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Curiosità Sui Gatti

A che mese adottare un gatto?

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GATTO ADOZIONE

Adottare un gatto è senza dubbio un gesto bellissimo. Un gesto di amore verso il micio che decidiamo di accogliere, ma anche verso noi stessi. Si perché ci offriamo la possibilità di sperimentare un nuovo vero amore, molto più libero e meno egoistico di quello che può essere stretto con persone o altri animali.

Quando si parla di adozioni però si entra sempre in tema complicato. Certamente quando togliamo un gattino dalla strada, affamato, denutrito, sporco e disperato, c’è poco da domandarsi ed è il caso di prenderlo al volo e dargli un posto caldo dove vivere, insieme a persone che lo ameranno incondizionatamente.

Diverso invece è il discorso quando il gattino che si desidera adottare fa parte di una cucciolata e avete magari letto su Facebook o in qualche altro posto che questi bellissimi gattini hanno bisogno di una famiglia. Il discorso che vogliamo affrontare oggi è proprio questo: quand’è il momento giusto per adottare un gatto? Dopo quanti mesi si può prendere?

A quanti mesi prendere un gattino

Se il gattino è con la sua mamma in questo momento, lascialo con lei almeno per i primi due mesi di vita, un mese in più è anche meglio. Oltre a essere un gesto d’amore verso il piccolo, che comunque prima o poi dovrebbe essere separato dalla mamma per il semplice fatto che la padrona umana non potrà tenerli tutti, è anche importante lasciarlo con la mamma almeno per i primi due mesi per il benessere e la salute del tuo gatto.

Se il gattino viene staccato prima dalla mamma è possibile che questo influisca sul suo corretto sviluppo e la sua crescita. Questo è vero sia per il discorso della nutrizione e dell’allattamento, ma anche dal punto di vista sociale.

L’allattamento del micio: ciò che dovete sapere

Vediamo le fasi dell’allattamento del micio.

  • Prima fase: include le prime tre settimane di vita del cucciolo. I primi dieci giorni si muove come un serpente, muovendo i muscoli dei fianchi e oscillando la testa. Ancora i suoi occhi sono chiusi e si orienta solo per la suzione. Si conclude questa fase con il gattino che già manifesta preferenze per esempio sul capezzolo dal quale mangiare.
  • Seconda fase: è la quarta settimana, dove al gattino nascono i dentini ed ecco che prende iniziativa con la poppata oppure l’accoglie quando è la mamma a volerlo nutrire.
  • Terza fase: è anche l’ultima fase e si entra già nel secondo mese. La mamma già non invita più i suoi gattini a mangiare e se li allatta, lo fa solo in piedi. Già non si sdraia più al loro lato. Questo accade perché i gatti sono già vivaci, capaci di allontanarsi e fare le loro cose. Iniziano a giocare etc. In questa fase la mamma va anche a caccia di cibo per i piccoli, in modo tale da iniziare la fase dello svezzamento.

Lo svezzamento del gatto

Come abbiamo visto inizia adesso lo svezzamento del gattino. La madre inizia infatti a ridurre un po’ alla volta le attenzioni che da ai suoi cuccioli. Questa fase inizia verso la quarta settimana e termina con la settima. Ecco perché prima dei due mesi non è assolutamente consigliabile separare i cuccioli dalla madre.

Quando ci si può avvicinare ai gattini?

E’ possibile avvicinarsi ai gattini già a partire dalla terza settimana. Non è un problema infatti da questo momento in poi cercare per esempio di toccarli. Anzi, scientificamente è stato confermato che se inizia presto il contatto con l’essere umano, il gattino può riuscire tranquillamente ad avere un contatto molto più sincero e sereno con gli umani in futuro.

Non dimentichiamoci però che i gattini non possono essere adottati a questo punto. E’ accettato solo il contatto. Come dicevamo il momento migliore per prendere il gattino è quando la mamma dimostra che il suo ruolo non è più indispensabile. Non dimentichiamoci che i gatti in natura non stanno tutta la vita con la mamma. Arriva il momento che se ne vanno e probabilmente non la rivedranno più.

Per esempio la mamma deve insegnarle le tecniche di caccia per sopravvivere. Si tratta di un insegnamento graduale e più che altro è legato al fatto che la mamma calibra il comportamento del gattino in modo tale che possa sopravvivere in futuro. Lo educa all’autocontrollo ma anche all’inibizione del morso, in modo tale che possa poi convivere con l’uomo.

Cosa accade quando il gatto viene distaccato dalla madre in anticipo?

Quando il gattino viene staccato in anticipo dalla mamma, può andare incontro a problemi di crescita e di comportamento. Dal punto di vista nutritivo ovviamente è meglio lasciarlo con la mamma per il tempo necessario, in modo che si occupi lei dell’allattamento e dello svezzamento. Però non è solo per questo, i problemi che possono subentrare se viene distaccato troppo presto dalla mamma sono:

  • Sindrome di iperattività: il gatto semplicemente non è in grado di autocontrollarsi. Tende a mordere e sgraffiare sempre, a saltare in qualsiasi posto e non sapersi regolare con il cibo. Difficilmente riesce a controllarsi e socializzare tranquillamente.
  • Sindrome di privazione sensoriale: il gatto in questo caso ha paura praticamente di tutto e resta sempre nascosto. Non esplora la casa e si muove la notte per mangiare, cercando così di evitare gli adulti. Se viene accarezzato per esempio, potrebbe manifestare aggressività. Questo accade per esempio quando viene abbandonato dalla parte della mamma.
  • Claustrofobia: questa è l’ansia dei luoghi chiusi. Il gatto è nervoso, frenetico, non ama molto le coccole e la sera quando i proprietari tornano è particolarmente agitato. Accade quando da cucciolo ha vissuto in ambienti iperstimolanti e invece adesso, si trova in un ambiente ipostimolante.
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