobenecker, ha condotto lo studio, le ragioni non sembrano chiare: “Per ragioni finora sconosciute, circa il 35% dei gatti più anziani soffre di malattie renali croniche”.

Questo studio conferma i risultati di un precedente lavoro che già aveva fatto comprendere il pericolo relativa ad un’assunzione troppo grande di fosforo da parte dei gatti in relazione alle malattie renali croniche. Questo nuovo lavoro, tra l’altro, mostra, nei gatti che hanno assimilato troppo fosforo, la netta comparsa di elementi quali glucosuria e albuminuria, chiari indicatori di danni renali.

Oltre a questi due elementi, è stata avvertita anche Una netta diminuzione di creatinina, una sostanza che indica il buon funzionamento dei reni. Quest’ultima, in particolare, veniva influenzata in pochissimo tempo dall’inizio dell’assunzione maggiorata di fosforo.
Il gruppo di lavoro ha riferito che ora comincerà a concentrarsi sull’eccesso di fosforo anche per quanto riguarda la salute dei cani.

Il fabbisogno di calcio di un gatto è pari a 0,6 gr su 100 gr di cibo secco e quello di fosforo di 0,5 gr su 100 gr di cibo secco. Non superare queste dosi.

Fonte: Notizie Scientifiche

Fonti e approfondimenti

  • Excess phosphorus damages the kidney – LMU Munich (IA)
  • Effect of a high phosphorus diet on indicators of renal health in cats – Britta Dobenecker, Anna Webel, Sven Reese, Ellen Kienzle, 2017 (DOI: 10.1177/1098612X17710589) (IA)

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Un gatto può anche decidere di rompere un’amicizia.

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Un gatto può anche decidere di rompere un’amicizia.

 

Foto di @vialepsius.wordpress.com
Stati d’animo delle persone

I gatti riescono attraverso la vista e l’olfatto ad avvertire gli stati d’animo delle persone. Nel caso in cui rilevano uno stato di nervosismo potrebbero manifestare nei nostri confronti un atteggiamento ostile  che li porta ad allontanarsi evitandoci,  oppure in casi estremi a manifestare un atteggiamento aggressivo arrivando a soffiarci. Quando siamo tristi invece, proprio come farebbe un buon amico, potrebbero avvicinarsi magari cercando di attirare la nostra attenzione con buffi stratagemmi.

Ospiti non indesiderati.

L’arrivo di un altro animale potrebbe essere destabilizzante e indurre l’animale ad allontanarsi da casa facendosi adottare da un’altra famiglia. Stessa cosa dicasi per ospiti umani. Se l’ambiente diventa rumoroso, risate, urla, bambini che strillano etc. Questo determina nel gatto uno stato di stress e se riesce ad uscire di casa si potrebbe star fuori più del previsto o non fare rientro.

Atteggiamenti con i membri della famiglia.

Detto questo, il gatto in base agli stati d’animo delle persone è in grado di cambiare atteggiamenti nei loro confronti. Non si avvicina più a voi ma sceglie di avvinarsi ad un altro membro della famiglia. Non viene più a dormire nel nostro letto. Questo perché I gatti non sono capaci di nascondere le emozioni e c’è lo fanno capire benissimo.

03/19/2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I gatti consapevoli di Cesare Pavese

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Foto di @felicity_berkleef
I Gatti Lo sapranno

Ancora cadrà la pioggia 
sui tuoi dolci selciati, 
una pioggia leggera 
come un alito o un passo. 
Ancora la brezza e l’alba 
fioriranno leggere 
come sotto il tuo passo, 
quando tu rientrerai. 
Tra fiori e davanzali 
i gatti lo sapranno. 

Ci saranno altri giorni, 
ci saranno altre voci. 
Sorriderai da sola. 
I gatti lo sapranno. 
Udrai parole antiche, 
parole stanche e vane 
come i costumi smessi 
delle feste di ieri. 
Farai gesti anche tu. 
Risponderai parole – 
viso di primavera, 
farai gesti anche tu. 

I gatti lo sapranno, 
viso di primavera; 
e la pioggia leggera, 
l’alba color giacinto, 
che dilaniano il cuore 
di chi più non ti spera, 
sono il triste sorriso 
che sorridi da sola. 
Ci saranno altri giorni, 
altre voci e risvegli. 
Soffriremo nell’alba, 
viso di primavera.

(Cesare Pavese,1950)

 

Foto di @felicity_berkleef

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Un adorabile momento il gatto Sushi massagia il suo amico cane

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Cane e gatto nemici? Non proprio a vedere come questo persiano, Sushi, coccoli il suo amico bulldog francese Sasha. Il video, tenero e ironico, ha subito fatto il giro del web strappando ovunque sorrisi.


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Da Salvador Dalì a Pablo Picasso: la passione dei più grandi artisti per i propri gatti

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La natura sfuggente e autosufficiente dei gatti trova il suo riflesso naturale nella personalità degli artisti. Sarà per questo motivo che alcuni tra i più grandi esponenti della storia dell’arte avevano un’autentica passione per i felini.

 

fonte: huffingtonpost

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Gatti affettuosi, una ricerca dimostra che non sono affatto una eccezione

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Vengono accusati di essere opportunisti, individualisti e di non nutrire amore disinteressato per i propri compagni umani. I gatti, da sempre, sono presi di mira e catalogati attraverso generalizzazioni e giudizi superficiali. Da sempre perdenti, in termini di fedeltà e capacità di provare amore, nell’eterno confronto con i cani, i felini domestici vivono le loro proverbiali 7 vite senza liberarsi mai da questo luogo comune.
In realtà, chi li conosce sa che si tratta di stereotipi e infondate generalizzazioni che non trovano riscontro nella realtà. Se è vero che esistono certamente esemplari meno amanti delle coccole e dal carattere più indipendente, è allo stesso modo innegabile che le case siano piene di gatti affettuosi e legati al proprio padrone che, al pari del “miglior amico dell’uomo” per antonomasia, sono capaci di tessere uno stretto legame di complicità con le persone.
A confermare quella che è una consapevolezza dei gattofili di tutto il mondo, è ora una ricerca americana, pubblicata sulla rivista Behavioral Processes, che mette nero su bianco quanto i quattro zampe dalle lunghe vibrisse siano molto desiderosi di interagire con gli esseri umani.
Il team dell’Università statale dell’Oregon, infatti, ha esaminato il comportamento di 46 gatti: metà di proprietà e dunque abituati a vivere il contesto domestico e altrettanti provenienti da un gattile. I mici sono stati, dunque, posti a turno in una stanza in cui è stato fatto entrare una persona a loro estranea per valutare la loro socievolezza. Il test è durato in totale 5 minuti: nei primi due, i mici sono stati ignorati mentre per il restante tempo sono stati oggetto di attenzioni chiamandoli per nome e accarezzandogli il manto.
L’esperimento è stato, poi, replicato una seconda volta ma avvalendosi dei soli felini domestici e dei relativi padroni. I risultati raccolti dimostrano che i Mici amano la compagnia delle persone e le coccole. Invece di prendere le distanze dell’uomo, così come i luoghi comuni avrebbero suggerito, durante l’esperimento gli inconsapevoli partecipanti a quattro zampe hanno trascorso molto tempo vicino alle persone mostrando desiderio ad interagire con quest’ultimo.
Altro atteggiamento accertato dalla ricerca, è la tendenza dei gatti a tenere sempre un comportamento vigile rispetto al contesto nel quale si trova. Un comportamento – concludono i ricercatori –, che può essere facilmente frainteso come un distacco nei confronti dell’uomo.  
Chi ha la fortuna di condividere la propria casa almeno con un quadrupede dalle lunghe vibrisse, non aveva di certo bisogno di questo studio per sapere che i gatti sono amorevoli compagni di vita. Docili ed estremamente sensibili, sono capaci – al pari dei cani – di percepire l’umore dei propri padroni e di far sentire la loro presenza quando questi ultimi ne hanno bisogno. Il carattere, talvolta deciso, non è per chi li ama un difetto ma, piuttosto, una peculiarità che rende questa specie ancora più affascinante.
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Cibo per cani ai gatti, attenzione a pericolose carenze

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Il cibo per cani va bene ai gatti? È una domanda ricorrente fra padroni di 4 zampe ai quali capita, per comodità o convenienza, di dare cibo per cani ai gatti. La risposta è no. Se, infatti, servire “una tantum” cibi per cani ai gatti non è pericoloso, può diventarlo se questa scelta diviene un’abitudine poiché, nel tempo, potrebbe causare pericolose carenze alimentari.
A differenza del cane, il gatto è un felino puro e proprio per questa ragione, necessità di una quota proteica più alta. Basti pensare che, se nel cane il fabbisogno di proteine minimo è del 18%, nel gatto questo sale al 28%. Parliamo, ovviamente, di apporti appena sufficienti per garantire una copertura minima e per questo motivo, mangimi per cani e gatti di elevata qualità ne hanno generalmente una quantità maggiore.
Analogo ragionamento va esteso ai fabbisogni vitaminici, minerali e di amminoacidi che sono totalmente diversi da quelli dei cani. L’alimentazione per i gatti è, ad esempio, ricca di taurina, sostanza che i felini non riescono a sintetizzare come invece fanno i cani. I primi, dunque, devono necessariamente assumerla attraverso gli alimenti che devono per questa ragione garantirne un adeguato apporto. Un deficit di tale sostanza, può avere gravi ripercussioni a livello dell’apparato cardiaco, visivo e riproduttivo.
Nel caso ci si avvalga della dieta casalinga per alimentare Micio, attenzione tanto alle carenze quando all’eccessivo apporto di vitamine e minerali. Facciamo qualche esempio. Il gatto non è in grado di trasformare la vitamina A assunta attraverso i cibi. È, dunque, necessario che venga alimentato con cibi che la contengano in forma già attiva stando però attenti a non esagerare. Se somministrata in eccesso, infatti, nel tempo potrebbe portare ad una vera e propria intossicazione. Dal momento che il primo ingrediente di cui ci si avvale in cucina per apportare questa importante vitamina è il fegato o l’olio di fegato di merluzzo, al bando qualsiasi abuso durante la preparazione dei pasti dei nostri animali domestici. Un uso eccessivo di quest’ultimo olio, inoltre, potrebbe apportare livelli tossici di vitamina D.
Se i mangimi per cani e gli alimenti per gatti sono già equilibrati dal punto di vista nutrizionale, ciò non è scontato quando siamo noi a metterci davanti ai fornelli per i nostri beniamini a quattro zampe. Per tale ragione, nel caso in cui si opti per l’alimentazione casalinga, è sempre indispensabile rivolgersi al proprio veterinario di fiducia per non commettere errori dalle serie ripercussioni.
Come impedire, dunque, questo pericoloso scambio di ciotole se Fido e Micio vivono assieme? Ovviamente la soluzione più semplice ed efficace, è separare i nostri amici a quattro zampe quando mangiano e ricordarsi di fare la spesa per entrambi.
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Crescere con animali domestici in casa protegge i bambini dalle allergie

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Più animali si ha durante l’infanzia, minore è il rischio di sviluppare allergie. A confermare una correlazione ipotizzata da tempo, è uno studio dell’Università svedese di Göteborg pubblicato dalla rivista Plos One. Che i quattro zampe avessero effetti diretti sulla salute delle persone, lo si era già dimostrato con l’affermarsi della pet therapy che, forte dell’influenza benefica esercitata dall’interazione uomo-animale, si è lentamente imposta accanto a terapie tradizionali.
Ora, però, i ricercatori hanno verificato un legame diretto tra il possesso di quattro zampe e una maggiore immunità all’insorgenza di riniti allergiche, asma e dermatiti. A dimostralo sono i dati di due ricerche. La prima, che ha esaminato 1029 bambini tra gli 8 e i 9 anni, ha permesso di mettere in luce che se l’incidenza di allergie tra i piccoli, cresciuti nel primo anno di vita senza avere contatti con animali domestici, è del 49%, tale percentuale scende al 43% tra i coetanei che hanno vissuto con un animale in casa per toccare quota 24% per chi, invece, ha vissuto con tre animali. Due soggetti del campione, infine, hanno vissuto con 5 animali i primi 12 mesi di vita e nessuno ha sviluppato allergie.
In una ulteriore indagine, inoltre, sono stati monitorati dalla nascita 249 piccoli. Tra gli 8-9 anni d’età, il tasso di allergie riscontrato era del 48% per bambini non esposti a presenza di animali domestici nel primo anno di vita, del 35% per i bimbi che hanno vissuto con un animale, del 21% tra piccoli che hanno vissuto con due o più animali.
Per gli studiosi i risultati parlano chiaro: maggiore è il numero di animali domestici presenti in famiglia durante i primi 12 mesi di vita, minore sarà il rischio di sviluppare un’allergia. Anche se i meccanismi alla base di questa immunità non sono stati ancora spiegati scientificamente, secondo gli studiosi tale protezione offerta dagli animali potrebbe essere legata alla cosiddetta “ipotesi igienica” secondo la quale, crescere in contesti asettici ed estremamente puliti non espone il sistema immunitario ad una presenza microbica che normalmente contraddistingue l’ambiente. Tale sterilità ambientale, può quindi facilitare uno squilibrio del sistema immunitario verso quelle sostanze responsabili della reazione allergica.
Bando, dunque, a case sterili e soprattutto al timore che gli animali possano essere pericolosi serbatoi di microbi. Crescere con cani, gatti & co. permette ai bimbi di essere non solo adulti migliori ma anche più forti.
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Il gatto graffia il divano? Devi pulire la pipì del cane? Scopri i detergenti alleati

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Come pulire la pipì del cane senza lasciare odori sgradevoli? E quella di Micio? Il gatto graffia il divano e ti chiedi come farlo smettere? Niente paura, le scansie dei Pet Shop sono pieni di detergenti specificamente formulati per pulire case nelle quali vivono cani e gatti. Si tratta di detersivi pensati sia per garantire l’igiene che per aiutare i proprietari nella risoluzione di comportamenti  da parte dei loro quattro zampe che che possono generare fastidi. Scopriamoli assieme alle loro caratteristiche:
Superfici delicate, quali tappezzeria o parquet, devono essere pulite in maniera profonda ma, al tempo stesso, nel pieno rispetto delle fibre e dei materiali. Detergenti specifici, appositamente formulati per ambienti in cui vivono gli animali domestici, promettono non solo di uccidere germi e batteri ma di essere, al tempo stesso, delicati anche sui tessuti.
A differenziare comuni detergenti per la casa con quelli proposti dai Pet Shop, sono anche le fragranze dalle quali sono composti. Queste, infatti, vengono scelte con attenzione considerando non solo la nota che si vuole donare all’ambiente domestico, ma valutando anche il fine fiuto dei quattro zampe. Ci sono, infatti, estratti naturali che sono sgraditi alle narici di cani e gatti fungendo, dunque, da efficace barriera naturale contro marcature inappropriate.
Essenze, queste ultime, di cui si avvalgono – non a caso – i disabituanti, prodotti ricchi di sostanze sgradite a cani e gatti che possono essere spruzzati su superfici prese di mira da questi ultimi. Grazie all’aroma che sprigionano, questi prodotti tengono alla larga i nostri animali domestici scongiurando fastidiose marcature sia attraverso la pipì che mediante graffiature.
Cani e gatti dormono su divani, tappeti e cuscini lasciando un forte odore? È possibile eliminare in profondità lo sporco, nel pieno rispetto delle fibre dei tessuti, grazie a prodotti specifici dalla forte azione igienizzante. Generalmente sotto forma di spray, questi detergenti permettono di penetrare in profondità e sconfiggere cattivi odori da oggetti non sempre lavabili con facilità come divani e tappeti. In questo caso, le note profumate rilasciate donano un tocco di freschezza alla casa senza infastidire il sensibile olfatto dei quattro zampe.
 
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Calmanti per cani e gatti, i rimedi naturali contro la paura dei botti

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Il 2018 ha giorni contati e come sempre accade, il nuovo anno sarà salutato con l’esplosione di fuochi d’artificio. Un’abitudine consolidata nonostante sia responsabile di mietere vittime tra gli animali e non di rado, anche tra le persone. Cani, gatti ma anche animali selvatici, in primis volatili, che vengono letteralmente spaventati a morte dai fortissimi boati. Se l’unico modo per proteggere questi ultimi è, purtroppo, l’astensione, per gli animali domestici esistono diversi alleati. Si tratta, spesso, di calmanti per cani e gatti composti da piante e derivati dai noti effetti rilassanti. Due raccomandazioni preliminari sono d’obbligo: dal momento che si tratta di prodotti naturali, molti rimedi non hanno effetto immediato ma piuttosto nel medio periodo, dunque devono spesso essere utilizzati almeno un paio di settimane prima. Pur non contenendo sostanze chimiche, è sempre indispensabile chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia.
Ecco una piccola guida per conoscere le caratteristiche di 7 calmanti per cani e gatti naturali e scegliere quello più indicato al proprio fedele quadrupede:
Così come promette il nome, Calming è l’antistress per cani e gatti proposto da Petformance. Sotto forma di appetibili gelatine gommose, hanno l’enorme vantaggio di favorire immediatamente un effetto rilassante. Efficace in meno di 30 minuti, con una media che si aggira attorno ai 15/20 minuti a soggetto, questo prodotto si avvale di estratti secchi di valeriana, passiflora, griffonia ed escolzia che si sciolgono direttamente nello stomaco dell’animale, favorendo un assorbimento veloce. Si tratta di estratti botanici – noti per le proprietà rilassanti – privi di controindicazioni tipiche delle molecole chimiche, la cui durata dell’effetto dipende da diversi fattori come, ad esempio, sistema metabolico, enzimatico, età, peso, massa grassa, razza. Tenendo conto delle caratteristiche soggettive, in linea generale si può dire che la durata dell’effetto oscilla da un minimo di 2/3 ore ad un massimo di 6/8 ore.
Passiflora e valeriana contraddistinguono anche l’integratore erboristico per cani Biosedan di GreenVet. Si tratta di un integratore per cani utile per stimolare le naturali funzioni fisiologiche dell’organismo contro stati di agitazione, ansia, nervosismo. Biosedan non si limita solo a supportare il benessere dell’animale ma promuove anche il sostegno delle naturali difese dello stesso. Grazie all’effetto calmante che agisce sul sistema nervoso l’integratore Biosedan rilassa il cane senza farlo addormentare.
Erbe quali melissa, valeriana, zenzero e triptofano sono, invece, alla base di Equilibria vet di Orme naturali. Anche in questo caso, si tratta di un alimento complementare per cani e gatti indicato in tutti i casi di stress. Sotto forma di sospensione orale oppure di compresse, aiuta a ritrovare calma e serenità grazie all’azione rilassante delle sostanze naturali sopraelencate. È, dunque, una risposta naturale in caso di disagio vissuto dai nostri amici a quattro zampe.
Altrettanto naturale seppur composto da principi attivi completamente differenti, è Zylkene, mangime complementare naturale per cani e gatti che sfrutta le proprietà rilassanti del latte per ridurre stati d’ansia o stress. Un effetto, questo, favorito dall’ alfa-casozepina, molecola derivata dalle proteine del latte che pur favorendo benessere e rilassamento, non ha nessun impatto sullo stato di veglia. Per aver risultati apprezzabili, è necessario iniziare la somministrazione già qualche giorno prima della situazione di disagio.
Deriva, invece, dal tè verde il principio attivo di cui si avvale il calmante per cani e gatti Virbac Anxitane. L-Theanina è, infatti, un amminoacido in grado di ridurre lo stress mentale e fisico senza provocare sonnolenza né altri inconvenienti. Si tratta di una sostanza naturale in grado di influenzare l’attività di diversi neurotrasmettitori centrali. Secondo alcuni studi veterinari, sono necessari almeno 2 – 4 settimane di somministrazione del nutraceutico per avere apprezzabili effetti dunque è necessario premunirsi per tempo.
Altro alleato in caso di paura e stress, è infine Adaptil. Disponibile in compresse, collare, spray o sotto forma di diffusore per l’ambiente, si avvale di un feromone appagante del cane simile a quello rilasciato dalle ghiandole sebacee della mamma durante l’allattamento. Tali feromoni, infatti, hanno la funzione di calmare e rassicurare la cucciolata. Affinché l’effetto desiderabile, è necessario ricorrere ad Adaptil 15 giorni prima dell’evento potenzialmente stressante.
Anche se non è un integratore, rientra a pieno titolo tra i rimedi per aiutare Fido e Micio a superare stress e paura. Parliamo della Tundershirt, pettorina per cani anti ansia capace di esercitare una leggera e costamte pressione sul torso del cane, esercita un effetto calmante per la maggior parte dei cani.
 
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