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Come preparare il gatto all’arrivo di un figlio

I gatti sono molto sensibili ai cambiamenti ormonali avendo un eccellente olfatto. Non è un caso se a volte, i gatti avvertano la gravidanza anche prima delle donne. Ad esempio, in Canada una donna di nome Lisa racconta di aver adottato un gatto da compagnia che si differenziava per la sua  tranquillità. Questo, fino a quando il gatto non iniziò improvvisamente a miagolare, cercando il suo affetto, e rannicchiandosi costantemente a lei. Qualche giorno dopo, Lisa scoprì di essere incinta.

Non è scientificamente provato, ma è sicuro che i gatti sentono percepiscono alcune cose molto meglio di noi: ormoni, calore e stati d’ansia sono tutti sintomi della gravidanza che il gatto può sentire. Nonostante questa bella notizia, c’è da ricordare che i gatti sono creature abitudinarie: nuovi cambiamenti, odori e rumori potrebbero cambiare il suo stato d’umore. E’ importante sapere come procedere affinché possa andare bene una nuova convivenza e non si stravolga troppo la vita del gatto;

  • uno dei tanti semplici modi è quello di farlo avvicinare alla donna incinta, così da abituarsi alla nuova sensazione di gioia che la padrona riverserà attraverso una carezza dal pancione al gatto. Inoltre, è meglio che si abitui agli oggetti e ad eventuali nuovi odori che entreranno nell’abitazione, come i vestiti nuovi, gli oggetti del nascituro e la culla; il motivo di ciò è perché il felino è abituato ad essere al centro di qualsiasi nucleo sociale, per questo bisogna procedere a “piccole dosi”
  • Alimentare la curiosità del gatto: sarà lui, una volta pronto, ad avvicinarsi e gironzolare intorno al bebè per capirne l’odore e l’essenza della persona. Non bisogna aver paura, poiché il neonato non farà gesti scaltri che potrebbero spaventare l’animale e quindi, ricevere una reazione aggressiva. Il gatto è solito “annusare”, più che vedere, di conseguenza è preferibile che il bambino e il pelosetto si conoscano sin dall’inizio, così da fare in modo che ognuno integri l’altro nella propria “normalità”.
  • Nuovi rumori: non obbligare a far rimanere il gatto, quando il bambino urla o piange. Se è spaventato bisogna lasciargli una via di fuga e un rifugio in cui nascondersi. Al suo ritorno invece di alimentare la sua ansia, sarebbe genuino rinforzare i comportamenti rilassanti con premi, coccole o giochi.
  • Stessi orari, stessi posti: non cambiare radicalmente gli orari del pasto del gatto e il posto della sua ciotolina.

Oltre a queste accortezze, per una maggiore sicurezza, c’è sempre da tenere in conto la relazione empatica tra padrona e felino: se il rapporto è molto intenso, dovrà esserlo di ugual misura anche dopo la nascita del figlio, per non creare stati di disagio all’animale; si sa che gestire il tempo tra mille cose è impossibile, perciò è meglio che si cerchi prima di diminuire l’intensità del rapporto con il gatto o stabilire una routine giornaliera, così da avere sotto controllo tutto.

Non bisogna credere a falsi miti e leggende infondate, i gatti non sono pericoli e neanche sporchi come molti sostengono; a differenza di come si dice, essi proteggono il bambino come farebbe un cane. Sono creature docili che capiscono l’innocenza di un neonato, per questo vivere con un animale in casa sarebbe più consolatorio.

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