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Scopri insieme a Gattoblog tutte le notizie e curiosità sui gatti

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Un gattino con tre zampe è stato portato in una clinica e ora corre felice

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Una cucciolata di cinque gattini è stata consegnata a una clinica per animali a Phoenix, in Arizona, dopo essere stati trovati in strada, orfani

Avevano meno di un giorno, ancora con gli occhi chiusi. Uno di loro aveva un piede infortunato ed era il più piccolo del gruppo. Gli è stato dato il nome Champion.

È stato un combattente fin dal primo istante, quando sono stati messi tutti in una calda incubatrice.

“Li abbiamo presi a circa 12 ore e tutti i suoi fratelli avevano un peso normale alla nascita, ma Champion era di circa 20 grammi in meno di loro”, ha detto la volontaria che si è presa cura di loro.

Nonostante ciò, ha perfettamente tenuto il passo con i suoi fratellini, recuperando in fretta. Attivo e curioso, osservava sempre i suoi fratelli, cercando di imitarli.

Mentre altri gattini hanno iniziato ad avventurarsi fuori dal loro nido e imparare a camminare, lui ha capito come stare in equilibrio su tre zampe e ha fatto del suo meglio per tenere il passo con i suoi fratelli.

Ora Champion può correre, saltare e arrampicarsi come un professionista. Avere tre zampe non lo limita per nulla!

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Quattro gattini ritrovati in un capanno, al freddo, finalmente hanno trovato casa!

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È la storia di Quattro piccoli gattini che finalmente possono vivere felici in una casa calda.

I loro angeli sono stati i volontari della Sparkle Cat Rescue, un servizio di volontariato nella Carolina del Nord. È stato un semplice cittadino a sentire i miagolii deboli dei piccoli cuccioli e a chiamare subito i soccorsi.

L’uomo dice “sono stati trovati di sera, al freddo, ma per fortuna i veterinari si sono presi cura di loro durante la notte”. La temperatura dei cuccioli era ad un livello critico, a causa della notte e dell’inverno, ma per fortuna è stato fatto il possibile per salvarli. Sparkle Cat Rescue li ha immediatamente accolti e ha iniziato il processo di rianimazione dei gattini, anche grazie all’aiuto di un’incubatrice.

Ci sono voluti diversi giorni per farli tornare vigili, attivi e sentirsi di nuovo bene. Se fossero rimasti fuori ancora, è terrificante pensare cosa sarebbe potuto accadere”, sono le parole della volontaria che si è presa cura di loro.

Quando i gattini hanno iniziato a rianimarsi e riacquistare forza e appetito, hanno iniziato a muoversi e persino a provare a esplorare.

Dopo giorni di cure meticolose, i quattro si sono finalmente rimessi in forma e Sarah e la sua famiglia hanno potuto finalmente tirare un enorme sospiro di sollievo.

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Coronavirus: il covid-19 può essere trasmesso dagli animali?

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La situazione di emergenza del Coronavirus ha influenzato molte branchie del nostro sistema sociale, sta persino incidendo sul rapporto uomo-animale. Ma facciamo chiarezza: cani e gatti non possono trasmettere il virus all’uomo in nessun modo.

Le ricerche in Cina e la parola degli esperti

Questa è la conclusione del Dipartimento per l’agricoltura, la pesca e la conservazione di Hong Kong dopo che un cane in quarantena è stato dichiarato dalla stampa come debolmente positivo al virus. Attualmente però non ci sono prove che i nostri animali domestici possano contagiarci o essere portatori della malattia.

Gli scienziati sospettano che il virus sia originato dai pipistrelli, probabilmente un piccolo mammifero selvatico che successivamente lo ha trasmesso all’uomo. Tuttavia, alcuni esperti e scienziati dell’università di Hong Kong hanno concordato circa l’immunità dei cani e dei gatti circa il Coronavirus.

Alcune norme da adottare per chi possiede animali domestici

In generale, i proprietari di animali domestici dovrebbero mantenere una buona igiene, compreso lavarsi le mani prima e dopo aver toccato gli animali.

E’ importante limitare qualsiasi genere di interazione, soprattutto all’esterno, perché se da un lato i nostri amici a 4 zampe sono immuni come organismi, dall’altro, il loro pelo può catturare il virus come su qualsiasi altra superficie (nonostante sia stato comprovata la scarsa longevità delle particelle).

Oltre a mantenere buone pratiche igieniche, i proprietari di animali domestici non devono essere eccessivamente preoccupati e in nessun caso dovrebbero abbandonarli.

Sia i cani che i gatti possono contrarre virus appartenenti a questa famiglia del covid-19; nei gatti randagi, ad esempio, è molto frequente una malattia che può causare la peritonite infettiva felina (FIP) in una piccola percentuale dei soggetti contagiati. Ma ciò non è comunque rischioso per i padroni e le persone.

Le parole de il Ministro della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul rapporto Coronavirus-animali

Attualmente le indicazioni del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadiscono che la trasmissione del Covid-19  avviene  esclusivamente da uomo a uomo e ribadisce che gli animali domestici non possono trasmettere il virus. Il sito della Organizzazione Mondiale della Sanità animale (OIE) raccomanda di non prendere misure drastiche come l’abbandono degli animali. Anche se ciò è successo, infatti ad oggi più di 30.000 animali sono stati abbandonati in Cina.

Mantenere la calma e adottare sempre i provvedimenti suggeriti dal Governo in termini di norme igieniche è la cosa più giusta per tranquillizzare i nostri amici a quattro zampe.

Cosa succede in America?

Il documento governativo americano è comunque tranquillizzante: nonostante il virus sia arrivato all’uomo da un animale, adesso la trasmissione di Covid-19 è uomo-uomo e non c’è motivo di credere che qualunque animale, compresi quelli che vivono in casa, possano essere fonte di infezione.

Dopo vari discussioni, false notizie e allarmismi di troppo che hanno fatto preoccupare famiglie e animali, possiamo tranquillizzarci e continuare a coccolarli più di prima.

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Una famosa streamer viene morsa dal gatto durante una live

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La streamer, YouTuber e Twitcher, Natalia “Alinity” Mogollon, è stata morsa da uno dei suoi gatti domestici durante un live streaming – dopo essere stata accusata di aver abusato dei suoi animali domestici l’anno scorso.

Cosa è successo nella live della streamer

Alinity stava filmando una live streaming su Twitch per i suoi follower mentre teneva un karaoke con una famosa canzone degli Aerosmith, “I Don’t want miss a Thing’’. Le cose sembravano andare abbastanza bene fino a quando il suo gatto, Maya, si è scaraventato sul suo braccio. Alinity sembrava chiaramente scossa dall’incidente, nel video si percepisce il suo dolore e turbamento per l’accaduto.

Non a caso, poco dopo smette di cantare per prendere in braccio il suo amico felino, piangendo per l’accaduto. Dopo un po’, la 32enne ha spiegato perché Maya avrebbe fatto una cosa del genere e ha dichiarato testuali parole:

mi ha morso proprio nel mio momento di romanticismo femminile

Guardando direttamente il suo gatto, poi aggiunge:

mi dispiace, non canterò mai più. Prometto a Dio che non canterò di nuovo

Maya è un gatto e – come tutti i micetti giocherelloni – possono avere degli atteggiamenti tali da farci subito pensare male ma che, nella realtà dei fatti così non è.

E’ come quando hai la mano piena di graffi o morsi e subito le persone che non ci conoscono pensano che il gatto ce l’abbia con noi a causa di maltrattamenti, quando in realtà si trattava solo di gioco. Quando si decide di adottare o prendere un gatto in casa come animale da compagnia, situazioni del genere o alcune ferite sono da prendere in considerazione.

D’altronde non è strano il comportamento del gatto, si sa che quando il nostro amico felino si sente a disagio o percepisce un movimento improvviso come una minaccia – come quello che ha fatto Alinity con il braccio- si sente di dover reagire così, ovviamente senza cattiveria.

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Dymka, il gatto russo che cammina grazie a 4 protesi

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Dymka, il gatto con le protesi protagonista di una tragica storia, ma con un lieto fine strappa lacrime. Aveva perso gli arti e le orecchie a causa del freddo, sembrava spacciato ma adesso è iniziata una nuova vita per lui.

La storia del piccolo Dymka

Ha perso tutte le zampe, le orecchie e la coda dopo essere stata soggetta a condizioni di congelamento. Ora i ricercatori della Best Veterinary Clinic hanno eseguito un’operazione per darle nuove “zampe”: protesi in titanio create usando una stampante 3D.

Questa operazione è stata eseguita solo una volta prima d’ora, il che significa che Dymka è il secondo gatto al mondo a camminare grazie a delle protesi artificiali.

dymka

Gli scienziati della Tomsk Polytechnic University hanno contribuito applicando un rivestimento di fosfato di calcio agli impianti, aiutando a montarli in modo affidabile e minimizzando il rischio di infezione.

Per ridurre il rischio di rigetto dell’impianto da parte del corpo del felino, gli scienziati hanno applicato un rivestimento micro-attivo di fosfato di calcio mediante ossidazione micro-arco.

Dymka è stata sottoposta all’operazione di innesto sette mesi fa e si è rapidamente adattata. Gli studiosi poi, hanno aggiunto:

il gatto conduce una vita piena: cammina, corre, gioca e supera con successo le scale

La clinica sta ora lavorando alla ricostruzione di becchi per i pappagalli e zoccoli per bestiame di vario tipo.

camper gatto coppia
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Una coppia gira il mondo in compagnia del loro gatto

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Una coppia intrepida ha esplorato 28 paesi nel loro camper con il compagno di viaggio perfetto: il loro gatto. La coppia di proprietari del camper, Bee Roper e Theo Gove-Humphries hanno intrapreso un’avventura di sei anni in tutta Europa.

Il gatto ha trascorso sei mesi a vivere su una barca prima di partire per Paesi Bassi, Francia, Germania, Estonia, Lituania, Svizzera e Romania. Ha assistito alla bellezza dell’Italia, delle spiagge della Grecia e delle montagne dell’Austria. E il gattino è appena tornato dopo aver esplorato il circolo polare artico, visitando anche la Svezia, la Finlandia, la Danimarca e Norvegia.camper gatto coppia

Un gatto fortunato in giro per il mondo con una coppia

Theo e Bee, che sono stati insieme da quando avevano 16 anni, stavano risparmiando per un deposito per una casa quando decisero che uno stile di vita convenzionale nel Regno Unito non era per loro. Theo gestiva la sua compagnia di produzione cinematografica, mentre Bee si era laureato in scienze della conservazione degli animali e ha lavorato presso un veterinario .Bee e Theo sono una coppia, innamorati fin dall’infanzia e diventando grandi hanno venduto tutti i loro averi nel 2014 per passare una vita piena di viaggi e avventure. E quando lasciarono Birmingham, decisero di prendere anche l’amato Ginjey.

Bee, 30 anni, ha dichiarato:

Lavoravo da un veterinario quando è stato portato la nostra Ginjey. Era stata bloccata su un albero ed era stata salvata dai vigili del fuoco. Non aveva microchip e padroni, perciò nessuno è venuto a prenderla, quindi abbiamo deciso di adottarla. Diventano la compagna perfetta per le nostre avventure.

Theo invece ha 31 anni, ha dichiarato:

Abbiamo convertito il furgone e l’abbiamo realizzato pensando a Ginjey. Abbiamo creato un angolo sopra la cabina, che è il suo divano letto per dormire, e lei lo adora.

Ginjey è una gatta curiosa e sa nuotare abbastanza bene dopo essere caduta nel canale una manciata di volte mentre si trovava nelle Midlands. Ama l’avventura ed è completamente impassibile, sia viaggiando in barca o guidando lungo strade straniere nel loro amato camper. Ormai diventata la loro casa definitiva. A differenza dei nostri amici felini, che amano passare il tempo in casa a giocare o dormire, questa gattina intrepida ama camminare per luoghi remoti, esplorando insieme ai suoi padroni spiagge, foreste e zone costiere.

Bee aggiunge: “La sua personalità è contagiosa ed è un piacere che sia presente con noi e nelle nostre vite. Non possiamo immaginare di viaggiare senza di lei. Se torniamo al furgone dopo un’escursione senza di lei, ci saluta alla porta. E ogni mattina ci svegliamo con lei che sonnecchia sui nostri cuscini. Fa parte della famiglia e non vorremmo che sia diversamente. ”

Ad oggi realizzano video su YouTube che documentano i loro viaggi. Il loro canale, The Indie Projects, ha oltre 200.000 abbonati e vivono dei guadagni dei loro video.

E’ così che il sogno di una vita si realizza per questa giovane coppia, con il loro gatto, diventano quasi come un ‘’figlio’’ e vivendo ogni giorno in una zona diversa del mondo, ammirando oltre i paesaggi e le strade, anche le abitudine di Ginjey.

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Esposizione AFEF Vanzaghello 2019

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Si terrà il 30 e 31 marzo 2019 la seconda Esposizione internazionale Felina di Vanzaghello (MI) sotto l’egida AFeF, presso il Palazzetto dello Sport di Vanzaghello, via G. Rossini 10 – 20020 Vanzaghello (MI) .

L’AFEF é un associazione felina, riconosciuta ed affiliata, come membro effettivo, al WCF (World Cat Federation) una delle più importanti Federazioni in campo internazionale. In data 17 Dicembre 2014, protocollo N 0029253, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali decreta che é autorizzata l’istituzione presso l’AFeF,

Associazioni Feline Federate, del libro Genealogico del gatto di razza. L’ AFeF promuove la conoscenza dei felini domestici, ne incoraggia l’allevamento e lo studio con l’intento di migliorarne le diverse razze e varietà, ne valorizza la diffusione come animali sociali e d’affezione. L’AFeF promuove iniziative tese al benessere dei felini domestici, costituisce commissioni e comitati scientifici, tecnici e culturali.

 

 

tica
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Mostra felina internazionale TICA Milano 2019

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MOSTRA FELINA INTERNAZIONALE TICA
” I GATTI PIU BELLI E RARI DEL MONDO IN MOSTRA “
Sabato 23 e domenica 24 MARZO, 2019 al Centro Pavesi, Via Francesco de Lemene, 3, MILANO 20151.
Appuntamento di livello internazionale dove saranno in concorso i gatti piu belli e le razze più rare provenienti da tutto il mondo per la premiazione,
ognuno di questi piccoli felini sfilerà durante le due giornate di esposizione, da giudici provenienti da VARIE PARTI DEL MONDO.
Potrete vedere tutte le razze feline riconosciute dalle associazioni internazionali e tutti i vari colori dei mici ma anche i gatti di casa e i randagini dei gattili che cercano adozione!
Dal British Shorthair dal mantello grigio-blu al maestoso Maine Coon, dal selvaggio Bengala, incrociato col gatto leopardo, dal Devon Rex dall’aspetto di un folletto, al Lykoi, il gatto mannaro, allo Sphynx e Donskoy senza pelo.
Si contenderanno il titolo di “Miglior gatto del Mondo” alla Mostra Internazionale del Gatto organizzata da Tica, l’associazione felinofila americana che detiene un’ampia anagrafe con i dati genetici di 71 razze riconosciute ufficialmente.!
Vieni a conoscere la nuova razza di gatto con un tocco soprannaturale.
Un felino che ha l’aspetto di un lupo mannaro, come il suo nome lascia pensare, la parola Lykoi deriva dal greco e significa gatto lupo.
A causa di una mutazione genetica del gatto domestico, il Lykoi non ha peli attorno a occhi, naso, orecchie e muso.
Il suo mantello di colore roano, mai visto prima in nessuna razza felina.
Questa è la caratteristica principale che lo rende unico.
Sono degli ottimi e agilissimi cacciatori, estremamente cauti con gli estranei, ma molto fedeli, dolci e cordiali con le persone di cui si fidano.
Il gene “colpevole” del loro aspetto è una mutazione naturale che è apparso nella popolazione del gatto domestico,i primi esemplari sono stati trovati per strada, nessuna manipolazione da parte dell’uomo.
Il Lykoi può quindi diventare completamente nudo per alcuni periodo di tempo.
DUE GIORNATE INTERAMENTE DEDICATE AI GATTI!! DOVE POTERE AMMIRARE LE RAZZE FELINE ED AVERE INFORMAZIONI, SIAMO TUTTI A VOSTRA DISPOSIZIONE!
UN APPUNTAMENTO IMPERDIBILE PER GLI APPASSIONATI DI GATTI E PER TUTTA LA FAMIGLIA!
Entrambi i giorni:
Durante la Mostra ci sarà anche uno spazio dedicato al salto ostacoli per gatti con i loro padroncini, è uno sport divertente per i gatti che stimola le loro capacità cognitive, mantiene la muscolatura tonica e rafforza il legame tra umano e gatto.
Banchetti con prodotti a tema felino, spazio bar e buffet all’interno della mostra, premiazione dei gatti in concorso, presentazione delle razze durante lo spettacolo, dove potrete scoprire le caratteristiche di ogni gatto e scattare le foto ai vostri mici preferiti,
inoltre “ FELIX Il gatto a trazione anteriore “ con la sua storia e OIPA MODENA saranno presenti al nostro show con il banchetto e prodotti a tema felino i cui ricavati della raccolta fondi serviranno a curare le emergenze dei gattini bisognosi.
Claire, potrà rispondere alle vostre domande e curiosità e sarà felice di farvi conoscere Felix ed altri mici fantastici! Terrà inoltre una piccola conferenza per sensibilizzare le persone ad adottare un gatto disabile come ha fatto lei, proprietaria del bellissimo e felicissimo FELIX,un micio diversamente abile, speciale e unico!
Siete tutti benvenuti a trascorrere del tempo insieme ai gatti e tanto divertimento!
All’entrata omaggi per i visitatori, fino ad esaurimento scorte:
Orario di visita pubblico : sabato 23 e domenica 24 MARZO 2019 dalle ore 10:00 alle ore 18:30 orario continuato di giudizi e sfilata.
info: ticatclub@gmail.com
3283190997
Biglietto d’ingresso euro 7,00, ridotto bambini euro 5,00.
Fonte:Tica facebook https://www.facebook.com/pg/esposizionefelinatica
fiera parma gatti
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Esposizione felina Anfi di Parma 2019

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Ricordiamo ai soci che desiderano partecipare con i loro gatti all’expo felina di PARMA

e che hanno ancora pratiche in sospeso con l’Ufficio ANFI di Torino, di iscrivere i loro gatti

entro OGGI mercoledì 27 marzo 2019 tramite il form che si trova sul sito dell’esposizione www.starcats.eu/iscrizioni.

I soci – invece – che hanno accesso al loro personale pannello di controllo, possono iscrivere i gatti entro lunedì 1 aprile.

Grazie per l’attenzione e arrivederci alle Fiere di Parma

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TitaniCat Spring Ed. Expo Felina San Marino 2019

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Amate i gatti? Non potete mancare all’evento dell’anno: Titanicat Spring Edition.

Tantissimi gatti pronti a farsi ammirare nella Repubblica di San Marino presso il Centro Congressi del Palace Hotel.

Il 02 e 03 Marzo, ore 10.30 alle ore 19.00 orario continuato.

 

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Zecche gatto, ecco cosa fare

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Le zecche si aggrappano, voraci, alla pelle dei nostri animali domestici, mostrando il loro corpo nudo ingrossato a dismisura dal sangue succhiato. A chi non è capitato, di trovare zecche sul gatto, magari mentre lo si sta accarezzando spaparanzati assieme sul letto? È certamente uno dei parassiti che suscita più disgusto nei proprietari di quattro zampe e, talvolta, qualche preoccupazione.

Questi insetti ematofagi, infatti, sono portatori di malattie che possono colpire sia l’uomo che gli animali domestici. Anche se tra i membri a quattro zampe di casa sono, forse, i cani quelli maggiormente esposti – se non altro per le loro passeggiate spesso anche al di fuori del proprio giardino -, è tutt’altro che raro trovarne anche sui felini domestici.

Come togliere, dunque, le zecche al gatto? Cosa fare per proteggerlo da future infestazioni?
Ecco 7 consigli per proteggere il vostro amico dalle lunghe vibrisse e tutelare, in questo modo, anche la vostra salute:
Se avete trovato una o più zecche attaccate al gatto, la prima cosa da fare è certamente liberarlo da questo sgradito ospite.

Per togliere le zecche al gatto nella maniera corretta, è indispensabile afferrarle nel punto più vicino al rostro, ovvero le fauci. Attenzione a non strattonare il parassita nel tentativo di staccarlo: in questo modo, infatti, proprio l’apparato boccale potrebbe rimanere attaccato alla pelle. Le zecche vanno estratte imprimendo un movimento rotatorio, come se le si volesse “svitare” dalla pelle. Vietato esercitare una pressione elevata sul piccolo parassita poiché, così facendo, potrebbe vomitare. Il rigurgito della zecca, infatti, è il rischio maggiore poiché attraverso questa sostanza vengono veicolati eventuali agenti infettivi.

Mai avvalersi di sostanze, quali alcol, oli o rimedi della nonna, per “convincere” la zecca a staccarsi da sola. Il rischio tangibile, infatti, è provocare rigurgito e incorrere nei rischi sopra elencati.
Una volta staccata, come uccidere la zecca? Alcuni scelgono le maniere forti e la bruciano, altri l’avvolgono dentro ad un pezzetto di carta igienica, la gettano nel wc e tirano l’acqua. Qualunque sia il metodo scelto, l’importante è lavarsi le mani una volta compiuto il “parassita-cidio”oppure avvalersi di guanti o pinzette.
Prevenzione, la migliore arma per tenere lontane le zecche dal gatto. Scegliere l’antiparassitario più adeguato è tutt’altro che un dettaglio. Per farlo, è indispensabile chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia che saprà indicare il principio attivo più efficace e adatto alle esigenze di Micio. Rispettare, inoltre, i tempi di trattamento che, generalmente, si aggirano attorno alle 4 settimane.
Mai dare l’antiparassitario del cane al gatto! Bando al fai da te, per non rischiare di commettere errori che abbiano conseguenze anche gravissime per la salute del vostro beniamino a quattro zampe. Alcuni principi attivi, come la permetrina ad esempio, sono comuni negli antiparassitari per cani mentre risultano altamente tossici per i gatti. Mai, dunque, cambiare la specie di destinazione senza indicazioni diverse da parte del medico.
Il gatto esce di casa? Meglio optare per la formulazione liquida, venduta in comode pipette monouso, piuttosto che scegliere il collarino. Il rischio, infatti, è quello che possa rimanere pericolosamente impigliato ai rami – di alberi o siepi – così come nelle reti delle recinzione nel caso si allontanasse dalla proprietà.

Non lavare il gatto, almeno per 4-5 giorni, dopo aver applicato il prodotto spot on per evitare di inficiarne l’efficacia. Il principio attivo, infatti, necessita del grasso cutaneo per la distribuzione del prodotto.

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Ecco Diesel, il gatto che a 20 anni trova una nuova famiglia

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20 anni e trovarsi da solo, in una gabbia fredda e senza più la tua famiglia accanto. Questo è quello che è accaduto a Diesel, un povero gatto che è stato abbandonato in un gattile dopo che i suoi umani, divorziando, avevano deciso di non volersene più occupare. 20 anni per un gatto sono tanti, […]

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Una statua a tutti i gatti neri ingiustamente torturati

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Una statua per tutti i gatti neri ingiustamente torturati dall’inquisizione. Ecco l’idea che è stata proposta al comune di Triora da una coppia di professionisti russi. Triora è un antico borgo medievale dell’alta valle Argentina, nell’Imperiese dove tra il 1587 e il 1589 molte donne sono state accusate di stregoneria. Queste donne sono state torturate […]

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Gatto russa così forte che è davvero impossibile dormire!

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Capita spesso, davvero spesso che non si riesca a dormire a causa di un gatto. I nostri amici pelosi sono soliti tenere grandi feste e darsi alle scorribande proprio a notte inoltrata mentre noi cerchiamo disperatamente di chiudere occhio. Il caso di cui parliamo oggi però è quello di un gatto che si accoccola docilmente […]

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A San Valentino un gatto potrebbe essere il vostro Cupido

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San Valentino sia sta avvicinando sempre più velocemente e per una parte di noi fervono i preparativi per festeggiare il proprio amore. Altri invece si staranno chiedendo come sia possibile riuscire a trovare il vero amore. Beh, il trucco non si sa ancora, ma una ricerca suggerisce che possano c’entrare i gatti.La Penn Schoen Berland […]

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I gatti non sono asociali, siamo noi umani ad esserlo

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Spesso abbiamo sentito la storia che i gatti sono animali asociali e che non si interessano eccessivamente degli umani. Ovviamente noi che amiamo i gatti sappiamo quanto questa nomea sia ingiusta, ed ora è stata anche sconfessata dalla scienza. Infatti uno studio della Oregon State University pubblicato su Behavioral Processes sostiene che i gatti siano […]

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10 cose che soltanto chi ha un gatto può capire

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Avere un gatto è sicuramente qualcosa di straordinario che modifica profondamente la propria vita. Ci sono situazioni che chi non ha con sé un gatto non potrà mai vivere. Ci sono cose che chi non ha un gatto non potrà mai capire. Ecco 10 cose che differenziano chi ha un gatto e chi no, e […]

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Accarezza un gatto randagio e rimane paralizzata.

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Paralizzata e spaventata. La povera Gemma voleva solo accarezzare un gatto randagio che le girava intorno e non sapendo come si è ritrovata con gli arti paralizzati. Soccorsa immediatamente le è stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barré. Ma che cos’è la sindrome di Guillain-Barré? E può essere procurata da un innocuo gattino? Cerchiamo di capirlo […]

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Ecco gli errori che commettiamo più spesso con il nostro gatto

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Noi tutti amiamo incondizionatamente i nostri adorati gattoni, ma sappiamo veramente se come comportarci con loro? Ecco alcune cose che dovremmo tenere a mente per evitare di commettere errori che potrebbero infastidirli! Consiglio 1: Non fate sentire il vostro gatto abbandonato. Se siete dei veri amanti dei gatti sicuramente non dovreste avere bisogno di questo

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Per liberarsi del suo gatto malato lo spedisce al rifugio via posta

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Questa è la classica storia che non vorremmo mai sentire, e che ci fa capire come certe persone non si meritino la compagnia di un gatto. A Taiwan una donna 33enne, troppo impegnata per prendersi cura del proprio gatto malato, uno Scottish Fold, ha deciso di liberarsene e di consegnarlo ad un gattile. Il ritorno

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Casa a prova di gatto: i trucchi per renderlo felice

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Quando ci si assume la responsabilità di accudire un animale domestico, appagare i suoi bisogni e renderlo felice diventano le nostre priorità quotidiane. Nel caso dei gatti, siamo portati a pensare che un appartamento dove ha la possibilità di mangiare e dormire a piacimento sia il contesto ideale per tenerlo soddisfatto. Eppure, nonostante la maggior parte dei felini si adatti senza troppi problemi alla vita tra quattro mura, non dobbiamo dimenticare che in ogni gatto, anche il più pigro, c’è un predatore sopito che almeno una volta ogni tanto sente il bisogno di rendersi più attivo, sia solo per acchiappare una mosca o inseguire un raggio di sole che entra dalla finestra. Inoltre è ormai noto che uno stile di vita troppo sedentario potrebbe far ingrassare eccessivamente il nostro amico peloso e che un appartamento può nascondere dei pericoli, come ad esempio piante e fiori velenosi o cavi elettrici in bella vista.

Per rendere la nostra casa davvero a misura di felino ci sono alcuni accorgimenti da seguire. Prima di tutto dobbiamo pensare alla sua sicurezza. Oltre alle piante nocive per i gatti e i cavi già menzionati, che possono provocare scottature e ustioni, un’area critica dell’appartamento è quella del balcone, dal quale il gatto può facilmente saltare, con tutti i rischi del caso. Occorre quindi chiudere i balconi a cui il nostro animale ha accesso, Per farlo non c’è bisogno di grossi lavori: in genere si utilizzano allo scopo lastre in pvc, pannelli in policarbonato oppure una rete dalle maglie strette a sufficienza. In questo modo non dovrete avere il timore che il gatto si insinui tra le sbarre della ringhiera o che si metta in pericolo camminando sulla grondaia. Lo stesso discorso vale per le finestre, sulle quali si possono installare limitatori di apertura o delle normali zanzariere. Anche all’interno dell’appartamento è bene adottare alcuni accorgimenti. Ad esempio, un gattino piccolo sarà più propenso ad arrampicarsi su tende ed armadi. Assicuriamoci quindi che sia tutto ben fissato al muro, anche mobili più piccoli, in modo tale che il nostro gatto non venga travolto.

Affinché la nostra casa diventi non soltanto un luogo sicuro ma anche piacevole per il nostro gatto, dobbiamo pensare anche a tenerlo occupato, evitando che la noia e la sedentarietà abbiano la meglio su di lui. Un gatto sarà sicuramente più felice con un compagno di giochi, ma non sempre le possibilità economiche lo permettono. Per chi decide di adottare un solo gatto, in nostro aiuto arriva un classico accessorio amato dai felini, il tiragraffi. Questa struttura, disponibile in varie misure e altezze, è più di un semplice gioco, in quanto permette al nostro gatto di saltare, giocare e farsi le unghie, risparmiando divani, tavoli e tende. È dunque la sua oasi di divertimento privata, con la quale potrà intrattenersi e marcare il territorio. Online è possibile vedere e comparare tiragraffi di diverse fasce di prezzo, per esempio su ShopAlike. In aggiunta al tiragraffi possiamo introdurre in casa dei piccoli giochi, da variare spesso per stimolare la mente del nostro felino. Qualche esempio: topolini di pezza, tunnel morbidi nei quali nascondersi e preparare gli agguati, palline… a volte anche una semplice scatola può bastare! Giocando regolarmente col nostro gatto lo terremo sempre sveglio e di buonumore.

Se vogliamo rendere il nostro felino da compagnia davvero felice, manca solo un’ultima cosa: un vaso di erba gatta. La nepeta cataria è una pianta semplice da accudire ed è amata dai gatti in quanto ha su di loro effetti sedativi o eccitanti, a seconda dei casi, aiutandoli nel contempo a digerire ed espellere il bolo di pelo. L’erba gatta in balcone o in terrazzo sarà dunque un’ottima fonte di svago per i nostri felini, per stimolarli in modo sano e senza effetti collaterali.

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Avete mai provato il furminator per gatto?

posted by Antonio G 0 comments

Una piccola confessione personale: il furminator per gatto ha migliorato la qualità della vita di chi vi scrive. Ho tre gatti a casa, due femmine e un maschio, li adoro alla follia ma per anni ho lottato, inutilmente, contro un grande e potente nemico: i peli morti.

Batuffoli di pelo che rotolavano nel corridoio, come i cespugli spinosi nei film western; vestiti che involontariamente sembravano pellicce, in particolare quelli scuri (che vuol dire l’80% del mio armadio); il divano sul quale si aveva paura a sedersi perché era totalmente ricoperto di pelame; l’impossibilità di invitare amici allergici, anche solo per un’oretta…

Avevo intravisto alcune volte, nei negozi per animali e sugli shop online, il furminator per gatto ma, una volta perché avevo fretta, l’altra perché non ero molto convinto, ne avevo sempre rinviato l’acquisto, affidandomi a una vecchia spazzola che mi sembrava comunque funzionare abbastanza bene.

È stato solo dopo aver visto un amico usarlo sul suo cane a pelo lungo e aver quindi scritto il post sul furminator per cani che, intrigato da quanto avevo visto e imparato su questo accessorio, mi son deciso a comprare un furminator per gatto e…
E non c’è confronto: dovessi pesare il pelo morto che riesce a togliere il furminator per gatti rispetto a quello che levava l’altra spazzola penso che sarebbe almeno il triplo.

Ti suggeriamo:

Furminator per gatti

Normalmente quando in redazione ci vengono sottoposti i vari prodotti per recensione cerchiamo comunque di mantenere un tono neutro, illustrandovi i vari aspetti e caratteristiche ma senza fare i fan o esagerare con le lodi, ma in questo caso mi concedo volentieri una eccezione perché si tratta di un accessorio fenomenale che cambierà la vita anche a voi.

Per quanto riguarda l’azione del furminator, la distinzione fra pelo e sottopelo e le differenze fra spazzolatura, pettinatura e deshedding vi rimando a quanto scritto nel post sul furminator per cani, qui mi limiterò a esporvi alcune caratteristiche di questo strumento e i principali modelli in vendita.

Il furminator per gatto è disponibile in quattro modelli, a seconda della taglia e del pelo: avremo quindi il modello per gatti di taglia piccola a pelo corto (Siamesi, Abissini, Scottish Fold…), quello per gatti di taglia più grande sempre a pelo corto (British Shorthair, Bengala, Gatto Europeo a pelo corto…), quello per gatti piccoli a pelo lungo (German Longhaired Cat, Angora Turco, Birmano…) e infine il modello per gatti grandi a pelo lungo (Gatto delle Foreste Norvegesi, Main Coon, Persiano, Ragdoll…), in modo da soddisfare le esigenze dei vari proprietari.

Visto che siamo in pieno periodo di festività e acquisti natalizi, non posso far altro che consigliarvi questo strumento: il vostro gatto, grazie all’azione della ridistribuzione del grasso cutaneo avrà un pelo più lucido e ne inghiottirà molto di meno e anche voi vivrete meglio in una casa decisamente più pulita!

Recensioni a Furminator per gatto

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Casetta per il gatto: come sceglierla

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I gatti sono animali adorabili, che adorano la libertà ma che al contempo dormono moltissimo, anche 14 ore al giorno. Le casette per gatti possono quindi diventare il loro rifugio, una base da interno o esterno dedicata alle loro esigenze e al loro benessere. Per loro natura i gatti amano dormire in posti riparati, anche dentro alle scatole, quindi le casette per gatti creano un ambiente confortevole e da loro percepito come sicuro. Non stupisce comprendere che questi elementi siano molto ricercati da chi adora i gatti, perché si tratta di piccole casette che possono essere inserite in casa o anche all’esterno, a seconda della loro composizione e dei materiali impiegati per realizzarli.

Ti suggeriamo:

Casetta per gatti da giardino

Casetta per gatti mini

Keope taglia XL, casetta indoor in legno

Happypet Tiragraffi Albero 130 x 65 x 45 cm Grigio

Casette per gatti: caratteristiche

Le casette per gatti sono delle vere e proprie casette in miniatura, che possono essere realizzate in legno, in metallo, in materiali plastico o in commistioni di basi materiche. Tutto dipende dall’uso, perché se la casetta viene alloggiata all’interno può essere realizzata con materiali che non temono gli agenti atmosferici come il gelo, la pioggia o il sole. Se le casette per gatti vengono posizionate nel terrazzo o nel giardino è invece ideale scegliere delle versioni resistenti alle intemperie, magari realizzate in plastiche robuste perché sono impermeabili, non si ossidano e resistono per bene al gelo.
Le casette per gatti possono essere impiegate anche per i cani di piccola taglia, perché vantano delle dimensioni piccine. L’interno e l’esterno possono essere solitamente lavati e igienizzati con specifici prodotti e questi sistemi possono essere montati facilmente, spesso senza impiegare trapani o cacciaviti, ma con sole soluzioni di incastro dei singoli elementi.
Dal punto di vita estetico, le casette per gatti possono assumere diverse forme, ricordare delle vere e proprie casette oppure rimandare a forme spiritose divertenti. In fase di scelta è importante affidarsi ad elementi di elevata qualità, che sappiano proteggere per bene gli animali dalla pioggia e dal freddo, ma anche dal sole cocente. Le plastiche devono essere atossiche e riciclate, mentre lo spazio interno deve essere facilmente accessibile dagli animali e dalle persone per procedere con le operazioni di pulizia.

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Casette per gatti e tiragraffi

Le casette per gatti possono essere posizionate all’interno di strutture tiragraffi. Si tratta di veri e propri ‘parchi giochi’ per i gattini, che grazie alle strutture ad albero possono arrampicarsi, giocare con amache e scalette, quindi ritirarsi nelle casette che compongono la struttura. Questa tipologia di casette per gatti è adatta a chi non dispone di spazio esterno per gli animali e a chi ha cuccioli in casa, che grazie ai tiragraffi possono farsi le unghiette in santa pace, sena rovinare i divani o le gambe dei tavoli e delle sedie. Vediamo alcuni esempi di casette per gatti classiche e con tiragraffi, per comprendere al meglio le loro caratteristiche e scoprire il range di prezzi proposti dal mercato.

Casetta per gatti da giardino

Una collezione di cucce per gatti adatta all’esterno, perché realizzata in plastiche robuste e riciclate. Le casette per gatti della linea hanno una base color nocciola e un tetto color marrone cioccolato. Si tratta di una casetta carina e accogliente con il fondo drenante e realizzato in plastica resistente agli oli e ai solventi, molto facile e pratica da pulire. La plastica è di ottima qualità e risponde alla normativa REACH, non assorbe odori ne trattiene l’umidità, per garantire il top del benessere ai gatti.
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Casetta per gatti mini

Una casetta per gatti piccola e simpatica, disponibile nei colori crema e arancione. Si tratta di un elemento dalle misure congrue, perché quelle esterne con tetto frontale sono di “L” 60 x “P” 50 x “H” 41 cm e l’ingresso misura “H” 24 cm x “L” centrale 16 cm. I ‘muri’ della casetta sono spessi 1 cm e il sistema è realizzato in plastica completamente atossica, resistente agli urti e ai raggi UV, quindi adatta a un impiego in posizione esterna.
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Keope taglia XL, casetta indoor in legno

Una struttura adatta per l’interno, una collezione di casette per gatti davvero adorabile e ricca di innato design. Si tratta di un sistema realizzato in legno artigianalmente, che mostra un’altezza di cm 38, una larghezza di cm. 57 e uno di spessore cm. 38. interessante la porticina applicata, che regala design e stile alla casetta e che è fissa e alta 24 cm e larga 20 cm. La casetta è montata e le pareti possono essere impiegate come tiragraffi naturali. Il sistema si presenta facile da pulire, amico dell’ambiente e solido, adatto al riposo dei gatti in ogni angolo della casa. La collezione di casette per gatti in legno è proposta al costo di 109.90 euro.
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Happypet Tiragraffi Albero 130 x 65 x 45 cm Grigio

Le casette per gatti possono fare parte dei tiragraffi, elementi adorati dai gatti che possono impiegarli per giocare e per farsi le unghie in santa pace. Si tratta di elementi molto intelligenti, come questa proposta che si compone di un tiragraffi medio-grande dalla dimensione totale di circa 130 x 65 x 45 cm. Le colonne del tiragraffi sono avvolte da resistente corda realizzata in sisal naturale e vantano un diametro di 8 cm con spessore della corda di 4 mm. Ideale per recepire i graffi degli amici gatti, la struttura si basa su un supporto di circa 55 x 35 cm e annovera un’adorabile cuccetta dal diametro di circa 30 cm. Nella sezione superiore si trova la prima comoda casetta per gatti che misura circa 35 x 35 x 30 cm e in basso si trova una casetta inferiore, anch’essa accogliente, dalle misure circa 36 x 26 x 26 cm. Un vero e proprio luna park per gatti, accessoriato con scaletta, amaca e tanti topolini.
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Percorso formativo professionale in Benessere Etologico del Gatto

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I nostri amati felini sono ormai da secoli diffusi nelle case di tutto il mondo, sempre più amati e coccolati, onnipresenti sui social network e protagonisti di video tanto teneri quanto divertenti, al punto che è lecito domandarci se siamo stati noi ad addomesticare loro o loro ad addestrare noi.

Ma, anche se siamo animati dalle migliori intenzioni, spesso non è sufficiente voler fare del bene al nostro gatto. Ci capita spesso di dire che siamo in sintonia con il quattro zampe e che “parliamo” con i gatti, ma quanto c’è di vero in queste affermazioni? Comprendiamo realmente il linguaggio del felino? Sappiamo decifrare cosa vogliono dire i loro diversi tipi di miagolii, le posizioni della coda, lo sguardo e tutto l’insieme di messaggi che trasmettono?

Solo creando un rapporto profondo con il micio e giungendo a capire meglio i motivi dei suoi comportamenti e tutto quello che ci vuole comunicare potremo finalmente pensare correttamente al suo benessere.

Il Percorso formativo professionale in Benessere Etologico del Gatto, così come tutti gli altri corsi che si tengono presso il Centro di Cultura Felina, nasce proprio con l’intenzione di facilitare la comunicazione e comprensione fra uomo e gatto, partendo dalla necessità di portare la cultura felina a una maggiore profondità e diffusione e impiegando un approccio olistico e multidisciplinare per creare dei percorsi di sostegno, educazione e risoluzione delle varie problematiche.

Occorre quindi non solo rispettare la natura del proprio amico a quattro zampe, ma imparare a comprendere e comunicare meglio con canali non verbali, così da conoscere i bisogni del gatto e soddisfarli al meglio.

Questo corso è indicato a un vasto numero di utenti, dal semplice appassionato che vuole comprendere meglio il suo gatto, ai volontari che potranno impiegare quanto appreso per migliorare la qualità di vita dei felini ospitati nei centri e nei rifugi, fino a studiosi e professionisti che potranno aggiungere il diploma finale all’insieme delle loro competenze.

Il Percorso Formativo in Benessere Etologico del Gatto si articola in due fasi e le lezioni partiranno a settembre 2017: il Livello I è teorico e porta a un Diploma che attesta la conoscenza degli argomenti insegnati, mentre il Livello II, al quale si può accedere solo previo superamento del Livello I, ha una natura pratica e si conclude con il Diploma di Consulente del Comportamento del Gatto e l’inserimento nella lista ufficiale dei Consulenti nazionali del Centro.

È possibile iscriversi al Percorso Formativo fino al 20 settembre 2017 e i cicli di lezioni avverranno seguendo la formula weekend, con un fine settimana al mese per sei mesi, esame finale ed eventuale accesso al Livello II.
Le lezioni si terranno presso il Centro di Cultura Felina a Gorizia, facilmente raggiungibile da tutt’Italia e convenzionato con una struttura per fornire alloggio a costo contenuto ai partecipanti.

Fra le tematiche affrontate durante i week end troviamo: Origini e storia del gatto – Le razze – Anatomia – Nutrizione felina – Fasi di vita – La vita sociale del gatto – Il territorio – Comunicazione felina – Bisogni e istinti – Empatia ed emozioni del gatto – Problemi comportamentali – Etologia felina.

Il Centro di Cultura Felina (CCF), con sede a Gorizia, è un centro di studio e formazione sul benessere, l’etologia, la psicologia, il comportamento del gatto e la sua relazione con l’uomo. Creato da Ewa Princi, Consulente olistica del comportamento felino e Presidente e Fondatrice del Rifugio A-micioso di Gorizia, il CCF offre una vasta selezione di corsi e seminari di varia durata e argomento, alcuni dei quali frequentabili online, altri frontali.

Per maggiori informazioni sul Percorso Formativo in Benessere Etologico del Gatto e per i costi e contatti di iscrizione vi rimandiamo alla pagina web dell’evento (https://culturafelina.wordpress.com/), mentre per approfondimenti su altri corsi e seminari potete visitare la pagina ufficiale del Centro di Cultura Felina (http://www.culturafelina.it/) e tenervi aggiornati tramite la pagina Facebook del Centro (https://www.facebook.com/feliscatusmiu).

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Sognare uno o più gatti, cosa significa?

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I sogni, si sa, sono molto strani, e molto spesso coinvolgono anche i nostri amici animali. Vi è mai capitato, ad esempio, di vedere nel vostro subconscio onirico dei gatti? Vi stupirà sapere che quello di sognare i nostri “pelosetti” non è una pratica poi così rara, ed anzi, sono molte le persone che talvolta vedono i propri sogni popolarsi con uno o più gatti. Ma cosa significa? Si cela una qualche ragione oppure è puramente casuale? A darci tutte le risposte del caso – e vi assicuriamo che ce ne sono – è la moderna interpretazione dei sogni. Vediamo quindi cosa dice in merito ai sogni che hanno come oggetto i gatti.

Tanti significati, differenti contesti di sogno

Partiamo dal presupposto che nella concezione occidentale, quella del gatto è una figura di libertà, di assenza di vincoli, di istinto. Spesso e volentieri, all’interno del sogno, la sua figura può essere associata alla propria (di se stessi) o a quella di amici e conoscenti stretti. Se per esempio sognate dei gattini appena nati, significa che state rafforzando il rapporto con delle persone che vi stanno molto vicine, probabilmente familiari stretti: un passo avanti per giungere ad un’armonia più forte e totale con chi vi vuole bene e amate a vostra volta. Se vi dovesse capitare di sognare un gatto che sta partorendo, ci saranno ottimi sviluppi nella vostra quotidianità: riuscirete infatti a liberarvi di alcuni paletti che vi impedivano di essere voi stessi. Finalmente riuscirete a raggiungere quella libertà che vi permetterà pian piano di progredire sotto il piano personale. Il progresso potrebbe essere sia sul piano professionale, sia su quello sentimentale e sociale.

Se sognate un gatto bianco, se lo accarezzate e siete trasportati dal punto di vista emotivo nei suoi confronti, questo è un chiaro segno della vostra potenza sessuale. A dispetto dell’immagine, infatti, indica che amate vivere a pieno la vostra sessualità, fare tutte le esperienze necessarie per sentirvi soddisfatti in compagnia del proprio partner. Se invece il gatto che sognate è nero, beh, in questo caso le cose cambiano: normalmente il gatto nero è infatti associato alla superstizione. Vederlo nei propri sogni significa avere un qualche tipo di remora o di freno nei confronti di qualcosa o qualcuno. Non siete tranquilli, anzi, vi sentite angosciati, magari per un cambio imminente nella vostra vita al quale non eravate preparati. La vostra è una situazione di disagio, fisico e mentale.

E poi c’è il sogno più triste di tutti, per lo meno quando lo si esperisce: si tratta quello che coinvolge uno o più gatti morti. L’immagine crea angoscia, ma qual è il significato che nasconde? La spiegazione è piuttosto semplice ed immediata, e rimane sul lato della negatività: state soffrendo molto, con ogni probabilità per una delusione amorosa (una rottura o un allontanamento dal partner per esempio) o per delle difficoltà nel rapportarvi con le persone che vi stanno più vicine, anche quelle che dovrebbero sostenervi sempre e comunque, come per esempio i vostri familiari.

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Come tagliare le unghie dei gatti

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Vi abbiamo già parlato in precedenza dei disastri che le unghie dei gatti possono provocare a divani e tende ma ci sono anche altri “bersagli” che possono patire sotto i colpi degli artigli del felino: le nostre mani e, talvolta, il nostro viso.

Non so voi, ma uno dei modi sicuri che ho per capire se qualcuno è proprietario di un gatto è guardargli le mani: spesso saranno piene di graffi, specie se il micio in questione è ancora un cucciolo e si tende a giocare con lui molto spesso.

Le unghie dei gatti per alcune persone sono un problema così grave che giungono al punto di far rimuovere chirurgicamente e per sempre le unghie del proprio animale, tramite la barbara pratica del declawing. Non spenderò mai parole sufficienti per far capire quanto sia errata questa soluzione: il declawing è estremamente doloroso per il gatto (gli vengono asportate anche delle porzioni di falangi oltre alle unghie) e porta a gravi problemi comportamentali, in particolare per quanto riguarda il futuro uso delle lettiere, nonché di salute (i gatti cui sono state asportate le unghie tendono a soffrire molto di più di osteomielite).

Per quanto riguarda il mobilio, Pet Magazine vi ha già illustrato il modo migliore per risolvere la questione e vi rimando quindi al post sui tiragraffi, accessorio che però non può certo aiutarci più di tanto per quanto riguarda i graffi su mani e volto.

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Difficile stabilire con esattezza quel che spinge un gatto a graffiare: io, per farvi un esempio, ho tre gatti e solo la più piccola, quando giochiamo insieme, tende talvolta a estrarre gli artigli, mentre conosco persone che hanno le mani continuamente arrossate e infiammate per colpa delle unghiate.

Può dipendere dal carattere, ma spesso è collegato a una da una cattiva gestione delle prime settimane/mesi di vita durante i quali il micio non è stato abbastanza a contatto con madre e nidiata e non ha avuto modo di capire quanto e quanto può far male. È durante quel periodo che assorbe infatti l’inibizione al morso e infatti la mia gatta più piccola non graffia solo me ma provoca anche parecchio dolore agli altri due gatti quando gioca insieme a loro.

Di solito si interviene in maniera ferma, sottraendo (lentamente, per non dare l’impressione che il gioco stia continuando) la mano ferita e esclamando ad alta voce un NO e allontanandosi dal gatto senza punirlo, è anche consigliabile evitare comunque di giocare con le mani e invogliare il micio a usare i suoi giochi, così come può servire saper leggere i segnali classici di nervosismo (orecchie tirate indietro, coda che sbatte, ecc ecc) e sospendere la seduta di gioco.

Chi però ama tornare a casa e passare qualche minuto a farsi allegramente picchiare dal proprio micio (il sottoscritto, ebbene sì, è colpevole e non resiste) può anche provare a usare dei guanti o, meglio ancora, ricordarsi ogni tanto di tagliare le unghie dei gatti.

Si tratta di una pratica molto utile per i gatti di appartamento che non hanno tantissime occasioni per riuscire a consumare le unghie, ed è un compito che richiede pochi minuti alla settimana, non reca danni o dolore ai nostri mici e non richiede l’uso di accessori costosi, basta un taglia unghie dal costo di pochi euro per far più contenti noi, i nostri divani e anche i nostri gatti che potranno continuare a giocare con il loro padroncino.

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Quale alimentazione scegliere per un gatto anziano?

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I gatti sono animali che, se ben curati e nutriti, possono vivere anche molto a lungo. Èquindi necessario provvedere in maniera attentissima alla loro cura, soprattutto quando raggiungono un’età anziana, quando cioè la loro salute attraversa un periodo più delicato nel corso del quale è bene cercare di avere un’attenzione in più per i nostri amici a quattro zampe. Come abbiamo accennato, l’alimentazione è un fattore fondamentale per la cura del gatto anziano. Per mezzo del cibo gli forniamo i nutrienti e la difesa per affrontare in maniera corretta ed equilibrata la terza età, e ci prendiamo cura di lui.
Quali sono le regole per l’alimentazione del gatto anziano? Partiamo dal presupposto che al gatto anziano più che le crocchette non deve mai mancare abbondante acqua fresca e pulita sempre a disposizione in ogni ora del giorno. Inoltre la sua alimentazione deve essere sempre improntata all’equilibrio fra nutrienti, lipidi, carboidrati e minerali e vitamine, specialmente nel corso della terza età.
Distinguiamo innanzitutto quanto anziano sia il nostro gatto. Il gatto può essere anziano (se ha più di sette anni) e molto anziano (se ha superato i dodici anni).
Partiamo dal primo dei due casi, quello del gatto che ha superato i sette anni.
Un gatto con più di sette anni è entrato nella terza età, cominciano a farsi sentire gli acciacchi, e bisogna notare che le esigenze nutrizionali hanno un cambiamento anche profondo.
L’alimentazione del gatto che ha superato i sette anni dovrà contenere, oltre che tutti i nutrienti ben calibrati e senza eccedere, in special modo i seguenti nutrienti: le sostanze antiossidanti (ad esempio vitamina A, E, C, luteina, polifenoli, che aiutano a contrastare l’azione dei radicali liberi grazie alle loro proprietà antiossidanti). Ora più che mai è bene evitare cibi grassi, conditi, e avanzi della cucina.
Non dovete fargli mancare acidi grassi essenziali come per esempio l’EPA-DHA, e fosforo, che permette di mantenere in buono stato le funzioni fisiologiche. Attenzione alla salute dei reni del vostro gatto: nella terza età, rimane una delle loro parti più delicate in assoluto. Cercate di assicurarvi che abbia sempre acqua a disposizione e prediligete alimenti diuretici.
L’apporto calorico, nota molto importante, deve essere ridotto rispetto a prima: il vostro gatto non si muove più come prima, e in ogni caso è meglio evitare il sovrappeso.
Se invece il vostro gatto ha superato i dodici anni, è ora di cercare di integrare ancora meglio la sua alimentazione. Nella scelta di alimenti per gatti, privileggiate sostanze antiossidanti, per mantenere l’azione contro i radicali liberi. Optate per l’integrazione con l’amminoacido L-triptofano, che ha proprietà calmanti e aiuta a mantenere lucido e attivo dal punto di vista mentale il vostro gatto. Mantenete sempre un apporto calorico ben bilanciato rispetto alla sua età, aggiungete fosforo nel cibo, e badate sempre di cercare di stimolare l’appetito del vostro gatto. È possibile che quando il micio è così anziano, il suo appetito cali esponenzialmente. Optate per colori, forme e sapori che possano stimolare il suo appetito.
Abbiamo visto che cosa un gatto anziano dovrebbe mangiare. Adesso vediamo invece come bisogna gestire la sua alimentazione. Mantenete sempre pesato il vostro gatto, e per quanto concerne razioni e numero di razioni al giorno, se pensate che il vostro animale possa avere bisogno di attenzioni speciali consultate il veterinario per farvi consigliare al meglio. È bene mantenere controllato il peso del gatto anziano allo scopo di evitare che possa andare in sovrappeso, e gestire bene la razione giornaliera sulla base della sua condizione corporea. Non dimenticatevi mai di chiedere al veterinario se il vostro gatto ha delle esigenze speciali, e ricordate di lasciare sempre una ciotola di acqua per il vostro micio. A seconda della salute del vostro gatto, potrete lasciare una razione sempre pronta; se invece non sa gestirsi, è bene cercare di predisporre le giuste razioni di cibo.

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Pet Village: igiene, cura e protezione per i tuoi animali

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Qui a Pet Magazine, come d’altronde in ogni sito o rivisita che si occupi di animali, cerchiamo di prestare la massima attenzione alla cura, igiene e salute dei nostri cuccioli.
Accanto però alla loro salute, ci interessa molto anche la “salute” del mondo in cui viviamo e quando consigliamo prodotti per cani e gatti, se c’è possibilità di scelta preferiamo che impiegano sostanze naturali.
Nella nostra continua esplorazione delle aziende presenti in Rete, alla ricerca di nuove soluzioni per i nostri amici a quattro zampe, siamo rimasti ultimamente molto colpiti da Pet Village e, lo ammettiamo, come sempre più spesso ci capita la curiosità iniziale è nata in seguito alla ottima impressione che ci ha fatto il loro sito ufficiale.
Può sembrare un particolare poco significativo, ma a furia di navigare online ci siamo resi conto che capita con gran frequenza che a un sito realizzato con cura, chiaro e leggibile, ricco di informazioni, che non si limita a essere un mero elenco di prodotti, corrisponde quasi immancabilmente un’alta qualità delle soluzioni proposte.
Sul sito ufficiale non solo è molto semplice trovare quel che stai cercando, ma oltre alla vendita c’è attenzione agli aspetti social ed è presente una rubrica di consigli da parte degli esperti oltre a una videogallery utile per capire più a fondo le caratteristiche degli articoli in vendita.
Dopo l’ottima impressione iniziale ci ha colpito l’elenco dei marchi distribuiti: sono presenti esclusivamente brand di grande qualità e si va quindi sul sicuro in ogni campo: dall’igiene ai giochi, passando per pet care, snack o accessori di vario tipo.
L’elenco è impressionante: Inodorina, Cat’s Best, Kong, Beaphar, Allerpet, Pawcare, Boobooloon, Pawz, Ezydog, Orbiloc e Hing, solo per elencarne alcuni, sono nomi che non hanno bisogno di alcuna presentazione e già in passato ci era capitato di impiegare alcune loro gamme rimanendone entusiasti.
Abbiamo quindi voluto mettere alla prova Pet Village e ci siamo ritrovati con due prodotti che non avevamo ancora mai testato in precedenza, ricavandone impressioni largamente positive.
Per quanto riguarda la gamma di Protezione Naturale Beaphar, tempo fa avevamo già impiegato con soddisfazione lo Spot On per cane piccolo ed eravamo quindi curiosi di sperimentare il Collare antiparassitario con olio di Neem.
La versione testata è per cani di taglia piccola o media, ha una lunghezza di 65 centimetri e oltre all’olio di Neem contiene anche olio di eucalipto e di pennyroyal.
Molto delicato per pelle e cute, lo raccomandiamo per situazioni particolari come cani particolarmente sensibili, cuccioli, animali anziani e per tutte quelle situazioni nelle quali il cane entra in contatto con bambini piccoli.
Crea uno scudo efficace contro zecche, pulci e gli odiatissimi flebotomi e raggiunge il top dell’efficacia già dopo 5-7 giorni.
L’esperienza è per ora molto positiva, il cane non è infastidito e, controllando la cute, non abbiamo notato alcuna irritazione. Sulla confezione è garantita una durata di tre mesi ma noi siamo ancora solo al primo mese, crediamo che sia comunque un periodo sufficiente per consentirci di consigliarlo caldamente.

Stessa esperienza positiva per quanto riguarda le salviette Inodorina, un brand che per ora non avevamo ancora avuto modo di provare. In realtà consideriamo questo test ancora più soddisfacente di quello riguardante il collare, perché lo abbiamo condotto su un gatto che ha un caratterino tutto suo e non è sempre facile da trattare.
Abbiamo impiegato le salviette Inodorina Refresh Extra con olio di Argan, sono utilizzate per detergere, lucidare il pelo e idratare la cute, e sul sito Pet Village ne troverete di varie dimensioni, profumazioni e linee (c’è anche quella Bio).
Non solo il gatto non si è ribellato ma, evento straordinario per lui, ci è sembrato addirittura gradire il trattamento.
E il risultato finale… Be’, diciamo solo che non lo avevamo mai visto con il pelo così bello e ci siamo ritrovati con un felino che passava di stanza in stanza emanando un buon profumo di latte e vaniglia.
Ci sarebbero molti, molti altri articoli di cui parlarvi ma vi basterà consultare le varie sezioni dei prodotti Pet Village per capire l’estensione dell’offerta.
Noi per ora vi salutiamo, contentissimi del nostro gatto lucido e profumato e vi invitiamo a visitare il sito Pet Village (http://www.petvillage.it/), troverete facilmente quel che serve al vostro quattro zampe.

E… provate anche voi l’ebrezza di avere un gatto o un cane alla vaniglia!

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Giardia – Parassiti intestinali del gatto

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Giardia
Anche Giardia duodenalis è un protozoo, ma a differenza dei coccidi appartiene al gruppo dei Flagellati.
Il suo ciclo biologico è diretto: il gatto si infesta solitamente ingerendo cisti emesse con le feci da un altro gatto infetto.
Nel lume intestinale le cisti danno origine a due trofozoiti dotati di flagelli e una ventosa ventrale con la quale aderiscono meccanicamente alla mucosa, causando flogosi, diarrea, malassorbimento.
I trofozoiti si moltiplicano e alcuni di essi si distaccano dalla mucosa e tornano nella forma cistica, fuoriuscendo quindi dall’ospite con le feci.
La diagnosi è effettuata con l’esame coprologico oppure con un test ELISA eseguito su campioni fecali di almeno tre giorni consecutivi.
Giardia duodenalis è considerato un microrganismo opportunista e il suo potere patogeno è variabile; spesso infatti dà sintomatologia proprio in quei soggetti a cui è stato somministrato un trattamento antielmintico: Giardia può così moltiplicarsi e sfruttare per sé l’ambiente liberato dai suoi diretti competitori macroscopici.

Attenzione al rischio zoonosico dei protozoi: alcune specie come il coccidio Cryptosporidium spp. e lo stesso Giardia duodenalis possono facilmente infettare l’uomo attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da oocisti o cisti.
Massima attenzione al rispetto delle norme di igiene personale e ambientale deve essere posta soprattutto nei riguardi di bambini, donne in gravidanza e persone in condizioni di immunodepressione, in cui un’infezione protozoaria può causare gravi conseguenze.

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.

M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel. 

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Coccidi – Parassiti intestinali del gatto

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I Coccidi
I Coccidi non sono vermi ma Protozoi, microrganismi unicellulari appartenenti al regno animale (non confondeteli con i batteri!). 
Il potere patogeno di questi piccoli parassiti negli ospiti sensibili è molto maggiore rispetto a specie di maggiori dimensioni, poiché per moltiplicarsi colonizzano e danneggiano più o meno gravemente le cellule intestinali, provocando diarrea profusa, abbattimento, inappetenza.

Sono parassitosi tipiche dei gatti molto giovani: crescendo il cucciolo sviluppa un sistema immunitario in grado di proteggerlo dalle infestazioni e nel soggetto adulto e sano i coccidi sono generalmente poco patogeni.
La diagnosi viene eseguita grazie ad un esame coprologico, con il quale è possibile visualizzare le oocisti prodotte dai parassiti.
Viste le minime dimensioni di queste oocisti (circa 35-40 μm per Isospora felis e appena 4-5μm per quelle di Cryptosporidium spp.) il veterinario può ricorrere a dei coloranti speciali che consentono di rendere più immediato il loro riconoscimento. 

Attenzione al rischio zoonosico dei protozoi: alcune specie come il coccidio Cryptosporidium spp. e lo stesso Giardia duodenalis possono facilmente infettare l’uomo attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da oocisti o cisti. Massima attenzione al rispetto delle norme di igiene personale e ambientale deve essere posta soprattutto nei riguardi di bambini, donne in gravidanza e persone in condizioni di immunodepressione, in cui un’infezione protozoaria può causare gravi conseguenze.

 

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.
M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel. 

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Vermi piatti – Parassiti intestinali del gatto

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Cestodi, o vermi piatti
Ai Cestodi appartengono tutte le specie chiamate comunemente “tenie”. Sono parassiti la cui forma adulta è costituita da una testa o strobila munita di uncini e ventose che le consentono di aderire alla mucosa intestinale, e un corpo nastriforme rappresentato dall’unione di numerosi segmenti, chiamati proglottidi.
Ogni segmento è ermafrodita, cioè dotato degli organi genitali di entrambi i sessi, rendendo così possibile sia l’autofecondazione delle proglottidi sia la fecondazione crociata. E’ sufficiente la presenza di un solo parassita adulto, quindi, per avere l’eliminazione di uova con le feci e la diffusione del parassita nell’ambiente.

Il ciclo biologico dei Cestodi è sempre indiretto: 

Fra le specie di Cestodi di più frequente riscontro nel gatto si distinguono Taenia taenieformis e Dipylidium caninum. Il gatto si infesta ingerendo gli ospiti intermedi: piccoli roditori nel caso di Taenia, pulci e pidocchi per Dipylidium.
Ingerire una pulce leccandosi è molto più facile di quello che può sembrare, e può accadere anche ai gatti che vivono esclusivamente in casa: utilizzare regolarmente un antiparassitario sul proprio micio trova un’ulteriore ottima motivazione!
La diagnosi si effettua anche in questo caso mediante esame coprologico, durante il quale si potranno riscontrare le uova o le proglottidi nelle feci.
E’ bene tuttavia considerare che l’esame di un singolo campione può non dare risultati significativi: la presenza di uova libere nelle feci è piuttosto rara, mentre è molto più suggestivo il r

iscontro di proglottidi, il cui distacco dalle porzioni terminali del parassita non avviene però in maniera continuativa ma a giorni alterni.
In caso di esito negativo il veterinario potrebbe ritenere opportuno ripetere l’esame con un campione di feci di due-tre giorni successivi.

Per quanto riguarda Dipylidium l’emissione delle proglottidi è più evidente: i segmenti distaccati ed eliminati con le feci hanno una forma caratteristica “a chicco di riso” e sono dotati di motilità, non è raro che il gatto mostri irritazione e fastidio nella zona anale dovuti al movimento delle proglottidi e spesso è possibile osservare direttamente i “chicchi” muoversi nelle feci appena deposte.
Anche nel caso dei Cestodi c’è un rischio zoonosico, ma per quanto riguarda le specie che parassitano il gatto anche l’uomo si comporta come un ospite definitivo e il rischio di infestazione, come per il gatto stesso, non deriva dalle proglottidi ma dalle larve presenti nei tessuti degli ospiti intermedi.

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.
M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel. 

 

 

 

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Ascaridi e Ancylostomi – Parassiti intestinali del gatto

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Quando un nuovo gatto entra nella nostra famiglia, sappiamo che uno dei primi trattamenti che il veterinario prescriverà al nuovo arrivato sarà la cosiddetta sverminazione, intendendo con questa parola l’eliminazione di vermi e altre “bestiacce” indesiderate che possono albergare nella pancia del nostro micio (e, in alcuni casi, anche di un gatto adulto).
In realtà, questo termine non è del tutto corretto, poiché non sono soltanto vermi i piccoli animali che trascorrono la totalità o parte del loro ciclo vitale all’interno di un ospite canino o felino, sebbene essi rappresentino la maggioranza delle specie interessate.
Vediamo quali sono i più comuni parassiti intestinali del gatto:

Nematodi, o vermi tondi
A questa categoria appartengono numerosissime specie, di cui molte sono a vita libera e si nutrono di batteri, piccoli invertebrati o funghi; molte altre al contrario vivono come parassiti di animali più grandi: mammiferi, uccelli, rettili. Sono chiamati “vermi tondi” perché presentano un corpo cilindrico e allungato, che li differenzia dai Platelminti o vermi piatti, di cui fanno parte anche i Cestodi.
Nel gatto sono due i gruppi di Nematodi parassiti che si localizzano da adulti nell’intestino tenue: gli Ascaridi e gli Ancylostomi.
In entrambi i casi l’infestazione avviene per l’ingestione da parte del gatto delle uova mature o delle larve presenti nell’ambiente perché un altro gatto infestato le ha emesse con le feci in precedenza oppure perché presenti all’interno dei tessuti di piccole prede come i roditori, che a loro volta si erano infestati ingerendo le uova.
Una volta giunta nell’intestino la larva non si sviluppa subito ad adulto, ma effettua una migrazione attraverso il fegato e i polmoni dell’ospite, dove compie delle mute a stadi larvali più evoluti.
A questo punto il suo destino cambia a seconda dell’età del gatto ospite: in un gatto di età inferiore a circa 3 mesi, la larva torna nell’intestino dove si sviluppa ad adulto e si accoppia con altri adulti producendo numerose uova, che saranno eliminate con le feci.
La presenza degli adulti nell’intestino è la causa della sintomatologia tipica delle infestazioni intestinali dei cuccioli: addome “a botte”, lieve diarrea o abbattimento. Se massiva, l’infestazione può portare anche a ostruzione intestinale o invaginazioni.
Nel gatto di età superiore ai 3 mesi, la larva non completa il ciclo diventando un adulto, ma trova una localizzazione somatica: si incista cioè nei tessuti dell’ospite e resta quiescente, senza quindi dare origine a sintomatologia enterica.
Gli Ascaridi (Toxocara cati, Toxascaris leonina) possono dar luogo ad infestazioni gravi già nei gattini di pochi giorni di vita, poiché la prima fonte di infestazione è proprio il latte materno: le larve quiescenti presenti nei tessuti di mamma gatta si mobilitano nel periodo post-partum e giungono alle mammelle, riuscendo in tal modo ad infestare i gattini per via galattogena. Nel gatto non c’è, come invece avviene per il cane, la trasmissione transplacentare dell’infestazione.
Gli Ancylostomi (Ancylostoma tubaeforme, Uncinaria stenocephala) sono vermi ematofagi, si nutrono cioè del sangue dell’ospite: la sintomatologia in caso di infestazioni gravi può comprendere anche diarrea con sangue e anemia, ad insorgenza acuta o cronica. Le larve di questi particolari nematodi possono inoltre infestare l’ospite anche penetrando attraverso la cute.
La diagnosi negli animali in cui è presente il parassita adulto e in fase riproduttiva (nei gattini, quindi) si effettua mediante un esame coprologico, con il quale sarà possibile mettere in evidenza le uova dei parassiti nelle feci.

Il rischio zoonosico, ovvero “Se il mio gatto è infestato da nematodi intestinali, io rischio di infestarmi?”
Se l’uomo ingerisce la forma infestante dei nematodi intestinali del gatto, può effettivamente andare incontro a quelle che vengono definite Sindromi da larva migrans: le larve non compiono mute ma effettuano migrazioni in organi e tessuti determinando lesioni e sintomi molto variabili in caratteristiche ed entità, a seconda dell’organo colpito.
I bambini, che giocando all’aperto spesso sono a contatto con terra o sabbia potenzialmente contaminata, sono maggiormente esposti al rischio di infestazioni accidentali, ma grande attenzione dovrebbe essere posta anche da parte di donne in gravidanza o soggetti in condizioni di immunodepressione.
Il rispetto delle norme di igiene personale e ambientale e il regolare trattamento antiparassitario degli animali domestici può certamente ridurre in maniera sensibile tale rischio. 

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.
M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel. 

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Perchè i gatti che si leccano

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I gatti sono animali molto puliti e meticolosi, che passano diverse ore della giornata a leccarsi e mantenere pulito il loro mantello.
La loro lingua, dalla particolare conformazione, è dotata di papille molto ruvide. Se siete mai stati leccati da un gatto, saprete sicuramente di cosa stiamo parlando. La sensazione che dà essere leccati da un gatto è simile a quella che potete sperimentare toccando della carta vetrata.
La superficie della loro lingua permette una facile rimozione dello sporco e dei peli morti dalla loro pelliccia. Il frequente leccarsi ha inoltre ragioni strettamente legate alla loro sopravvivenza in natura. Infatti, pulisi il pelo subito dopo aver consumato il pasto, permette al gatto di rimuovere dalla pelliccia possibili tracce di sangue delle loro prede. E’ per questo motivo che, dopo i pasti, potrete osservare il vostro gatto mentre si pulisce. Questa è un’abitudine strettamente legata alla loro natura di predatori che è inalterata anche nei gatti nati e cresciuti in casa.
L’abitudine di leccarsi è volta anche al tranquillizzarsi ed al rilassarsi. Un gatto che eccede nella pulizia del mantello leccandoselo in modo esagerato rendendo questa normale pratica quotidiana quasi un’ossessione, è probabile che sia affetto da un disturbo legato allo stress. Comportamenti di questo tipo possono infatti essere classificati come ossessivi-compulsivi.
Leccarsi il pelo contribuisce al benessere psicofisico del gatto, per cui non c’è da stupirsi se un forte stress può portare ad un cambiamento nelle normali abitudini del gatto in questo ambito.
Un’eccessiva toelettatura da parte del micio può esordire in seguito ad un cambiamento nel suo ambiente, per esempio. Non è infrequente che problemi di questo tipo si presentino in seguito ad un trasloco oppure all’inserimento di un nuovo membro umano o felino nell’ambiente domestico.
Nonostante l’origine dell’insorgenza sia superata, alcuni gatti continuano a presentare segni di compulsività. Il modo in cui il gatto si prende cura di se stesso attraverso la toelettatura è anche un prezioso segnale del suo stato di salute. Infatti, un micio che interrompe la sua naturale abitudine alla toelettatura del suo pelo, dovrebbe mettervi in allarme in quanto si potrebbe rivelare quale sintomo di malessere.
Se notate che il vostro gatto non effettua come di consuetudine le normali operazioni di pulizia del pelo ed ha smesso di leccarsi, è bene che interpelliate il vostro veterinario esponendo i fatti.
Per contro esiste anche la possibilità che il micio inizi a leccarsi con insistenza un particolare punto del corpo ed anche questo è bene segnalarlo quanto prima al veterinario.
Leccarsi e toelettarsi è inoltre un valido aiuto nella regolazione della temperatura corporea nel gatto. Attraverso l’evaporazione della saliva sul pelo, il gatto riesce ad abbassare la sua temperatura corporea.

Gatti che leccano altri gatti
Se avete più di un gatto sicuramente avrete notato le reciproche toelettature. Questo è molto comune ed indica una relazione serena ed equilibrata tra i vostri gatti. E’ il loro modo di comunicare e di legare, creando conforto ed accettazione.
Mamma gatta è solita leccare i suoi cuccioli non solo per tenerli puliti, ma anche per aiutarli ad urinare e defecare. I gattini vengono infatti stimolati nella zona ano genitale dalle leccate di mamma gatta. In natura la madre provvede a rimuovere gli odori dai cuccioli attraverso la toelettatura per proteggere i suoi piccoli dai possibili predatori.

Gatti che leccano le persone
A meno che non abbiate recentemente fatto un bagno nel tonno ed il vostro gatto abbia deciso di assaggiarvi, la ragione più logica del perche il vostro gatto vi lecchi è riconducibile allo stesso motivo del perchè i gatti si lecchino tra di loro.
E’ un modo di dimostrarvi il loro affetto e la loro accettazione nei vostri confonti, dovreste esserne lusingati.
E’ stato inoltre osservato che ad alcuni gatti piace il sapore leggermente salato della nostra pelle.

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Seborga. Quattro bambini rinunciato ai loro regali di compleanno per poter aiutare i gatti

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Seborga. Quattro bambini hanno rinunciato ai loro regali di compleanno per poter aiutare i gatti randagi che vivono nel principato di Seborga. Una storia bellissima, quella di un gesto che viene dal cuore di Lorenzo, Daniele, Marika e Patrick che per festeggiare il loro compleanno hanno chiesto al paese in cui vivono di fare un’offerta per acquistare un’altra casetta per il “villaggio dei gatti” che le “gattare” stanno realizzando in un’area preposta nel caratteristico borgo medievale. Un gesto sincero, che nasce dall’animo buono e altruista tipico dei bambini.

Seborga è una piccola città medioevale della collina ligure a pochi chilometri dal confine francese.
E’ un luogo tranquillissimo, meta turistica, ma mai super affollata e di gatti anche qui se ne trovano parecchi.Gli abitanti sono 320 su per giù e i gatti molti, ma molti di più. Eppure se si chiede a un abitante del posto come mai ci siano cosi tanti gatti in giro, con molta probabilità la risposta che ne conseguirà sarà: ” tanti gatti? non ci siamo mai accorti che ci siano cosi tanti gatti…“, perché per la gente del luogo è tutto normale cosi e che si ricordino non è mai stato diverso da cosi!

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Renes sana in corpore sano, Se i reni sono sani anche il corpo è sano

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L’apparato urinario del gatto è fondamentale per espellere le tossine dell’organismo e per la filtrazione del sangue. Ma è anche un sistema piuttosto delicato. Se da una parte costituisce la chiave per la sua salute e per il suo benessere, dall’altra a causa della sua suscettibilità ha bisogno di molte cure e di una corretta alimentazione.

I fattori scatenanti che determinano l’insorgenza di disturbi comuni come infiammazioni dell’uretra e insufficienza renale sono, oltre all’età, l’ipertensione, la diminuzione dell’afflusso sanguigno ai reni, i calcoli, la durezza dell’acqua, l’esposizione a sostanze tossiche e, infine, l’ereditarietà.

Scegli i prodotti alimentari adatti alla buona salute del tuo amico e fai anche attenzione a tutti i segnali che potrebbero indicare un disagio. In particolare, porta il tuo amico felino dal veterinario quando sembra avere più sete del solito; quando sviluppa un rapporto problematico con la sabbietta rimanendoci dentro a lungo senza urinare; quando espleta i suoi bisogni in luoghi insoliti e inappropriati. E più in generale quando l’appetito si riduce e l’umore cambia.

Per il corretto funzionamento dei reni è anche importante, specie se hai un micio che non è più cucciolo, controllare la durezza dell’acqua. Quella del rubinetto pur essendo buona e potabile ha una durezza che varia grandemente di città in città: se nel comune dove risiedi l’acqua è molto calcarea rischi di appesantire l’apparato urinario e il ricorso a quella in bottiglia (con un basso residuo fisso) può essere un buon metodo di prevenzione.

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Gatti che litigano in casa, è giusto intervenire

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Non cercate di intromettervi in una lite tra gatti e non toccateli per nessuna ragione, vi potreste fare molto male. Per separare due gatti che litigano, dovete battere le mani con decisione, il più vicino possibile a dove si sta consumando la lite, oppure potete gettargli dell’acqua addosso (qualche schizzo ovviamente). In generale dunque dovete fare qualcosa che li distragga. Non usate o lanciate oggetti contro i gatti, potrebbero credere che vogliate partecipare in qualche modo alla lite. Una volta separati, dovrete farli rilassare e consolarli separatamente.

Non contate sul fatto che i vostri gatti risolvano da soli i loro problemi. Purtroppo dovrete essere voi a mediare tra loro, cercando la causa del problema e trovandone anche le soluzioni.

Per calmare gli animi felini bisogna essere calmi. Inoltre, giocate d’astuzia e procurate loro dei giochi sui quali sfogare la loro temporanea aggressività, qualcosa per farsi le unghie, qualche pupazzetto da portare a spasso per casa. Quando non ci siete, però, il consiglio è quello di separare gli ambienti in cui farli scorrazzare. In modo da evitare incidenti più gravi. Vedrete che col tempo la situazione si normalizzerà e che i mici diventeranno a-mici per sempre.

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Scherzi da gatto

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Gatti e guerra psicologica

La guerra psicologica prevede la persecuzione, le imboscate addirittura il gatto aggressore può arrivare a tentare di impedire l’accesso all’altro gatto alla lettiera o in cucina. Anche se erroneamente si pensa che i gatti maschi siano più aggressivi, in realtà le gatte non hanno nulla da invidiare ai maschi in fatto di aggressività territoriale. Nel mettere in atto questa strategia al suo avversario esibisce all’esterno un’aria buona e innocente tanto che ai nostri occhi, queste scaramucce sembrano dei giochi innocenti che ci portano talvolta a sorridere.


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Gatto allontanato alla fermata non avevano fatto i conti con il signor Davut Sabirsiz

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I turchi, si sa, amano i gatti alla follia e sono pronti a fare passare un brutto quarto d’ora ai loro connazionali che non condividono la stessa passione. Ne sanno qualcosa gli abitanti di un quartiere di Smirne, che hanno cercato di fare sloggiare un felino da una panchina alla fermata dell’autobus, rea di rubare posto destinato a loro e di sporcare, e per questo hanno dato vita a una vera e propria rivolta sul web.  Tutto è successo nei giorni scorsi, quando la città sul Mare Egeo è stata interessata da forti piogge.Una micina, dal pelo bianco ingrigito dallo smog e dal randagismo, si è messa a dormire su una panca sotto la pensilina della fermata dell’autobus. Un gruppo di persone ha cercato di allontanarla con le cattive. Per loro disgrazia, passava di lì il signor Davut Sabirsiz. Il suo cognome in turco vuole dire “senza pazienza” e, di sicuro, nei confronti di chi maltratta gli animali tolleranza ne ha veramente poca. Non solo ha difeso la micia, che ha continuato a dormire ignara del pandemonio che stava succedendo sotto a pensilina. Si è recato a casa ed è tornato con un cartello con su scritto “Lei sta qui’” riferito alla gatta, e una paternale che non finiva più nei confronti degli sventurati che non avevano avuto sensibilità nei confronti della gatta e l’ha postata sui social.

L’immagine è subito diventata virale, con migliaia di condivisioni. Alla protesta contro questo gruppo di cittadini insensibili, che hanno subito una vera e propria lavata di testa virtuale. A Irma, invece, come hanno chiamato la gattina, le associazioni di tutela degli animali hanno portato coccole e cibo a volontà. “Sono arrivati molti messaggi anche richieste di adozione – ha raccontato soddisfatto Sabirsiz – ma questo di solito è un quartiere dove ci sono tantissimi gatti e la gente li tratta bene. Contro questi cittadini si sono scagliati anche le autorità locali. Ho portato la gatta dal veterinario comunale per farla visitare. Dobbiamo imparare a vivere insieme, uomini e animali, nell’ambiente che ci circonda”.  Irma, intanto, si gode la sua notorietà, fusando e con il pancino bello pieno.

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Troppo fosforo nel cibo danneggia reni dei gatti

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Troppi minerali

I prodotti alimentari contengono troppi minerali, soprattutto calcio e fosforo. E questo non è un bene per la salute dei gatti: troppo calcio può provocare una mancanza di zinco, ferro e rame, una comune causa di morte nei gatti. Elevati livelli di fosforo, invece, aumentano il rischio di danni renali.

Cosa dice lo studio

Un nuovo studio mostra che l’eccesso di fosforo nel cibo per gatti può danneggiare i nostri amati quattro zampe. Lo studio è stato condotto da una squadra di veterinari della Università Ludwig Maximilian di Monaco. Secondo i ricercatori l’eccesso di fosforo potrebbe risultare deleterio per la funzione renale.

In particolare i danni cominciano ad essere massivi qualora il gatto superi di cinque volte la dose giornaliera richiesta di fosforo anche se le ragioni, come specifica la stessa professoressa Ellen Kienzle che, insieme a Britta Dobenecker, ha condotto lo studio, le ragioni non sembrano chiare: “Per ragioni finora sconosciute, circa il 35% dei gatti più anziani soffre di malattie renali croniche”.

Questo studio conferma i risultati di un precedente lavoro che già aveva fatto comprendere il pericolo relativa ad un’assunzione troppo grande di fosforo da parte dei gatti in relazione alle malattie renali croniche. Questo nuovo lavoro, tra l’altro, mostra, nei gatti che hanno assimilato troppo fosforo, la netta comparsa di elementi quali glucosuria e albuminuria, chiari indicatori di danni renali.

Oltre a questi due elementi, è stata avvertita anche Una netta diminuzione di creatinina, una sostanza che indica il buon funzionamento dei reni. Quest’ultima, in particolare, veniva influenzata in pochissimo tempo dall’inizio dell’assunzione maggiorata di fosforo.
Il gruppo di lavoro ha riferito che ora comincerà a concentrarsi sull’eccesso di fosforo anche per quanto riguarda la salute dei cani.

Il fabbisogno di calcio di un gatto è pari a 0,6 gr su 100 gr di cibo secco e quello di fosforo di 0,5 gr su 100 gr di cibo secco. Non superare queste dosi.

Fonte: Notizie Scientifiche

Fonti e approfondimenti

  • Excess phosphorus damages the kidney – LMU Munich (IA)
  • Effect of a high phosphorus diet on indicators of renal health in cats – Britta Dobenecker, Anna Webel, Sven Reese, Ellen Kienzle, 2017 (DOI: 10.1177/1098612X17710589) (IA)

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Un gatto può anche decidere di rompere un’amicizia.

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Un gatto può anche decidere di rompere un’amicizia.

 

Foto di @vialepsius.wordpress.com
Stati d’animo delle persone

I gatti riescono attraverso la vista e l’olfatto ad avvertire gli stati d’animo delle persone. Nel caso in cui rilevano uno stato di nervosismo potrebbero manifestare nei nostri confronti un atteggiamento ostile  che li porta ad allontanarsi evitandoci,  oppure in casi estremi a manifestare un atteggiamento aggressivo arrivando a soffiarci. Quando siamo tristi invece, proprio come farebbe un buon amico, potrebbero avvicinarsi magari cercando di attirare la nostra attenzione con buffi stratagemmi.

Ospiti non indesiderati.

L’arrivo di un altro animale potrebbe essere destabilizzante e indurre l’animale ad allontanarsi da casa facendosi adottare da un’altra famiglia. Stessa cosa dicasi per ospiti umani. Se l’ambiente diventa rumoroso, risate, urla, bambini che strillano etc. Questo determina nel gatto uno stato di stress e se riesce ad uscire di casa si potrebbe star fuori più del previsto o non fare rientro.

Atteggiamenti con i membri della famiglia.

Detto questo, il gatto in base agli stati d’animo delle persone è in grado di cambiare atteggiamenti nei loro confronti. Non si avvicina più a voi ma sceglie di avvinarsi ad un altro membro della famiglia. Non viene più a dormire nel nostro letto. Questo perché I gatti non sono capaci di nascondere le emozioni e c’è lo fanno capire benissimo.

03/19/2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I gatti consapevoli di Cesare Pavese

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Foto di @felicity_berkleef
I Gatti Lo sapranno

Ancora cadrà la pioggia 
sui tuoi dolci selciati, 
una pioggia leggera 
come un alito o un passo. 
Ancora la brezza e l’alba 
fioriranno leggere 
come sotto il tuo passo, 
quando tu rientrerai. 
Tra fiori e davanzali 
i gatti lo sapranno. 

Ci saranno altri giorni, 
ci saranno altre voci. 
Sorriderai da sola. 
I gatti lo sapranno. 
Udrai parole antiche, 
parole stanche e vane 
come i costumi smessi 
delle feste di ieri. 
Farai gesti anche tu. 
Risponderai parole – 
viso di primavera, 
farai gesti anche tu. 

I gatti lo sapranno, 
viso di primavera; 
e la pioggia leggera, 
l’alba color giacinto, 
che dilaniano il cuore 
di chi più non ti spera, 
sono il triste sorriso 
che sorridi da sola. 
Ci saranno altri giorni, 
altre voci e risvegli. 
Soffriremo nell’alba, 
viso di primavera.

(Cesare Pavese,1950)

 

Foto di @felicity_berkleef

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Un adorabile momento il gatto Sushi massagia il suo amico cane

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Cane e gatto nemici? Non proprio a vedere come questo persiano, Sushi, coccoli il suo amico bulldog francese Sasha. Il video, tenero e ironico, ha subito fatto il giro del web strappando ovunque sorrisi.


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Da Salvador Dalì a Pablo Picasso: la passione dei più grandi artisti per i propri gatti

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La natura sfuggente e autosufficiente dei gatti trova il suo riflesso naturale nella personalità degli artisti. Sarà per questo motivo che alcuni tra i più grandi esponenti della storia dell’arte avevano un’autentica passione per i felini.

 

fonte: huffingtonpost

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Cibo per cani ai gatti, attenzione a pericolose carenze

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Il cibo per cani va bene ai gatti? È una domanda ricorrente fra padroni di 4 zampe ai quali capita, per comodità o convenienza, di dare cibo per cani ai gatti. La risposta è no. Se, infatti, servire “una tantum” cibi per cani ai gatti non è pericoloso, può diventarlo se questa scelta diviene un’abitudine poiché, nel tempo, potrebbe causare pericolose carenze alimentari.
A differenza del cane, il gatto è un felino puro e proprio per questa ragione, necessità di una quota proteica più alta. Basti pensare che, se nel cane il fabbisogno di proteine minimo è del 18%, nel gatto questo sale al 28%. Parliamo, ovviamente, di apporti appena sufficienti per garantire una copertura minima e per questo motivo, mangimi per cani e gatti di elevata qualità ne hanno generalmente una quantità maggiore.
Analogo ragionamento va esteso ai fabbisogni vitaminici, minerali e di amminoacidi che sono totalmente diversi da quelli dei cani. L’alimentazione per i gatti è, ad esempio, ricca di taurina, sostanza che i felini non riescono a sintetizzare come invece fanno i cani. I primi, dunque, devono necessariamente assumerla attraverso gli alimenti che devono per questa ragione garantirne un adeguato apporto. Un deficit di tale sostanza, può avere gravi ripercussioni a livello dell’apparato cardiaco, visivo e riproduttivo.
Nel caso ci si avvalga della dieta casalinga per alimentare Micio, attenzione tanto alle carenze quando all’eccessivo apporto di vitamine e minerali. Facciamo qualche esempio. Il gatto non è in grado di trasformare la vitamina A assunta attraverso i cibi. È, dunque, necessario che venga alimentato con cibi che la contengano in forma già attiva stando però attenti a non esagerare. Se somministrata in eccesso, infatti, nel tempo potrebbe portare ad una vera e propria intossicazione. Dal momento che il primo ingrediente di cui ci si avvale in cucina per apportare questa importante vitamina è il fegato o l’olio di fegato di merluzzo, al bando qualsiasi abuso durante la preparazione dei pasti dei nostri animali domestici. Un uso eccessivo di quest’ultimo olio, inoltre, potrebbe apportare livelli tossici di vitamina D.
Se i mangimi per cani e gli alimenti per gatti sono già equilibrati dal punto di vista nutrizionale, ciò non è scontato quando siamo noi a metterci davanti ai fornelli per i nostri beniamini a quattro zampe. Per tale ragione, nel caso in cui si opti per l’alimentazione casalinga, è sempre indispensabile rivolgersi al proprio veterinario di fiducia per non commettere errori dalle serie ripercussioni.
Come impedire, dunque, questo pericoloso scambio di ciotole se Fido e Micio vivono assieme? Ovviamente la soluzione più semplice ed efficace, è separare i nostri amici a quattro zampe quando mangiano e ricordarsi di fare la spesa per entrambi.
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Gatti affettuosi, una ricerca dimostra che non sono affatto una eccezione

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Vengono accusati di essere opportunisti, individualisti e di non nutrire amore disinteressato per i propri compagni umani. I gatti, da sempre, sono presi di mira e catalogati attraverso generalizzazioni e giudizi superficiali. Da sempre perdenti, in termini di fedeltà e capacità di provare amore, nell’eterno confronto con i cani, i felini domestici vivono le loro proverbiali 7 vite senza liberarsi mai da questo luogo comune.
In realtà, chi li conosce sa che si tratta di stereotipi e infondate generalizzazioni che non trovano riscontro nella realtà. Se è vero che esistono certamente esemplari meno amanti delle coccole e dal carattere più indipendente, è allo stesso modo innegabile che le case siano piene di gatti affettuosi e legati al proprio padrone che, al pari del “miglior amico dell’uomo” per antonomasia, sono capaci di tessere uno stretto legame di complicità con le persone.
A confermare quella che è una consapevolezza dei gattofili di tutto il mondo, è ora una ricerca americana, pubblicata sulla rivista Behavioral Processes, che mette nero su bianco quanto i quattro zampe dalle lunghe vibrisse siano molto desiderosi di interagire con gli esseri umani.
Il team dell’Università statale dell’Oregon, infatti, ha esaminato il comportamento di 46 gatti: metà di proprietà e dunque abituati a vivere il contesto domestico e altrettanti provenienti da un gattile. I mici sono stati, dunque, posti a turno in una stanza in cui è stato fatto entrare una persona a loro estranea per valutare la loro socievolezza. Il test è durato in totale 5 minuti: nei primi due, i mici sono stati ignorati mentre per il restante tempo sono stati oggetto di attenzioni chiamandoli per nome e accarezzandogli il manto.
L’esperimento è stato, poi, replicato una seconda volta ma avvalendosi dei soli felini domestici e dei relativi padroni. I risultati raccolti dimostrano che i Mici amano la compagnia delle persone e le coccole. Invece di prendere le distanze dell’uomo, così come i luoghi comuni avrebbero suggerito, durante l’esperimento gli inconsapevoli partecipanti a quattro zampe hanno trascorso molto tempo vicino alle persone mostrando desiderio ad interagire con quest’ultimo.
Altro atteggiamento accertato dalla ricerca, è la tendenza dei gatti a tenere sempre un comportamento vigile rispetto al contesto nel quale si trova. Un comportamento – concludono i ricercatori –, che può essere facilmente frainteso come un distacco nei confronti dell’uomo.  
Chi ha la fortuna di condividere la propria casa almeno con un quadrupede dalle lunghe vibrisse, non aveva di certo bisogno di questo studio per sapere che i gatti sono amorevoli compagni di vita. Docili ed estremamente sensibili, sono capaci – al pari dei cani – di percepire l’umore dei propri padroni e di far sentire la loro presenza quando questi ultimi ne hanno bisogno. Il carattere, talvolta deciso, non è per chi li ama un difetto ma, piuttosto, una peculiarità che rende questa specie ancora più affascinante.
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Il gatto graffia il divano? Devi pulire la pipì del cane? Scopri i detergenti alleati

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Come pulire la pipì del cane senza lasciare odori sgradevoli? E quella di Micio? Il gatto graffia il divano e ti chiedi come farlo smettere? Niente paura, le scansie dei Pet Shop sono pieni di detergenti specificamente formulati per pulire case nelle quali vivono cani e gatti. Si tratta di detersivi pensati sia per garantire l’igiene che per aiutare i proprietari nella risoluzione di comportamenti  da parte dei loro quattro zampe che che possono generare fastidi. Scopriamoli assieme alle loro caratteristiche:
Superfici delicate, quali tappezzeria o parquet, devono essere pulite in maniera profonda ma, al tempo stesso, nel pieno rispetto delle fibre e dei materiali. Detergenti specifici, appositamente formulati per ambienti in cui vivono gli animali domestici, promettono non solo di uccidere germi e batteri ma di essere, al tempo stesso, delicati anche sui tessuti.
A differenziare comuni detergenti per la casa con quelli proposti dai Pet Shop, sono anche le fragranze dalle quali sono composti. Queste, infatti, vengono scelte con attenzione considerando non solo la nota che si vuole donare all’ambiente domestico, ma valutando anche il fine fiuto dei quattro zampe. Ci sono, infatti, estratti naturali che sono sgraditi alle narici di cani e gatti fungendo, dunque, da efficace barriera naturale contro marcature inappropriate.
Essenze, queste ultime, di cui si avvalgono – non a caso – i disabituanti, prodotti ricchi di sostanze sgradite a cani e gatti che possono essere spruzzati su superfici prese di mira da questi ultimi. Grazie all’aroma che sprigionano, questi prodotti tengono alla larga i nostri animali domestici scongiurando fastidiose marcature sia attraverso la pipì che mediante graffiature.
Cani e gatti dormono su divani, tappeti e cuscini lasciando un forte odore? È possibile eliminare in profondità lo sporco, nel pieno rispetto delle fibre dei tessuti, grazie a prodotti specifici dalla forte azione igienizzante. Generalmente sotto forma di spray, questi detergenti permettono di penetrare in profondità e sconfiggere cattivi odori da oggetti non sempre lavabili con facilità come divani e tappeti. In questo caso, le note profumate rilasciate donano un tocco di freschezza alla casa senza infastidire il sensibile olfatto dei quattro zampe.
 
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Crescere con animali domestici in casa protegge i bambini dalle allergie

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Più animali si ha durante l’infanzia, minore è il rischio di sviluppare allergie. A confermare una correlazione ipotizzata da tempo, è uno studio dell’Università svedese di Göteborg pubblicato dalla rivista Plos One. Che i quattro zampe avessero effetti diretti sulla salute delle persone, lo si era già dimostrato con l’affermarsi della pet therapy che, forte dell’influenza benefica esercitata dall’interazione uomo-animale, si è lentamente imposta accanto a terapie tradizionali.
Ora, però, i ricercatori hanno verificato un legame diretto tra il possesso di quattro zampe e una maggiore immunità all’insorgenza di riniti allergiche, asma e dermatiti. A dimostralo sono i dati di due ricerche. La prima, che ha esaminato 1029 bambini tra gli 8 e i 9 anni, ha permesso di mettere in luce che se l’incidenza di allergie tra i piccoli, cresciuti nel primo anno di vita senza avere contatti con animali domestici, è del 49%, tale percentuale scende al 43% tra i coetanei che hanno vissuto con un animale in casa per toccare quota 24% per chi, invece, ha vissuto con tre animali. Due soggetti del campione, infine, hanno vissuto con 5 animali i primi 12 mesi di vita e nessuno ha sviluppato allergie.
In una ulteriore indagine, inoltre, sono stati monitorati dalla nascita 249 piccoli. Tra gli 8-9 anni d’età, il tasso di allergie riscontrato era del 48% per bambini non esposti a presenza di animali domestici nel primo anno di vita, del 35% per i bimbi che hanno vissuto con un animale, del 21% tra piccoli che hanno vissuto con due o più animali.
Per gli studiosi i risultati parlano chiaro: maggiore è il numero di animali domestici presenti in famiglia durante i primi 12 mesi di vita, minore sarà il rischio di sviluppare un’allergia. Anche se i meccanismi alla base di questa immunità non sono stati ancora spiegati scientificamente, secondo gli studiosi tale protezione offerta dagli animali potrebbe essere legata alla cosiddetta “ipotesi igienica” secondo la quale, crescere in contesti asettici ed estremamente puliti non espone il sistema immunitario ad una presenza microbica che normalmente contraddistingue l’ambiente. Tale sterilità ambientale, può quindi facilitare uno squilibrio del sistema immunitario verso quelle sostanze responsabili della reazione allergica.
Bando, dunque, a case sterili e soprattutto al timore che gli animali possano essere pericolosi serbatoi di microbi. Crescere con cani, gatti & co. permette ai bimbi di essere non solo adulti migliori ma anche più forti.
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Calmanti per cani e gatti, i rimedi naturali contro la paura dei botti

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Il 2018 ha giorni contati e come sempre accade, il nuovo anno sarà salutato con l’esplosione di fuochi d’artificio. Un’abitudine consolidata nonostante sia responsabile di mietere vittime tra gli animali e non di rado, anche tra le persone. Cani, gatti ma anche animali selvatici, in primis volatili, che vengono letteralmente spaventati a morte dai fortissimi boati. Se l’unico modo per proteggere questi ultimi è, purtroppo, l’astensione, per gli animali domestici esistono diversi alleati. Si tratta, spesso, di calmanti per cani e gatti composti da piante e derivati dai noti effetti rilassanti. Due raccomandazioni preliminari sono d’obbligo: dal momento che si tratta di prodotti naturali, molti rimedi non hanno effetto immediato ma piuttosto nel medio periodo, dunque devono spesso essere utilizzati almeno un paio di settimane prima. Pur non contenendo sostanze chimiche, è sempre indispensabile chiedere consiglio al proprio veterinario di fiducia.
Ecco una piccola guida per conoscere le caratteristiche di 7 calmanti per cani e gatti naturali e scegliere quello più indicato al proprio fedele quadrupede:
Così come promette il nome, Calming è l’antistress per cani e gatti proposto da Petformance. Sotto forma di appetibili gelatine gommose, hanno l’enorme vantaggio di favorire immediatamente un effetto rilassante. Efficace in meno di 30 minuti, con una media che si aggira attorno ai 15/20 minuti a soggetto, questo prodotto si avvale di estratti secchi di valeriana, passiflora, griffonia ed escolzia che si sciolgono direttamente nello stomaco dell’animale, favorendo un assorbimento veloce. Si tratta di estratti botanici – noti per le proprietà rilassanti – privi di controindicazioni tipiche delle molecole chimiche, la cui durata dell’effetto dipende da diversi fattori come, ad esempio, sistema metabolico, enzimatico, età, peso, massa grassa, razza. Tenendo conto delle caratteristiche soggettive, in linea generale si può dire che la durata dell’effetto oscilla da un minimo di 2/3 ore ad un massimo di 6/8 ore.
Passiflora e valeriana contraddistinguono anche l’integratore erboristico per cani Biosedan di GreenVet. Si tratta di un integratore per cani utile per stimolare le naturali funzioni fisiologiche dell’organismo contro stati di agitazione, ansia, nervosismo. Biosedan non si limita solo a supportare il benessere dell’animale ma promuove anche il sostegno delle naturali difese dello stesso. Grazie all’effetto calmante che agisce sul sistema nervoso l’integratore Biosedan rilassa il cane senza farlo addormentare.
Erbe quali melissa, valeriana, zenzero e triptofano sono, invece, alla base di Equilibria vet di Orme naturali. Anche in questo caso, si tratta di un alimento complementare per cani e gatti indicato in tutti i casi di stress. Sotto forma di sospensione orale oppure di compresse, aiuta a ritrovare calma e serenità grazie all’azione rilassante delle sostanze naturali sopraelencate. È, dunque, una risposta naturale in caso di disagio vissuto dai nostri amici a quattro zampe.
Altrettanto naturale seppur composto da principi attivi completamente differenti, è Zylkene, mangime complementare naturale per cani e gatti che sfrutta le proprietà rilassanti del latte per ridurre stati d’ansia o stress. Un effetto, questo, favorito dall’ alfa-casozepina, molecola derivata dalle proteine del latte che pur favorendo benessere e rilassamento, non ha nessun impatto sullo stato di veglia. Per aver risultati apprezzabili, è necessario iniziare la somministrazione già qualche giorno prima della situazione di disagio.
Deriva, invece, dal tè verde il principio attivo di cui si avvale il calmante per cani e gatti Virbac Anxitane. L-Theanina è, infatti, un amminoacido in grado di ridurre lo stress mentale e fisico senza provocare sonnolenza né altri inconvenienti. Si tratta di una sostanza naturale in grado di influenzare l’attività di diversi neurotrasmettitori centrali. Secondo alcuni studi veterinari, sono necessari almeno 2 – 4 settimane di somministrazione del nutraceutico per avere apprezzabili effetti dunque è necessario premunirsi per tempo.
Altro alleato in caso di paura e stress, è infine Adaptil. Disponibile in compresse, collare, spray o sotto forma di diffusore per l’ambiente, si avvale di un feromone appagante del cane simile a quello rilasciato dalle ghiandole sebacee della mamma durante l’allattamento. Tali feromoni, infatti, hanno la funzione di calmare e rassicurare la cucciolata. Affinché l’effetto desiderabile, è necessario ricorrere ad Adaptil 15 giorni prima dell’evento potenzialmente stressante.
Anche se non è un integratore, rientra a pieno titolo tra i rimedi per aiutare Fido e Micio a superare stress e paura. Parliamo della Tundershirt, pettorina per cani anti ansia capace di esercitare una leggera e costamte pressione sul torso del cane, esercita un effetto calmante per la maggior parte dei cani.
 
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Freddie Mercury: Delilah e tutti i suoi gatti

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Quanti di voi hanno scoperto solo vendendo il film sui Queen Bohemian Rhapsody che Freddie Mercury era un grande amante dei gatti?
Io, lo ammetto, l’ho scoperto proprio così, come tante altre cose ho scoperto guardando il film, dato che ho sempre ascoltato le bellissime canzoni dei Queen conoscendo superficialmente Freddie Mercury e la sua storia, senza andare più a fondo.

Per questo sono rimasta piacevolmente colpita nello scoprire che anche questo grande artista aveva un amore molto grande per i gatti, e ne possedeva tanti in casa, come molti altri artisti. Che ci sia una connessione speciale tra le persone creative, stravaganti, particolari, ed i gatti? Io credo proprio di sì. Sicuramente chi ama i gatti è una persona speciale

Freddie Mercury con il suo gatto Tiffany
Freddie Mercury e Delilah
I gatti di Freddie Mercury sono stati tanti, fino a 10,  e lui li amava tutti ad uno ad uno: erano  Delilah, Goliath, Romeo, Lily, Oscar,  Tom, Jerry, Tiffany e Miko.
E proprio alla micia Delidah, gatta soriana di Freddie Mercury, lui dedicò la canzone omonima, che si trova nell’album “Innuendo“:

Il testo è veramente bellissimo, una vera e propria canzone d’amore scritta da Freddie Mercury per Delilah, eccone qui il testo e la traduzione:
Testo Delilah – Queen

“Delilah, Delilah, oh my, oh my, oh my – you’re irresistible – ooh ooh oohYou make me smile when I’m just about to cryYou bring me hope, you make me laugh – and I like itYou get away with murder, so innocentBut when you throw a moody you’re all claws and you biteThat’s alright!Delilah, Delilah, oh my, oh my, oh my – you’re unpredictable – ooh ooh ooh oohYou make me so very happyWhen you cuddle up and go to sleep beside meAnd then you make me slightly madWhen you pee all over my Chippendale suiteOoh ooh DelilahOoh ooh DelilahOh oh oh oh oh oh ohYou take over my house and homeYou even try to answer my telephoneDelilah, you’re the apple of my eyesMeow, meow, meow,Delilah – I love you, Delilah ohOoh you make me so very happy – you give me kissesAnd I go out of my mind – ooh oohMeow, meow, meow, meow,You’re irresistible – I love you DelilahDelilah – I love you, ha haYou make me very happy – oooh oh yeahI love your kissesI love your kissesI love your kissesI love your kissesI love your your your kissesI love your kisses”

Traduzione Delilah – Queen
“Delilah, Delilah, oh amore mio, sei irresistibileMi fai sorridere quando sto per piangereMi dai speranza, mi fai ridere e questo mi piaceLa faresti franca anche per un omicidio, sei così innocenteMa quando sei incavolata sei tutta artigli e morsiVa bene!

Delilah, Delilah, oh amore mio, sei imprevedibile
Mi rendi così feliceQuando ti raggomitoli per dormire al mio fiancoE poi mi fai un po’ ammattirequando fai pipì sui miei mobili Chippendale*
Ooh ooh Delilah Ooh ooh Delilah Oh oh oh oh oh oh oh Sei tu a comandare in casa Cerchi persino di rispondere al telefonoDelilah, sei la pupilla dei miei occhiMiao, miao, miaoDelilah, ti amoOh, mi rendi felice, mi bacie io vado fuori di testa, oh Miao, miao, miao, miaoSei irresistibile – ti amo DelilahDelilah – ti amoMi rendi molto feliceAdoro i tuoi baciAdoro i tuoi baciAdoro i tuoi baciAdoro i tuoi baciAdoro i tuoi tuoi tuoi baciAdoro i tuoi baci”
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Molti credettero che fosse una canzone d’amore scritta per una donna, mentre Freddie Mercury la scrisse proprio per la sua gatta.
Ma Freddie Mercury amava tutti i suoi gatti, quando telefonava a casa, alla sua ex fidanzata Mary Austin, se li faceva passare al telefono uno ad uno, se li faceva salutare e voleva sentire le loro fusa tramite la cornetta, come narra Peter Freestone, autore del libro delle memorie di Freddie Mercury “Mister Mercury”.
Delilah e gli altri suoi gatti gli rimasero accanto fino alla morte, come testimoniano molti scatti che si trovano in rete, pare addirittura che Delilah, che ora vive proprio con Mary Austin, si arrampichi ancora fuori dalla vecchia casa di Freddie Mercury, nella speranza che sia tornato a casa.

 

Freddie Mercury fece un altro omaggio ai suoi gatti dedicando il suo primo album “Mr Bad Guy”, proprio loro, con questa dedica: “al mio gatto Jerry – ma anche a Tom, Oscar e Tiffany e a tutti gli amanti dei gatti in giro per il mondo – al diavolo gli altri”
Questo è addirittura un video, girato dallo stesso Freddie Mercury, della sua micina Delilah, mentre lui la vezzeggia e lei gli fa le moine, veramente commovente:

Un gattaro come tutti noi, insomma, che si diverte a immortalare i suoi mici con foto e video

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Biscotti per gatti fai da te: la ricetta al fegato

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Ed eccoci con un’altra fantastica e gustosissima ricetta per i nostri gatti: i biscotti per gatti fai da te al fegato, per soddisfare i palati dei nostri esigentissimi e delicati mici, sempre con i consigli di Sonia, Cheffa Dog!.
Abbiamo visto in passato la ricetta dei biscotti al manzo ed anche una versione dei biscotti per gatti dai fai da te al tonno, ed oggi passiamo ad un altra importante fonte di proteine: il fegato di pollo.
Questo biscotti al fegato di pollo possono essere dati come sanissimo e nutriente snack, nella dose di 1 biscotto la giorno, per integrare la Vitamnia A, e sempre tenendo presente i consigli del tuo veterinario nutrizionista di fiducia (non ne hai uno? Ma c’è il dott. Valerio Guiggi!)
Ma veniamo alla preparazione di questi biscotti per gatti fai da te, facilissimi, ci riesco pure io che sono negata in cucina e con l’aiuto di Lady ed Oscar come assaggiatori, sono sicura che piaceranno anche ai vostri gatti.

Ingredienti dei biscotti fai da te per gatti al fegato
300 gr farina ai cereali o integrale
100 gr fegato di pollo
1 uovo
50 gr zucca
1 cucchiaio olio di semi

La preparazione
Preriscalda il forno a 180° per prepararlo alla temperatura giusta quando infornerai i biscotti.
Prendi un tegame antiaderente, e mettici il gatto….ehm no scusate! E’ perché sono vicentina scherzo ovviamente, a Vicenza non li mangiamo i gatti (l’ho spiegato in questo articolo). Dicevamo, prendi un tegame antiaderente e ponici il fegato di pollo con mezzo bicchiere d’acqua.
Una volta cotto il fegato, frullalo bene fino a che non diventa un paté come consistenza.
Frulla la zucca cruda e mettila da parte
Metti la farina su un piano di lavoro, a fontana, ed al centro poni tutti gli ingredienti, inglobandoli poi in un unico impasto con la farina, in modo che diventi una specie di pasta frolla
Prendi il mattarello e dallo in testa a tuo marito…ops scusate scherzavo anche qui stendi l’impasto con il mattarello fino ad arrivare ad uno spessore di mezzo centimetro.
A questo punto puoi usare la formina che preferisci per ritagliare i biscotti, nel nostro caso Cheffa Dog ha usato una bellissima formina a forma di gatti, stupenda!
Inforna i tuoi biscotti e lasciali in forno per circa 15-20 minuti.

Con le dosi proposte risulteranno circa 2 teglie di biscottini.
Non ti resta che far assaggiare i biscotti fai da te al fegato ai tuoi gatti, e vedere la reazione! Scrivimi nei commenti se i tuoi mici hanno gradito