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Zecche gatto, ecco cosa fare

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Le zecche si aggrappano, voraci, alla pelle dei nostri animali domestici, mostrando il loro corpo nudo ingrossato a dismisura dal sangue succhiato. A chi non è capitato, di trovare zecche sul gatto, magari mentre lo si sta accarezzando spaparanzati assieme sul letto? È certamente uno dei parassiti che suscita più disgusto nei proprietari di quattro zampe e, talvolta, qualche preoccupazione.
Questi insetti ematofagi, infatti, sono portatori di malattie che possono colpire sia l’uomo che gli animali domestici. Anche se tra i membri a quattro zampe di casa sono, forse, i cani quelli maggiormente esposti – se non altro per le loro passeggiate spesso anche al di fuori del proprio giardino -, è tutt’altro che raro trovarne anche sui felini domestici.
Come togliere, dunque, le zecche al gatto? Cosa fare per proteggerlo da future infestazioni?
Ecco 7 consigli per proteggere il vostro amico dalle lunghe vibrisse e tutelare, in questo modo, anche la vostra salute:
Se avete trovato una o più zecche attaccate al gatto, la prima cosa da fare è certamente liberarlo da questo sgradito ospite. Per togliere le zecche al gatto nella maniera corretta, è indispensabile afferrarle nel punto più vicino al rostro, ovvero le fauci. Attenzione a non strattonare il parassita nel tentativo di staccarlo: in questo modo, infatti, proprio l’apparato boccale potrebbe rimanere attaccato alla pelle. Le zecche vanno estratte imprimendo un movimento rotatorio, come se le si volesse “svitare” dalla pelle. Vietato esercitare una pressione elevata sul piccolo parassita poiché, così facendo, potrebbe vomitare. Il rigurgito della zecca, infatti, è il rischio maggiore poiché attraverso questa sostanza vengono veicolati eventuali agenti infettivi.
Mai avvalersi di sostanze, quali alcol, oli o rimedi della nonna, per “convincere” la zecca a staccarsi da sola. Il rischio tangibile, infatti, è provocare rigurgito e incorrere nei rischi sopra elencati.
Una volta staccata, come uccidere la zecca? Alcuni scelgono le maniere forti e la bruciano, altri l’avvolgono dentro ad un pezzetto di carta igienica, la gettano nel wc e tirano l’acqua. Qualunque sia il metodo scelto, l’importante è lavarsi le mani una volta compiuto il “parassita-cidio”oppure avvalersi di guanti o pinzette.
Prevenzione, la migliore arma per tenere lontane le zecche dal gatto. Scegliere l’antiparassitario più adeguato è tutt’altro che un dettaglio. Per farlo, è indispensabile chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia che saprà indicare il principio attivo più efficace e adatto alle esigenze di Micio. Rispettare, inoltre, i tempi di trattamento che, generalmente, si aggirano attorno alle 4 settimane.
Mai dare l’antiparassitario del cane al gatto! Bando al fai da te, per non rischiare di commettere errori che abbiano conseguenze anche gravissime per la salute del vostro beniamino a quattro zampe. Alcuni principi attivi, come la permetrina ad esempio, sono comuni negli antiparassitari per cani mentre risultano altamente tossici per i gatti. Mai, dunque, cambiare la specie di destinazione senza indicazioni diverse da parte del medico.
Il gatto esce di casa? Meglio optare per la formulazione liquida, venduta in comode pipette monouso, piuttosto che scegliere il collarino. Il rischio, infatti, è quello che possa rimanere pericolosamente impigliato ai rami – di alberi o siepi – così come nelle reti delle recinzione nel caso si allontanasse dalla proprietà.
Non lavare il gatto, almeno per 4-5 giorni, dopo aver applicato il prodotto spot on per evitare di inficiarne l’efficacia. Il principio attivo, infatti, necessita del grasso cutaneo per la distribuzione del prodotto.
L’articolo Zecche gatto, ecco cosa fare proviene da Robinson Pet Blog.

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