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Libri, Film e Canzoni sui gatti

In questa sezione di gattoblog, ci dedicheremo ai libri ed i film sui gatti.
Ormai internet impazzisce per i nostri amici a quattro zampe, amati anche dagli scrittori di tutti i tempi, anche da un grande scrittore come Charles Bukowski, che scriveva: “Se ti senti giù, basta guardare i gatti e ti sentirai meglio, perché loro sanno che tutto è semplicemente com’è. Non vale la pena scaldarsi. Loro lo sanno e basta. Sono i salvatori. Più gatti hai, più a lungo vivrai. Se hai cento gatti, vivi dieci volte di più che se ne hai dieci. Prima o poi questa cosa verrà scoperta e la gente avrà migliaia di gatti e vivrà per sempre…”

Qual’è il tuo libro o film preferito?

Libri, Film e Canzoni sui gatti

Gatto Puzzolone: Canzone Zecchino D’Oro

posted by Antonio 0 comments

Il Gatto Puzzolone: Canzone dello Zecchino D’Oro

Il Gatto Puzzolone ha influenzato tantissimi bambini sulla cura e l’ igiene, fa parte delle tantissime canzoni sui gatti offerte dallo zecchino d’oro in questi ultimi cinquant’anni, il canto e la musica svolgono un ruolo importante nella nostra cultura.

Tra le canzoni che più influenzano la cultura italiana della musica per bambini c’è di certo lo zecchino d’oro, con le sue canzoni fantastiche cantate da bambini dolcissimi, una di queste è il gatto puzzolone.

Gatto puzzolone: video originale

Ecco il video del brano de “I Cartoni dello Zecchino d’Oro – Volume 4
“Attenzione a quel cortile! Se decidete di attraversarlo, tappatevi il nasino: potreste incontrare il gatto Puzzolone…”
47° Zecchino d’Oro 16 dicembre 2004 | Testo: Padovano | Musica: Nidi – Minellon”

Il gatto puzzolone: testo

Coro:
Miao, miao, miao, miao, miao,
Miao, miao, miao, miao, miao.

Solista:
In fondo al mio cortile, c’è un tipo peperino
Lo chiaman Puzzolone ma era un bel gattino
Ha i baffi da tigrotto, lo sguardo malandrino
Ha i denti così gialli che sembra un canarino!

Coro:
Sembra un canarino!

Solista:
È un gatto prepotente e per quell’odorino,
I gatti del cortile si tappano il nasino.
È un gatto così nero che sembra Calimero,
Neanche San Tommaso ci metterebbe il naso.

Coro:
Il gatto Puzzolone è allergico al sapone,
Non ha più un pelo bianco
Perché non fa mai lo shampoo.

Solista:
Mi sembra appena uscito da un tornado

Coro:
Uhh!!!
Se gli fai la doccia, ti fa il brodo senza dado… Bleah!!!
Il gatto Puzzolone è allergico al sapone,
Non ha più un pelo bianco
Perché non fa mai lo shampoo,
Si ostina a non lavarsi

Coro:
No!!!

E ne conosco tanti Si!!!
Che vogliono imitarlo, bambini ma anche grandi!

Coro:
Il gatto Puzzolone è allergico al sapone,
Non ha più un pelo bianco
Perché non fa mai lo shampoo.
Si ostina a non lavarsi e ne conosco tanti
Che vogliono imitarlo, bambini ma anche grandi!

Coro destra:
Il gatto gatto…CORO SX: Miao!
Il gatto gatto…Miao!

Solista:
Il gatto Puzzolone è proprio fetentone!

Coro destra:
Il gatto gatto…CORO SX: Miao!
Il gatto gatto… Miao!

Solista:
Gatto sei simpatico ma fatti un po’ più in là!

Coro:
Miao, miao, miao, miao, miao,
Miao, miao, miao, miao, miao.

Solista:
Ha i piedi così neri, che sembrano stivali
E quando lui arriva se ne vanno anche i maiali!
È un gatto così nero che sembra Calimero
Ed anche un marziano starebbe un po’ lontano!

Coro:
Il gatto Puzzolone è allergico al sapone
Non ha più un pelo bianco
Perché non fa mai lo shampoo.

Solista:
Mi sembra appena uscito da un tornado

Coro:
Uhhh!!!

Se gli fai la doccia ti fa il brodo senza dado…Bleah!!!
Il gatto Puzzolone è allergico al sapone,
Non ha più un pelo bianco
Perché non fa mai lo shampoo,
Si ostina a non lavarsi

Coro:
No!!!

E ne conosco tantiSi!!!
Che vogliono imitarlo, bambini ma anche grandi!

Coro:
Il gatto Puzzolone è allergico al sapone
Non ha più un pelo bianco
Perché non fa mai lo shampoo
Si ostina a non lavarsi e ne conosco tanti
Che vogliono imitarlo, bambini ma anche grandi!

Coro:
Miao, miao! Miao, miao!

Solista:
Il gatto Puzzolone è proprio fetentone!

Coro:
Miao, miao! Miao, miao!

Solista:
Gatto sei simpatico ma fatti un po’ più in là!

Coro:
Gatto sei simpatico ma fatti un po’ più in là!!!

Il gatto puzzolone: scarica qui il testo della canzone

Clicca qui e scarica il testo da stampare o salvare sul tuo PC   IL GATTO PUZZOLONE:TESTO

 

Gatto puzzolone: youtube

Questo bellissimo video animato della canzone “gatto puzzolone” ha conquistato il pubblico di youtube, vanta più di 29 milioni di visualizzazioni, che dire… i bimbi amano proprio tanto questa bellissima canzone.

 

Curiosità

Troverai la musica presente in molti aspetti della nostra vita: teatro, televisione, cinema, culto, feste, celebrazioni e cerimonie governative e militari. A casa, la musica può diventare parte della nostra cultura familiare – una parte naturale delle nostre esperienze quotidiane.

Fin dalla nascita, i genitori usano istintivamente la musica per calmare e lenire i bambini, per esprimere il loro amore e la loro gioia, e per impegnarsi e interagire. I genitori possono basarsi su questi istinti naturali imparando come la musica può avere un impatto sullo sviluppo del bambino, migliorare le abilità sociali e aiutare i bambini di tutte le età.

I bambini di tutte le età si esprimono attraverso la musica.

musica e bambini

La riproduzione della musica ai bambini dimostra che, anche in tenera età, i bambini oscillano, rimbalzano o muovono le loro mani in risposta alla musica che ascoltano. Molti bambini in età prescolare inventano canzoni e, senza autocoscienza, cantano a se stessi mentre giocano.

I bambini nella scuola elementare imparano a cantare insieme come gruppo e possibilmente imparano a suonare uno strumento musicale. I bambini più grandi ballano la musica delle loro band preferite e usano la musica per formare amicizie e condividere sentimenti. Prova queste attività e giochi con i tuoi bambini per provare il piacere e l’apprendimento che la musica porta.

Neonati e musica. I bambini riconoscono la melodia di una canzone molto prima che capiscano le parole. Spesso cercano di imitare i suoni e iniziano a muoversi verso la musica non appena sono fisicamente in grado.

Tranquillo, la musica di sottofondo può essere rilassante per i bambini, specialmente durante il sonno. La musica di sottofondo ad alto volume può stimolare eccessivamente un bambino aumentando il livello di rumore della stanza. Canta canzoni semplici e brevi per bambini con una voce alta e morbida.

Prova a fare una o due righe su come lavarsi, vestirsi o mangiare per cantare mentre pratichi queste attività. Trova le attività di apprendimento musicale per i bambini.

Ciao a tutti e alla prossima canzone!

Libri, Film e Canzoni sui gatti

Il gatto con gli stivali – La Fiaba Classica per Bambini

posted by Mary 1 Comment

Fiaba il gatto con gli stivali

C’era una volta un povero mugnaio che aveva tre figli. Gli anni passarono e il mugnaio morì,lasciando solo il suo mulino,
il suo asino e un gatto.
Il figlio maggiore prese il mulino, il figlio secondogenito andò a cavallo dell’asino e il figlio più piccolo ereditò il gatto.

“Oh, bene,” disse il figlio più giovane, “mangerò questo gatto e gli toglierò alcuni guanti dalla sua pelliccia.
Allora non avrò più nulla al mondo e morirò di fame “.

Il gatto ascoltava il suo padrone lamentarsi così, ma fingeva di non aver sentito nulla. Invece, ha fatto una faccia seria e ha detto:
“Non sembrare così triste, maestro. Dammi solo una borsa e un paio di stivali,
e ti mostrerò che non hai ricevuto una tale scarsa eredità in me. ”

Il maestro del gatto lo aveva spesso visto giocare un gran numero di astuzie per catturare ratti e topi,
come quando era solito appendersi ai talloni, nascondersi nel grano e fingere di essere morto.

Pensandoci sopra, pensò che non era impossibile che il gatto potesse aiutarlo dopotutto,
così diede al gatto la sua borsa e passò gli ultimi centesimi a ordinare un bel paio di stivali per il gatto.

Il gatto sembrava molto galante negli stivali, e mettendo la borsa intorno al collo,
ne teneva le corde nelle due zampe anteriori e giaceva accanto a un labirinto di conigli, che ospitava un gran numero di conigli.

Infilò crusca e mais nella sua borsa e, stiracchiandosi come se fosse morto, attese che alcuni giovani coniglietti,
non ancora a conoscenza degli inganni del mondo, venissero a frugare nella sua borsa per la crusca e il grano.

Il gatto con gli stivaliNon molto tempo dopo essersi sdraiato, aveva ciò che voleva.
Un giovane coniglio avventato e sciocco saltò nella sua borsa, e Monsieur Puss immediatamente tirò vicino le corde e lo catturò.

Fiero della sua preda, andò con lui a palazzo e chiese di parlare con sua maestà. Fu mostrato di sopra nell’appartamento del re,
e facendo un inchino basso, gli disse: “Ti ho portato, signore, un coniglio del labirinto, che il mio nobile signore,
il marchese di Carabas (perché quello era il titolo che fa il micio fu lieto di dare il suo padrone)
mi ha comandato di presentare a Vostra Maestà da lui “.

“Dì al tuo padrone”, disse il re, “che lo ringrazio e che mi fa molto piacere.”

Un’altra volta andò a nascondersi in un campo di grano, tenendosi la borsa aperta,
e quando una coppia di pernici vi si imbatté,
tirò le corde e così catturò entrambi.

Andò a fare un regalo di questi al re, come aveva fatto prima del coniglio.
Il re, allo stesso modo,
ricevette le pernici con grande piacere e gli ordinò dei soldi per bere.

In questo modo, il gatto continuò per due o tre mesi a portare regali al re,
dicendo sempre che erano del suo padrone, il marchese di Carabas.
Un giorno in particolare, sentì al palazzo che il re stava progettando di guidare nella sua carrozza lungo la riva del fiume,
portando con sé sua figlia, la principessa più bella del mondo.

Il gatto con gli stivali disse al suo maestro: “Se seguirai il mio consiglio,
la tua fortuna è fatta. Non hai nient’altro da fare se non andare a lavarti nel fiume,
nel posto che ti mostrerò e lasciare a me il resto. ”

Il figlio del mugnaio ha fatto ciò che il gatto gli ha consigliato, senza sapere perché o perché.
Mentre stava lavando, il re passò e il gatto cominciò a gridare:
“Aiuto! Aiuto! Mio signore, marchese di Carabas, sta per essere annegato! ”

A questo rumore il re mise la testa fuori dal finestrino della carrozza,
e trovando che fosse il gatto che gli aveva così spesso portato una partita così buona,
ordinò alle sue guardie di correre immediatamente in aiuto di Sua Signoria,
il marchese di Carabas.

Mentre stavano tirando fuori dal fiume il povero marchese, il gatto si avvicinò alla carrozza e disse al re che mentre il suo padrone stava lavando,
venne da alcuni ladri, che se ne andarono con i suoi vestiti,
sebbene avesse gridato: ” Ladri! Ladri! “Più volte, più forte che poteva.

Questo gatto astuto aveva nascosto gli abiti sotto una grande pietra.
Il re ordinò immediatamente agli ufficiali del suo guardaroba di correre e prendere uno dei suoi migliori abiti per il Lord Marchese di Carabas.

Il re fu molto contento di incontrare il marchese di Carabas, e gli ottimi vestiti che gli aveva dato gli stavano benissimo,
anche se povero, era un tipo bello e ben fatto.

La figlia del re aveva una inclinazione segreta per lui,
e il marchese di Carabas non aveva appena lanciato due o tre sguardi rispettosi e un po ‘teneri,
ma si innamorò di lui per distrarsi. Il re lo invitò a sedersi in carrozza e a cavalcare insieme a loro,
con i bagnini in uniforme scintillante trottando lungo il fianco.

Il gatto, felicissimo di vedere il suo progetto iniziare a succedere, marciare prima,
e incontrare alcuni contadini che falciavano un prato, disse loro: “Brava gente, tu che stai falciando,
se non lo dici al re che il prato che fai falciare appartiene al mio Lord Marchese di Carabas,
quei soldati ti faranno a pezzi come erbe per la pentola. ”

Il re non mancò di chiedere le falciatrici a cui apparteneva il prato che stavano falciando.

“Al mio signore marchese di Carabas,” risposero del tutto, poiché le minacce del gatto li avevano spaventati terribilmente.

“Vedi, signore,” disse il marchese, “questo è un prato che non manca mai di produrre un raccolto abbondante ogni anno.”

Il gatto maestro, che andava ancora avanti prima, incontrò alcuni mietitori e disse loro:
“Buona gente, voi che state mietendo, se non dite al re che tutto questo grano appartiene al Marchese di Carabas, voi sarete tritato come erbe per la pentola. ”

Il re, che passò di lì a un minuto, desiderava sapere a chi apparteneva quel granello, che poi vedeva.

“Al mio signore marchese di Carabas”, rispose il mietitore, e il re ne fu molto contento, così come il marchese, che si congratulò con lui.

Allora il re disse: “Andiamo ora al tuo castello”.

Il figlio del mugnaio, non sapendo cosa rispondere, guardò il gatto che disse:
“Se Vostra Maestà non farà altro che aspettare un’ora, andrò avanti prima e ordinerò che il castello sia pronto per voi”.

Con ciò, balzò via e andò al castello di un grande orco e chiese di vederlo,
dicendo che non poteva passare così vicino alla sua casa senza avere l’onore di rendergli omaggio.

L’orco lo accolse civilmente come poteva fare un orco e lo fece accomodare.

“Mi è stato assicurato”, disse il gatto, “che tu hai il dono di poterti trasformare in ogni sorta di creature come desideri;
puoi, ad esempio, trasformarti in un leone, o elefante, e simili. ”

“È vero,” rispose l’orco molto vivacemente, “e per convincerti, mi vedrai diventare un leone.”

Il gatto era così terrorizzato alla vista di un leone così vicino che si arrampicò subito sulle tende,
non senza difficoltà, perché gli stivali non gli servivano per arrampicarsi.
Poco dopo, quando Puss vide che l’orco aveva ripreso la sua forma naturale,
scese e ammise di essere stato molto spaventato.

“Tuttavia,” disse il gatto, “temo che non sarai in grado di salvarti nemmeno sotto forma di leone,
perché il re sta arrivando con il suo esercito e significa distruggerti.”

L’orco guardò fuori dalla finestra e vide il re che aspettava fuori con i suoi soldati, e disse:
“Cosa dovrei fare? Come posso salvare me stesso? ”

Gatto rispose: “Se puoi anche trasformarti in qualcosa di molto piccolo, allora puoi nasconderlo.”

In un attimo, l’orco si trasformò in un topo e cominciò a correre per terra. Puss non appena lo vide,
ma cadde su di lui e lo mangiò.

Puss, che sentì il rumore della carrozza di Sua Maestà che sfrecciava sul ponte levatoio,
corse fuori e disse al re: “Vostra Maestà è la benvenuta in questo castello del mio signore marchese di Carabas”.

“Che cosa! Mio signore marchese, “gridò il re. “Questo castello appartiene anche a te?
Non ci può essere nulla di più bello di questo tribunale e di tutti gli edifici maestosi che lo circondano.
Entriamo in esso, per favore. ”

Il marchese diede la mano alla principessa e seguì il re, che andò per primo. Passarono in una spaziosa sala,
dove trovarono un magnifico colpo di rum, che l’orco aveva preparato per i suoi amici,
che erano proprio quel giorno per visitarlo. Gli amici, tuttavia, non osavano entrare,
sapendo che il re era lì.

Sua Maestà era perfettamente affascinato dalle buone qualità del mio signore marchese di Carabas,
come sua figlia, che era caduta violentemente innamorata di lui, e vedendo la vasta proprietà che possedeva,
gli disse, dopo aver bevuto cinque o sei bicchieri: “Se non lo fai, mio ​​Lord Marchese, diventa mio genero, sarà di tua scelta.”

Il Marchese, facendo parecchi inchini, accettò l’onore che Sua Maestà gli aveva conferito,
e immediatamente, lo stesso giorno, sposò la principessa.

Il gatto divenne un grande signore e non si mise più a correre dietro ai topi,
tranne che per il piacere.

La storia del Gatto con gli stivali

La storia popolare che conosciamo oggi come “Il gatto con gli stivali”,
nacque come favola scritta da Giovanni Straparola (1480-1557), nelle “Piacevoli notti”.

La favola racconta la triste situazione di un povero mugnaio che aveva tre figli, e solo  ha solo tre possessi di valore,
infatti al primo lascio un mulino, al secondo un asino, e al terzo lascio il suo gatto.

Sapendo che presto morirà,  consegna i suoi averi ai suoi figli.

Ma la storia continua con il gatto, poiché il giovane era molto triste non sapendo che farsene del gatto essendo molto povero,
il gatto gli parlo e gli disse, “non preoccuparti fidati di me procurami un cappello,
un paio di stivali e un sacco e io ti prometto che farò di te un uomo ricco.

Il giovane che nulla aveva da perdere, si procuro il necessario e fu cosi,
che il gatto una volta indossati stivali e cappello, andò nel bosco,
catturò della selvaggina e la porto al re, donandola a lui da parte del suo padrone che chiamo marchese di Carabas.

Il gatto continuò questo rituale di offrire al re della selvaggina da parte del suo padrone,
fino a quando un giorno udi di una passeggiata del re con la figlia,
e cosi concordo un piano con il suo padrone.

Chiese al suo padrone a di recarsi in un fiume vicino, spogliarsi e entrare in acqua.
Costantino fa come chiede il gatto. Quando fu nel fiume,
il gatto inizio ad urlare che il suo padrone era stato derubato.

Il gatto furbo sapeva che il re sarebbe passato vicino e avrebbe sentito le grida di aiuto.
Il re venne in soccorso e invitò Costantino nel suo palazzo.

Pensando che Costantino fosse ricco, decise che sua figlia, Elisetta,
avrebbe potuto sposarlo. Dopo essersi sposati, Costantino si preoccupò di non avere una casa ne ricchezze da donare a questa fanciulla ma il gatto fece un altro piano.

Il gatto con gli stivali sapeva che li vicino viveva un orco, che sapeva tramutare il suo corpo in quello di qualsiasi altro animale,
il gatto lo convinse a trasformarsi una volta, e poi ancora ,
ed ancora fin quando lo convinse a trasformarsi in un topo e fu cosi che lo mangiò.

Dopo aver ucciso l’orco dono tutte le sue ricchezze al suo padrone che potette cosi vivere felice e contento.

Nel Racconto di storie di Giambasttista Basile (Pentamerone), ci si presenta un’altra versione della stessa storia,
avvengono alcuni semplici cambiamenti .  Il padre diventa la madre,
il nome del personaggio principale cambia in quello di Cagliuso;
e il gatto viene chiamato “gatto fatato”, poiche si narra di una fata che con un incantesimo aiuto il giovane uomo.
La storia segue essenzialmente la stessa trama della versione di Straparola, ma varia in piccoli dettagli.

La storia che conosciamo oggi, è generalmente uguale alle altre versioni, ma non offre la stessa morale.
Offre invece una lezione che sembra incentrata sui benefici della menzogna e dell’essere ricchi.

il gatto con gli stivali film

Il gatto con gli stivali dal 2011 e anche un famosissimo film di animazione diretto da Chris Miller.
La figura del gatto con gli stivali è quella di un abilissimo fuorilegge che ruba per vivere ,
abile spadaccino costretto a vivere da latitante, dopo essere stato abbandonato da piccolo in un orfanotrofio.
Nonostante il suo aspetto da duro il suo buon cuore regala al suo personaggio uno sfondo eroico.

Il film è uno spin-off della saga di “Shrek” e vede come solo protagonista il gatto con gli stivali.
Inoltre il film non presenta nessuna connessione con l’omonima fiaba,
ma presenta stranamente un riferimento alla fiaba di Giacomino il fagiolino magico.

Nel 2015 inoltre è stata prodotta una serie animata del titolo “Le avventure del gatto con gli stivali”.

REAL E ZIA SERGUNTA foto2
Libri, Film e Canzoni sui gatti

RECENSIONE “REAL E ZIA SERGUNTA” DI ILARIA GOFFO

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Nella storia “Real e zia Sergunta” scritta da Ilaria Goffo ed edita da Youcanprint nel 2016, il protagonista è un gatto nero pigro e coccolone che difficilmente si allontanerebbe dalla sua padroncina Zia Sergunta.

Una storia divertente per bambini e non solo che rovescia gli schemi tradizionali del gatto che rincorre il topo e del topo che fugge da un gatto affamato come nel conosciutissimo cartone animato di Tom e Jerry.

Nella storia il gatto Real protagonista è sicuramente un gatto che ama dormire e che è molto affezionato al suo tappeto, ma ad un certo punto diventa estremamente infastidito dai rumori e dalla polvere di una casa che Zia Sergunta ama tenere in ordine. Proprio perché infastidito Real si sposta fuori su un muretto assolato che diventa il luogo dove si svolge qualcosa di insolito: l’incontro con topo piuttosto dispettoso che sembra non avere alcuna paura del nostro amico Real.

C ‘è la necessità dell’autrice di rovesciare gli schemi tradizionali, di rompere gli stereotipi delle storie e della quotidianità, forse per creare nel lettore bambino/adulto quel senso di libertà nell’immaginare l’inimmaginabile e di divertire portando a pensare ciò a cui non si è per nulla abituati.

Il colpo di scena finale, che qui non sveliamo, spiega il rovesciamento di ruoli della storia. Tipico delle storie comiche e divertenti, il capovolgimento delle caratteristiche dei personaggi fa sorridere e diverte il lettore. Nel racconto incontriamo, infatti, un gatto che appare pauroso o infastidito da un topo che si prende gioco di lui senza per nulla temere di essere mangiato.

Il finale, d’altro canto, riporta il lettore a rilassarsi, a fare quasi un respiro di sollievo semmai gli capitasse di vedere topi che rincorrono gatti o chissà in una futura storia leoni che si fanno inseguire da agili e furbe gazzelle. Nel finale tutto torna alla normalità, a quella routine di cui i bambini hanno bisogno, ad una tranquilla e serena quotidianità.

Il finale rassicurante della storia è come un abbraccio nel quale il bambino si sente ancora di poter credere nei suoi punti di riferimento che per un attimo sembravano essere caduti definitivamente creando perplessità e dubbio, dimensioni necessarie per la crescita dell’adulto di domani.

Un racconto per bambini che è efficace nel momento in cui porta il lettore a porsi delle domande. Probabilmente i bambini si chiederanno semplicemente “come può un gatto essere infastidito da un topo?” o “come può un topo essere così fastidioso e il gatto non mangiarselo in un boccone?” o ancora “ma allora il gatto può essere anche così pauroso e il topo così coraggioso?”

Domande utili e necessarie per crescere, per maturare, per vedere la realtà con nuovi occhi anche se solo per un istante.

 

La societa' dei gatti assassini3
Libri, Film e Canzoni sui gatti

La societa’ dei gatti assassini di Akif Pirinçci – Recensione

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Mi presento, mi chiamo Francis e voglio raccontarvi la mia storia. Io e Gustav abitiamo insieme, mio malgrado, in un “nuovo” appartamento che lui ama ristrutturare ed elogia sempre, ma siamo sinceri… è un buco, tetro e maleodorante. Andarcene dite? No, lui non ci sente e poi l’ha appena comprato, povero me.

La societa' dei gatti assassini2

Magari i dintorni sono più belli e potrei farmi nuovi amici, mi conviene andare in esplorazione e… oh cavoli, ma è morto quel gatto? Ho bisogno di aiuto, devo svelare il mistero!

Ah, non ve l’ho ancora detto chi sono io? Che sbadato! Un bellissimo, intelligente ed avventuroso esemplare di felino, il migliore modestamente miagolando. Sono anche curioso ed amante della verità e non posso certo lasciare che questo crimine rimanga impunito, io devo sapere. Per fortuna c’è Barbablù con me, un micio mio nuovo amico ed anche se fisicamente non è messo benissimo, devo dire che ha coraggio, forza, scaltrezza e buon intuito. Lui mi aiuterà a capire cos’è successo a quel povero felin… oh no, oh cavolo. Che sia uno è già preoccupante, ma tre, quattro? O forse sono di più? Chi diamine è che fa strage di miei simili e perché poi?

Io punterei su Kong ed i suoi due scagnozzi che tanto simpatici ed onesti non sono, però mi sembra tutto così facile, troppo!

Poi, se devo dirvela tutta, ho trovato questo strano diario di un certo Dr Petreius che è a dir poco raccapricciante, quello che faceva ai miei simili…

A complicare le cose ci si mette anche quella setta, fondata da Claudandus la sua prima vittima… ci mancavano loro a mandarmi ancor più in confusione.

Come avrete capito, sono stressato, nervoso, per fortuna ho la mia fidanzatina dal nome impronunciabile a consolarmi.

Sono disposto a tutto pur di risolvere il mistero sempre più fitto, anche a rischiare le mie vite, ma non tutte o non potrei raccontarvelo e poi… si dai, Gustav soffrirebbe e, anche se il più delle volte non lo sopporto e lo reputo un completo inetto, gli sono affezionato e lui mi ricambia se pur fin troppo a mio parere.

La societa' dei gatti assassini1

Che dite… mi date una mano a sgarbugliare questo gomitolo di intrighi e scoprire l’autore, o gli autori, di tanta barbarie? Sarò proprio io con la mia voce a guidarvi, perché se aspettiamo Gustav… e così vi porterò nel mio mondo, dandovi una diversa visione del mondo visto da quattro zampe, le mie!

Non sottovalutate mai noi felini, potremmo riservarvi delle sorprese.

Devo dire che questo libro mi è piaciuto molto e non esagero ad affermare che sarebbe degno della famosa regina del giallo. Ho scoperto che è il primo di una serie denominata Felidae che spero di trovare a qualche mercatino, come è accaduto per questo. Nella mia vita ho letto molti gialli, ma è la prima volta che per le mani me ne è capitato uno del genere, uno che dà la parola ai gatti e ci trasporta nel loro mondo così bene, ma così bene, da desiderare essere loro in tutto.

L’unica nota che mi ha lasciata perplessa è l’averlo pubblicato in una collana per ragazzini. L’ho apprezzato io da adulta, ma credo che per loro sia troppo… troppo. I termini usati, non sempre li reputo adatti ad una storia in genere pensata per loro, perché alcuni pezzi sono forti e crudi. Forse è stato frainteso vuoi per il titolo, vuoi per la copertina… ma, decisamente, è per adulti.

Buona lettura.

Grazie ad Aurora per la sua bellissima recensione!

CASPER, IL GATTO PENDOLARE libro
Libri, Film e Canzoni sui gatti

CASPER, IL GATTO PENDOLARE di Susan Finden

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I gatti sono esseri speciali e sanno di esserlo. Questa potrebbe essere l’essenza nascosta del libro. Oggi voglio farvi conoscere Casper, un bel micione dal pelo lungo bianco e nero. Mi è molto piaciuto leggere la sua storia e quella della sua padrona Sue, nonché autrice del libro. Questa volta voglio portarvi in Inghilterra.CASPER, IL GATTO PENDOLARE

Incontrato in un piccolo gattile casalingo, Casper entra per caso nella vita di Sue e Chris, il suo secondo marito. Questa donna ha una missione personale, salvare i gatti adulti dai gattili, passione per fortuna condivisa con il consorte che, a dire il vero, quando la conobbe non era un patito di felini.

Quando in un freddo giorno di dicembre, muniti di due trasportini di vimini, entrano nella casa della vecchia signora che ne cura 18, riservando loro l’intero primo piano della sua villetta, certo erano convinti di uscirne con due gatti da aggiungere ai loro, ma mai avrebbero pensato di conoscerne uno come lui, Morse. Sì, perché il nostro Casper certo non si chiamava così, ma visto che ha mostrato fin da subito la sua indole sparendo per giorni sotto il loro letto… hanno pensato bene di dover rendere omaggio al famoso e simpatico fantasmino del film. In seguito scoprirono che mai nome fu più azzeccato.

Quel birbante non ne voleva sapere di stazionare in casa e passava le sue giornate in giro, incurante dei pericoli. Sue all’inizio ne era sconcertata, dove andava, cosa faceva quando lei non l’aveva con sé? Si metteva nei guai? Era in pericolo forse? Ammettiamolo, son domande che ci poniamo tutti quando i nostri mici escono di casa, se possono. Siamo sempre preoccupati per la loro incolumità e non stiamo tranquilli finché non rientrano. Ecco, Sue non faceva eccezione… e poi con un felino così indipendente, non aveva mai avuto a che fare.

Un’altra passione di questa donna è cambiare spesso città, retaggio della sua infanzia da girovaga a quanto pare. I suoi gatti l’hanno sempre seguita volentieri e si sono sempre abituati alla casa nuova di turno ed al giardino protetto che cercava sempre di fare avere loro, ma Casper… ecco, lui preferiva adattarsi al luogo in sé ed amava molto farsi conoscere da tutti gli abitanti.

Non si faceva mancare nulla e tutti lo aspettavano con gioia, croccantini ed una buona dose di coccole. Eccolo così entrare in uno studio medico, in una casa privata, in una farmacia e persino su… un autobus. Sempre lo stesso. Sempre sullo stesso sedile. Sempre lo stesso tragitto, andata e ritorno, poi… soddisfatto della giornata piena, rientrava a casa dalla sua ignara e sempre più curiosa padrona.

Fu così che Casper il micione viaggiatore, si conquistò la notorietà e la simpatia di tutti, autisti, avventori del bus, giornalisti…. giornalisti? Sì, perché lui divenne un fenomeno nazionale ed entrò nei cuori di tutti. Come fece dite? Eh niente, Sue era talmente rimasta sconvolta appena saputo che il suo felino preferito viaggiava in autobus, che decise di chiamare la loro stazione e far diradare un annuncio che diceva pressapoco così, Tenete d’occhio il mio Casper per me, ignara di aver innescato un putiferio. Divenne la mascotte del bus, la voce si sparse e… e lui che faceva in tutto questo marasma? Dormiva. Tutti, in quel di Plymouth, impazzivano per lui, anche il giornale locale se ne interessò, per non parlare della stampa nazionale e dei telegiornali.

La cosa bella di questo libro, è leggere di come Sue riscopre il suo gatto, parlando con persone che normalmente avrebbe ignorato e imparando ad amarlo di nuovo, a rispettarlo di più.

Se poi non siete ancora soddisfatti delle sue parole, allora non vi resta che affidarvi a quelle del felino in questione… Casper, che ha voluto prendere la parola e dire la sua.

Ora non vi resta altro da fare che seguirlo. 

Grazie ad Aurora per la sua bellissima recensione!

aristogatti
Libri, Film e Canzoni sui gatti

Aristogatti: Il film – riassunto, personaggi e tante curiosità

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Gli Artistogatti: descrizione breve

Dutchess è un gatto, con tre giovani gattini, Marie, Berlouise e Tolosa che appartengono alla ricca Madame nel 1910 a Parigi.

Quando Madame nomina i suoi compagni felini come suoi eredi (dal momento che non ha una famiglia estesa o viventi) quando redige il suo testamento, il suo geloso maggiordomo Edgar, rapisce e abbandona i gatti nelle campagne.

Edgar sa poco, Thomas O’Malley, un gatto randagio dalla strada disinvolto e disinvolto, sta aiutando Dutchess ei suoi figli a trovare la strada di casa.

Gli Artistogatti personaggi:

Aristogatti personaggi

Thomas O’Malley

Thomas O’Malley è l’affascinante gatto dei vicoli. È uno spirito libero ma desidera essere parte di una famiglia. Questo ruolo richiede un forte cantante, attore e ballerino. Dovrebbe essere a suo agio nel recitare con una controparte femminile.

Duchessa

La duchessa è la madre elegante e amorevole degli Aristochittens. Questo ruolo richiede molta recitazione ma molto poco canto. Dovrebbe essere a suo agio nel recitare con una controparte maschile.

Edgar

Edgar è il malvagio maggiordomo di Madame. È allergico agli Aristogatti e li disprezza segretamente. Questa parte richiede un attore forte con una voce cantante forte. L’attore dovrebbe anche avere un talento per la commedia, la capacità di giocare “cattivo” ed essere in grado di tirare fuori un grande starnuto falso!

Gli Aristokittens: Tolosa, Marie e Berlioz

Tolosa e Berlioz sono figli di Duchessa. Marie è la loro sorella e una versione in miniatura di Duchessa. Tolosa è quella che si immagina un ragazzo duro. Marie è vivace e sfacciata. È la figlia più giovane e affascinante come sua madre. Tutti e tre i personaggi sono sul palco per la maggior parte dello spettacolo e ognuno dovrebbe essere un attore forte. Alcuni cantano.

Scat Cat

Il leader jazz dei Alley Cats. Lui o lei è ultra alla moda e si diverte ad introdurre gli Aristokittens alla musica jazz. Scat Cat conduce la canzone “Ev’rybody Wants to Be a Cat”, quindi questo ruolo richiede un cantante forte con alcune mosse fluide! Può essere giocato da un ragazzo o una ragazza.

Roquefort il mouse

Roquefort è il coraggioso topolino che supera le sue paure e salva Aristotele da Edgar il maggiordomo. Questo ruolo richiede un cantante forte che possa giocare innocente e spaventato. Può essere giocato da un ragazzo o una ragazza.

Madama

Il gentile ed eccentrico proprietario umano degli Aristogatti. Ama i suoi animali domestici più di ogni altra cosa al mondo. Un ruolo di piccolo personaggio che appare all’inizio e alla fine dello spettacolo, quindi questa attrice sarebbe doppia cast come un Alley Cat per la sezione centrale dello spettacolo.

Napoleone e Lafayette

Due cani country che sono il sollievo comico dello spettacolo. Napoleon è il leader assetato di potere e Lafayette è il Privato non così sottosviluppato. Non è richiesto il canto solista, ma una forte capacità di recitazione con un tocco di commedia è un vantaggio. Questi personaggi saranno anche cast doppio come Alley Cats. Può essere giocato da ragazzi o ragazze o da uno di ciascuno.

Amelia e Abigail Gabble

Le due audaci sorelle oche che salvano Thomas O’Malley dal fiume e guidano la strada per tornare a Parigi. Sono personaggi comici che cantano un duetto. Queste attrici dovrebbero essere in grado di muoversi in modo convincente come oche. Sarà doppio cast come Alley Cats.

The Alley Cats in evidenza – Hep, Mad, Slick & Wacky

Questi personaggi sono la colla che tiene insieme lo spettacolo. Sono i narratori che creano le scene e commentano l’azione. Queste parti richiedono altoparlanti forti che siano bravi a memorizzare le linee. Sono la band jazz che sostiene Scat Cat in “Ev’rybody Wants to Be a Cat”, quindi ci sarà anche un po ‘di canto. Funzioneranno anche come parte del coro. Può essere giocato da ragazzi o ragazze.

Vichy & Soisse (Vee-shee & Swahz)

Parti bit. Due soldati nell’esercito di cani che riferiscono al generale Napoleone. Sarà cast doppio come coro Alley Cat.
Alley Cats
Il coro. Un sacco di tempo per cantare e ballare. Pratica muoviti come un gatto!

Gli Artistogatti: intera trama

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A Parigi, in Francia, la ricca e anziana socialite Madame Adelaide Bonfamille vive con il suo gatto Duchessa e i tre gattini della duchessa: Berlioz, Tolosa e Marie e un maggiordomo, di nome Edgar.

Un giorno, Madame manda a chiamare il suo amico, George Hautecourt. Il compito è finalizzare e recuperare la volontà di Madame. Sconosciuto a tutti e due, Edgar ascolta. Madame nota che non ha parenti in vita e considera i suoi gatti come una parte della sua famiglia. Mentre Edgar ascolta, è scioccato dal fatto che Madam stia pianificando di darle tutta la sua fortuna, con la proprietà da consegnare a Edgar una volta che i gatti moriranno.

Certamente, Edgar non è affatto contento di questo, poiché i gatti sopravvivranno facilmente! Edgar fa scivolare alcuni sonniferi nella dose giornaliera di crema del gatto, e quando sono svenuti e la notte è caduta, li porta in campagna, tentando di abbandonarli. Tuttavia, i suoi piani sono rovinati quando un paio di cani di nome Lafayette e Napoleone gli danno la caccia. Edgar abbandona i gatti in un campo prima di tornare a Parigi.

Il giorno dopo, i gatti si svegliano per ritrovarsi non nella loro casa, ma in campagna, e presto incontrano un gatto di nome Thomas O’Malley. Dopo alcuni discorsi, O’Malley si offre di aiutare la famiglia a tornare a Madame Bonfamille.

Nel frattempo, a Parigi, un topo di casa nella residenza di Madam Bonfamille, Rocquefort, si confessa con Frou-Frou, il cavallo da carico di Madame. Entrambe non sono sicure di ciò che è successo ai loro amici, quando Edgar entra nelle scuderie di Frou-Frou molto più esigente.

Mentre Frou-Frou non riesce a parlare, Edgar le mostra il titolo del giornale del mattino, che racconta di una misteriosa rapitrice che si sta allontanando con Duchessa ei suoi figli. Edgar sembra pensare di essere partito con il suo piccolo crimine … fino a quando si rende conto che ha lasciato il cappello e l’ombrello in campagna, e rapidamente si precipita fuori a recuperarli.

Nel frattempo, Thomas, la Duchessa ei bambini hanno preso un passaggio su un camion di latte, prima di essere scoperti dall’autista. Successivamente salgono su un treno, finché non li fa scendere. Tuttavia, la piccola Marie viene trascinata in un fiume vicino. Thomas salta per salvarla e la famiglia lo segue a valle.

Poi si incontrano con due oche, Abigail e Amelia. Il gruppo quindi segue i due dallo zio Waldo. Il loro viaggio li porta in un ristorante dove lo zio Waldo è sfuggito dal diventare il pasto principale. Tuttavia, essere marinato nel vino bianco ha fatto sì che lo zio Waldo fosse piuttosto brillo.

Nel frattempo, Edgar torna in campagna e riesce a riprendersi cappello e ombrello, ma non prima che Napoleon e Lafayette tentino di prendere di nuovo le scarpe.

Tornati a Parigi, i gatti sono quasi a casa, ma logorati dal loro viaggio. O’Malley li porta poi alla dimora di Scat Cat in un edificio abbandonato. Scat Cat e la sua banda di gatti di vicolo intrattengono la famiglia, prima di andare nella notte.

Dopo che i cuccioli sono stati messi a letto, Duchess e O’Malley condividono un momento tenero. Mentre Duchessa racconta della sua impazienza di tornare a Madame, O’Malley (che non ha mai veramente conosciuto la gentilezza dagli umani), pensa semplicemente che Madame vede Duchessa ei suoi gattini come animali domestici. Duchessa tuttavia, spiega che Madame li vede come qualcosa di più: sono l’equivalente di una famiglia per lei.

La mattina dopo, O’Malley riporta la famiglia alla villa di Madame. Dopo aver salutato, i gatti vanno verso la porta principale … solo per essere affrontati da Edgar, che li getta rapidamente in un sacco.

Rocquefort ha visto il tutto, e dopo essere andato alla Duchessa, gli viene detto di trovare O’Malley. Rocquefort scappa e raggiunge O’Malley. Thomas torna alla villa e dice a Rocquefort di trovare Scat Cat e la sua banda.

Di ritorno nelle stalle della villa, Edgar mette i gatti in un baule, raccontando loro i suoi piani per mandarli a Timbuktu. Ha già chiamato un camion per raccogliere il baule, quando O’Malley irrompe e attacca Edgar.

Poco dopo, Scat Cat e la sua banda arrivano per aiutare, mentre Rocquefort riesce a rompere la serratura e tirare fuori i gatti. La banda di Scat Cat, con l’aiuto di Frou-Frou, riesce a mettere Edgar nel bagagliaio e fuori dalle porte della stalla, il servizio di raccolta arriva, portandolo via.

Qualche tempo dopo, Madame Bonfamille scopre che Edgar è scomparso per qualche motivo sconosciuto e invita George a riutilizzare la sua volontà, rimuovendolo da qualsiasi eredità. Thomas viene accolto nella famiglia, e Madam ha anche scelto di lasciare che la sua villa sia un rifugio sicuro per tutti i gatti dei vicoli di Parigi.

Il film si conclude con Scat Cat e la sua banda che organizza una festa sfrenata nella dimora di Madame.

 

Gli Artistogatti: curiosità

14 Fatti divertenti sugli Aristogatti

La tradizione di vedere un film la vigilia di Natale o il giorno di Natale è una cosa che va avanti da molto tempo e questa tradizione è esattamente ciò che la Disney contava quando pubblicarono The Aristocats il 24 dicembre 1970. Ecco alcuni fatti su felini jazz preferiti di tutti.

1. Era inteso come un film dal vivo.

Originariamente previsto per essere una serie live-action in due parti su The Wonderful World of Disney , Walt stesso ha deciso che era una storia raccontata con animazione. Purtroppo, Disney è morto prima che potesse vederlo.

2. È stato il primo film Disney ad essere prodotto dopo la morte di Walt Disney.

Sebbene alcuni critici pensassero che la perdita della direzione di Walt ferisse il film, il New York Times ne fu entusiasta dicendo : “Benedici l’organizzazione Walt Disney per The Aristocats , divertente, calda e dolce come un cartone animato, un film natalizio. ”

3. È stato l’ultimo film ad essere approvato direttamente da Walt Disney.

Come tale, è l’ultimo film a finire con la linea “A Walt Disney Production”.

4. Sei dei “Nine Old men” originali della Disney hanno lavorato al film.

Questo comprendeva produttore Wolfgang Reitherman, carattere animatore Eric Larson, e dirigendo gli animatori John Lounsbery, Ollie Johnston, Frank Thomas, e Milt Kahl.

5. Alcune delle mosse di danza di Duchessa furono in seguito riutilizzate per le mosse di Maid Marian in Robin Hood .

6. Louis Armstrong era il doppiatore previsto per Scat Cat.Ma Armstrong si ammalò proprio nel periodo in cui lo studio iniziò a registrare. Così hanno reclutato invece il soprannominato Scatman Crothers, in seguito conosciuto per i suoi ruoli in The Shining e per aver dato la voce a Meadowlark Lemon nella serie animata The Harlem Globetrotters . Ha anche fornito la voce per il supereroe canino imbattibile di tutti, Hong-Kong Phooey.

7. Disney Legend Phil Harris è l’uomo dietro la voce di Thomas O’Malley.

Harris era anche Baloo in Il libro della giungla . “Ero terribilmente entusiasta di fare Aristogatti “, disse una volta Harris . “Mi sto solo giocando di nuovo, mi hanno anche lasciato cambiare alcune linee per renderle più adatte alla mia personalità, penso che tutto il merito vada al regista, al produttore e agli animatori perché tutti noi attori siamo lì e consegnare le linee e hanno messo tutto insieme “.

8. Il film ha persuaso una leggenda dal ritiro.

Il famoso attore e intrattenitore francese Maurice Chevalier è uscito dalla pensione per cantare la sigla del film.

9. Eva Gabor era solo la voce parlante di Duchessa.

Tutto il canto è stato fatto da Robie Lester, che ha anche cantato per Gabor’s Bianca in The Rescuers .

10. Originariamente Edgar aveva un compagno di criminalità: una cameriera di nome Elvira.

Sarebbe stata doppiato da Elsa Lanchester, un’allume di Mary Poppins (interpretava Katie Nanna). Lanchester era anche famosa per il suo ruolo di sposa di Frankenstein.

11. A un certo punto, c’era anche un quarto gattino di nome Waterloo.

È stato rimosso perché quattro gattini si sentivano come troppi personaggi.

12. La versione di “Tutti vogliono essere un gatto” che è stata pubblicata sulla colonna sonora è stata modificata.

La versione originale conteneva alcuni testi ora politicamente scorretti da un gatto cinese di nome Shun Gon. Dai un’occhiata alle 2:50:

13. Nel 2003, Disney Channel ha considerato la possibilità di far diventare Marie, Toulouse e Berlioz adolescenti per uno spettacolo in syndication.

L’idea è stata scartata .

14. Anche l’idea di fare The Aristocats II nel 2005 è stata demolita.

E ‘stato supposto di essere stato come un murderless- Assassinio sull’Orient Express .

LE FUSA DI OSCAR di David Dosa
Libri, Film e Canzoni sui gatti

LE FUSA DI OSCAR di David Dosa – Recensione del libro

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Questa che sto per narrarvi è una storia che ha affascinato e continua ad affascinare i medici di tutto il mondo e che ha casa in America.

Questa può sembrare una storia inventata per alimentare i miti sui felini, ma… è tutto vero!

David Dosa è un uomo scettico di natura, un medico scettico per professione e, decisamente, non è un gattofilo.

Non è che non gli piacciano i gatti, semplicemente non l’hanno mai attratto più di quel tanto e si limita ad osservarli a distanza.

Vi ho già detto che quest’uomo è un medico? Si?

Le fusa di Oscar 1

Oh be’, allora aggiungo soltanto che è un ricercatore in geriatria alla Brown University a Providence e che ha scritto un articolo su questo gatto, tale Oscar e le sue capacità, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che li ha fatti diventare famosi in tutto il mondo.

Sì, anche il gatto.

Vi chiederete il perché, cosa abbia di così tanto speciale questo micio da suscitare tutto questo clamore. E’ presto detto.

Oscar, adottato da cucciolo da una casa di cura per malati d’Alzheimer, ha deciso di rendersi utile e di ripagare le attenzioni che riceve con un servizio alquanto anomalo.

Tutto quello che deve fare è entrare nelle stanze dei degenti, sedersi ai piedi del letto, fare le fusa e aspettare.

Aspettare, cosa? Oh una cosa da niente, solo il trapasso della persona da lui scelta.

Sì, perché Oscar sa prevedere quando qualcuno sta per andarsene e allora, lui, semplice felino in genere restio al contatto umano, che altro modo avrebbe di farlo capire se non quello di farsi trovare sul posto?

Meglio ancora se con un po’ di anticipo sui tempi, in modo che gli umani si attivino per cercare di aiutare o quanto meno alleviare le sofferenze di questi malati.

Le fusa di Oscar 2

Il nostro geriatra non l’ha capito subito, ci è voluta una donna per farglielo notare e Mary Miranda, infermiera, non ha perso tempo.

Messa la cosi detta pulce nell’orecchio al medico, non può far altro che godersi lo stupore di quest’ultimo giorno dopo giorno, caso dopo caso ed assisterlo.

Oscar è un gatto infaticabile, spesso staziona per giorni nelle stanze prescelte senza che nessuno lo scacci o gridi allo scandalo.

Fa compagnia ai malati, li conforta e li fa sorridere, ma non si limita a loro… dona forza e coraggio anche ai parenti ed in cambio chiede solo qualche coccola extra.

David inizierà a creare un rapporto speciale con Oscar, inizierà a guardare oltre le cartelle mediche, ma… dove lo porterà tutto questo? Non vi resta che seguire con lui le orme di questo straordinario felino, mascotte della casa di cura e di tutti coloro che vi transitano.

                                                                                                         Recensione di Aurora, a cui porgiamo i nostri ringraziamenti